Uganda

L’Uganda regge ma vacilla.  Nel novembre 2016 ci sono stati giorni di duro combattimento tra le forze governative e una milizia tribale in un distretto vicino al confine con il Congo.

Si tratta di un conflitto storico tra le forze di sicurezza ugandesi e i ribelli fedeli al re tribale Wesley Mumbere, re di Rwenzururu , oppositore del presidente Yoweri Museveni, al potere dal 1986. Secondo l’Uganda i ribelli hanno tentato di stabilire un piccolo governo autonomo sulle montagne Rwenzori.

Pochi giorni dopo Charles Wesley Mumbere, è stato arrestato e il suo palazzo perquisito da agenti della sicurezza.

Alle elezioni di febbraio 2016, Yoweri Museveni aveva ottenuto un poco credibile 60% dei voti, rimanendo così al potere. Gli osservatori internazionali hanno parlato di brogli e di campagna elettorale intimidatoria.

Gli avversari hanno presentato ricorso alla Corte Suprema, con il risultato di finire agli arresti domiciliari.

Restano poi le tensioni politiche con il Sud Sudan che riversa migliaia di profughi in Uganda. Nel dicembre 2016 per questioni di sconfinamento i due eserciti avevano avuto un duro scontro armato.

Buone notizie arrivano però in ambito economico. Il reddito pro capite è cresciuto, in molte zone sono arrivate luce e strade, quasi sempre grazie ai cinesi, presenza onnipresente in tutto il continente africano.