Kurdistan

Situazione attuale e ultimi sviluppi

Frammentato e ancora impegnato militarmente su più fronti il Kurdistan. Al centro della scena è l’indipendenza che i curdi dovranno presto negoziare con turchi, iraniani e soprattutto con il governo centrale dell’Iraq. Fronte particolarmente ostile è quello turco. Ankara non riconosce alcun diritto all’indipendenza ai curdi.

Intanto nel giugno 2016 l’Iran e il governo regionale del Kurdistan hanno stabilito i dettagli tecnici per la costruzione di un oleodotto che potrebbe portare fino a 250mila barili di petrolio al giorno in Iran, bypassando Baghdad.

In questo contesto un altro muro si sta sollevando nel Kurdistan iracheno a nord e est di Mosul per definire la conquista di territorio compiuta negli anni successivi all’avanzata del cosiddetto Stato islamico in Iraq. Oggi i kurdi iracheni controllano un territorio del 40% maggiore di quello pre-2014.

Sul fronte siriano, dopo il contributo militare curdo, si pensa ad uno stato federale. Il consiglio nazionale Curdo ha preparato un documento dal titolo “Offerta per la gestione delle zone curde in Siria”. Il documento menziona il Rojava come parte integrante dello stato siriano, che dovrebbe essere riconosciuto ufficialmente da Damasco.

Per cosa si combatte

Quella del popolo curdo è una lotta per l’autodeterminazione, l’autonomia e il riconoscimento della propria identità e dei diritti civili e politici all’interno degli Stati nazionali. La repressione a cui vengono sottoposti è da sempre durissima. I Governi di Iran, Turchia, Siria e dell’Iraq di Saddam Hussein, hanno sempre cercato di negare la stessa esistenza di questo popolo tentando di cancellarne la cultura, la storia, la lingua e negando a volte anche il diritto ad un documento d’identità. Torture, processi sommari, incarcerazioni, repressione violenta fanno parte della storia – passata e attuale – di questo popolo che abita un territorio ricco di petrolio e di risorse naturali (il 70% del petrolio dell’Iraq si trova nel Kurdistan iracheno) a cui gli Stati nazionali non hanno alcuna intenzione di rinunciare.

Quadro generale

Il Kurdistan, letteralmente “Paese dei Curdi”, è una vasta area geografica di circa 500mila kmq divisa tra Turchia, Iraq, Siria ed Iran ed abitata a maggioranza dalla popolazione di etnia curda. Si tratta della Regione corrispondente alla parte Settentrionale e Nord-Orientale dell’antica Mesopotamia. Il popolo curdo – di origine indo-iraniana – ha la sua lingua, cultura e organizzazione politica ma la sua identità e le libertà fondamentali sono ancora oggi negati. La ricchezza – di petrolio e risorse naturali – del territorio del Kurdistan è senza dubbio una delle principali ragioni per cui la Turchia, la Siria e l’Iran rifiutano a questo popolo il riconoscimento dei più basilari diritti civili e politici, negando di fatto la sua stessa esistenza. Tale negazione ha inizio sotto l’impero Ottomano e continua ancora oggi, nonostante le battaglie di numerose organizzazioni per i diritti umani, come Human Rights Watch, e delle stesse istituzioni europee: la Commissione contro il Razzismo e l’Intolleranza del Consiglio d’Europa, ha più volte sottolineato come in Turchia non siano garantiti ai curdi diritti basilari quali quello di espressione, assemblea e associazione.

In realtà, con la fine della Prima Guerra Mondiale sembrava davvero possibile la nascita di uno Stato curdo indipendente. A prevederlo era il Trattato di Sévres, firmato il 10 agosto 1920, che stabiliva, nell’Anatolia Orientale, la creazione appunto, di un Kurdistan autonomo. Il Trattato non venne però rispettato, a pesare fu soprattutto la forza della nascente Repubblica turca. Di fatto, il successivo Trattato di Losanna, firmato nel 1923 da Gran Bretagna, Francia, Italia, Giappone, Grecia, Romania cancellò il trattato di Sèvres e i territori abitati dal popolo curdo vennero spartiti tra Turchia, Siria, Iran ed Iraq. Oltre 25milioni di curdi furono dispersi, per la maggior parte, in queste quattro nazioni. Oggi i curdi nel mondo sono circa 45milioni, trasformati di fatto in quattro minoranze e, nel corso degli anni, costretti a subire violenti tentativi di assimilazione in tutti e quattro i Paesi.

In Iraq, vivono circa 7milioni di curdi, in gran parte nella Regione autonoma del Kurdistan, che copre circa 85mila Kmq – per i curdi Basur-Kürdistan, cioè Kurdistan del Sud – ma abitano anche in altre città: Kirkuk, Mosul e la capitale Baghdad. Il Partito Democratico del Kurdistan (Pdk) guidato da Mustafa Barzani si è opposto al regime di Saddam Hussein che ha adottato repressioni brutali contro i curdi: armi chimiche, arresti, uccisioni, sparizioni e deportazioni forzate. In Iraq i due maggiori partiti curdi, il Pdk e il Puk (Unione Patriotica del Kurdistan) di Jalal Talabani, si contendono il dominio del territorio. In Iran vivono circa 12milioni di curdi, musulmani sunniti, in un’area di 140mila kmq chiamata Rojhelat Kurdistan, cioè Est Kurdistan. Con lo scoppio della rivoluzione Komeinista (1979) i curdi iraniani riuniti attorno al Pdki (Partito democratico del Kurdistan Iraniano) fondato da Abdul Rahman Ghassemlou, hanno lottato per ottenere una loro forma di autonomia all’interno dello Stato. Il potere sciita ha dato il via ad una dura repressione che ha causato circa 10mila morti. In Siria, i curdi vivono in gran parte nella Regione chiamata Rojava, situata a Nord Est del Paese in un’area di circa 40mila kmq abitata da 3 milioni di curdi. Fino all’inizio della guerra civile nel 2011, i curdi non avevano alcun riconoscimento da parte del governo di Damasco che ha invece cominciato a concedere ampi margini di autonomia al Pyd, il principale partito curdo siriano, con l’aggravarsi del conflitto. In territorio turco si trova la gran parte dell’area del Kurdistan, circa 250mila kmq. Ci vivono 12milioni di curdi che chiamano la regione Bakur- Kurdistan, cioè Nord-Kurdistan. Ai curdi in Turchia non è riconosciuto nessun diritto, la politica del governo di Ankara è quella di negare la loro stessa esistenza. Nel 1979 il leader curdo Abdullah Ocalan fonda con altri il Pkk, Partito dei lavoratori curdi, organizzazione politica e militare che comincia la sua lotta armata contro il governo turco per ottenere il riconoscimento dell’identità del popolo curdo. La reazione della Turchia è stata ed è ancora oggi durissima: perquisizioni forzate, distruzione di villaggi, arresti ingiustificati e torture.