Kosovo

Situazione attuale e ultimi sviluppi

Si rinnovano le tensioni tra Serbia e Kosovo. Lo Stato ha unilateralmente dichiarato l’indipendenza nel 2008 ed è stato riconosciuto ad oggi da oltre 120 Nazioni.

A inizio 2017 il Kosovo ha accusato la Serbia di un atto di provocazione: un treno serbo con la scritta “Il Kosovo è Serbia”, si è diretto nel nord del Kosovo. Il convoglio è stato fermato al confine.

Intanto il 21 gennaio 2017 circa quattromila persone hanno manifestato a Pristina per richiedere la liberazione di Ramush Haradinaj, arrestato in Francia su ordine della Serbia. Lo Stato aveva ha chiesto l’estradizione per processarlo per crimini di guerra.

Secondo le accuse, l’uomo sarebbe responsabile una serie di morti e torture contro la popolazione serba durante le guerre balcaniche nel 1998 e nel 1999.

Haradinaj ha respinto le accuse ed è stato scarcerato, sotto cauzione, dalla Corte d’Appello della città di Colmar, ma gli è stato ritirato il passaporto. L’uomo è stato già assolto due volte dalle Nazioni Unite per quanto concerne le accuse di crimini di guerra.

Per cosa si combatte

Al centro della “questione kosovara” c’è il mantenimento dell’indipendenza nazionale (“pavaresia”) conquistata il 17 febbraio 2008. La Serbia continua a considerare il Kosovo sotto la propria amministrazione alla luce degli articoli 108-117 della sua Costituzione del 2006: al Kosovo è riconosciuto il solo status di Provincia Autonoma. Già ai tempi della Jugoslavia di Tito, il Kosovo godeva di una grande autonomia politica ed amministrativa. Nonostante gli albanesi fossero la stragrande maggioranza della popolazione del Kosovo, nel marzo 1989 il Presidente della Serbia, Slobodan Milošević, revocò gran parte dell’autonomia territoriale: la lingua albanese non fu più lingua co-ufficiale accanto al serbo-croato, le scuole autonome di lingua albanese vennero chiuse, i funzionari amministrativi e gli insegnanti albanesi vennero sostituiti con serbi o persone ritenute fedeli alla Serbia. Grazie alla Lega democratica del Kosovo (Ldk) di Ibrahim Rugova si adottò per anni una resistenza non violenta, poi prese il sopravvento la lotta armata indipendentista guidata dall’Uck (Esercito di Liberazione del Kosovo). Si scatenò la guerra tra serbi e albanesi del Kosovo che deposero le armi solo dopo i “78 giorni” di bombardamenti Nato.

Quadro generale

Il Kosovo si trova nella parte Sud-Ovest della Penisola Balcanica e presenta un territorio prevalentemente montuoso con i Monti Šar a Sud e Sud-Est e la Gjeravica, a Sud-Ovest (con la cima più elevata, 2656 metri). È ricco di fiumi e di laghi e notevoli sono le cascate del fiume Drin, alte 25 metri, e le Cascate Mirusha. Il Kosovo non ha sbocco sul mare e confina con l’Albania (per 111,7 km), con la Macedonia (per 158,7 km), con il Montenegro (per 78,6 km) e con la Serbia (per 351,6 km).

Il Kosovo indipendente dal 17 febbraio 2008 è una Repubblica Parlamentare rappresentativa, su base multietnica e comunitaria. La sua Amministrazione Pubblica è affidata all’Unmik (United Nations Interim Administration Mission in Kosovo), la missione delle Nazioni Unite nata il 10 giugno 1999 con la risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Dal 2008, dopo la dichiarazione d’indipendenza, molte delle funzioni svolte dalla missione Unmik avrebbero dovuto essere trasferite alla missione Eulex, (European Union Rule of Law Mission in Kosovo) istituita dall’Unione Europea per accompagnare il Kosovo nel processo di istituzione delle strutture statali (polizia, magistratura, dogana, ecc.). Tuttavia, il passaggio di consegne tra le due missioni non è ancora stato attuato. La missione Eulex è stata prorogata ad aprile 2014 per almeno un altro anno. Capo dello Stato è la signora Atifete Jahjaga nominata nell’aprile 2011. Il Governo del Kosovo é composto da 17 ministri. Secondo la Costituzione, almeno 3 ministri del Governo devono provenire dalle minoranze etniche (almeno 2 devono appartenere alla Minoranza serba). Anche all’interno del Parlamento kosovaro è prevista una composizione che garantisca la presenza ai gruppi etnici minoritari. Il Parlamento è composto, infatti, da 120 deputati eletti secondo il seguente sistema: 100 per voto diretto secondo il sistema proporzionale, un minimo di 10 seggi sono garantiti alla minoranza serba e 10 alle altre minoranze presenti nel territorio tra Rom, Ashkali, ed Egiziani, 3 seggi a Bosniaci, 2 ai Turchi e 1 ai Gorani. I deputati durano in carica 4 anni. Dal 1999, il Kosovo è composto da sette distretti amministrativi: Mitrovica/Kosovska Mitrovica, Prishtina/Priština, Gjilani/Gnjilane, Peja/Peć, Gjakova/Đakovica, Prizreni/Prizren, Ferizaji/Uroševac. L’unica università del Kosovo è l’Università di Pristina che attualmente si divide in due unità: una in lingua albanese, con sede a Pristina e 17 facoltà attive, e l’altra, in lingua serba ed affiliata all’Unione delle Università Serbe, con sede principale a Kosovska Mitrovica, con 10 facoltà. La Corte Suprema è la massima Autorità Giudiziaria. La Costituzione prevede anche un Consiglio Giudiziario del Kosovo che propone al Presidente i candidati a giudice procuratore ed è responsabile della carriera e dei procedimenti disciplinari dei giudici. Almeno il 15% della Corte Suprema e delle Corti Distrettuali devono essere formate da rappresentanti delle minoranze. La formazione e lo sviluppo del sistema giudiziario del Kosovo sono attualmente sostenuti dalla missione Eulex. Il Kosovo ha una tra le economie meno sviluppate d’Europa, non autosufficiente, fortemente dipendente dalle importazioni. Secondo il Rapporto della Banca Mondiale “Doing Business” del 2012, a livello globale, il Kosovo è 96° su 189 paesi in esame e nel 2014 é previsto che arrivi al 86°. Gli aspetti fiscali si sono semplificati, ma restano ancora diversi piccoli impedimenti nel contesto normativo e giuridico rappresentati da: complessità dell’iter burocratico, problemi doganali, presenza di infrastrutture moderate ed un’offerta di energia elettrica stabile.