L’affare delle pillole dei combattenti

di Tommaso Andreatta

La Guardia di finanza e l’Ufficio antifrode della Dogana nel porto di Gioia Tauro hanno sequestrato 24 milioni di compresse della «droga del combattente».

Le compresse di tramadolo provenivano dall’India ed erano dirette in Libia. «Secondo informazioni condivise con fonti investigative estere, il traffico di tramadolo sarebbe gestito direttamente dall’Isis per finanziare attività terroristiche. La vendita in nord Africa e medio oriente avrebbe fruttato 50 milioni» si legge sul sito di Rainews.

Nel 2015 The Post Internazionale aveva dedicato un articolo alle pillole bianche «che permettono di dimenticare il dolore e la paura, molto pregiate in Siria: il Captagon è il migliore alleato dei jihadisti dello Stato Islamico».

Ma l’Isis – scriveva Tpi – non è il solo gruppo estremista ad aver ricorso a questa droga a base di anfetamina: sul fronte militare siriano, anche i membri di Al-Nusra e i soldati dell’Armata siriana libera la utilizzano per i suoi effetti che rendono più coraggioso chi ne fa uso.

Il tramadolo è un oppioide che in Italia può essere acquistato solo su prescrizione medica non ripetibile. Il suo nome commerciale da noi è Contramal. Viene usato sia come eccitante che per aumentare le capacità di resistenza allo sforzo fisico. È una droga che permette di non sentire il dolore della miseria e della guerra.

È chiamato «la droga del coraggio» ma, come spiegato in un’inchiesta del Corriere della Sera, solo una parte di questa sostanza è destinata ai ragazzi mandati nei campi di battaglia.

«La fetta più grande di questo traffico finisce nelle strade di tutto il Medio Oriente, al di fuori dei territori controllati dallo Stato islamico».

Una pasticca può costare 5 dollari. È considerato lo strumento ideale per mandare in battagli giovani facilmente manipolabili e che spesso si trovano in condizione di estrema povertà.

«È perfetta per i disperati di Gaza, utile per chi deve lavorare 18 ore al giorno e a sera non vuole più sentire fatica al Cairo, adatta per le prostitute di Amman, conosciuta anche dai ragazzini perduti costretti a cucire magliette nei laboratori del Sud della Turchia.

Con il vantaggio che in molti Paesi del Medio Oriente, a differenza degli stupefacenti che sono proibitissimi, il tramadolo non è illegale».

L’operazione è stata coordinata dalla Sezione antiterrorismo della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria.

Tutto è partito dal secondo Gruppo della Guardia di finanza di Genova che, nell’ambito di un’operazione dello scorso maggio, aveva proceduto ad un analogo sequestro nel porto.

La sostanza in questione è doppiamente utile all’Isis: permette di creare «guerrieri pronti all’uso» e permette l’autofinanziamento per poter sostenere tutte le operazioni terroristiche.

«Il traffico della sostanza – riporta Rainews – viene gestito direttamente da Daesh per il finanziamento delle proprie attività terroristiche in ogni parte del mondo. Inoltre, parte dei proventi illeciti provenienti dalla vendita sarebbero destinati a sovvenzionare gruppi eversivi e di estremisti operanti in Libia, Siria e Iraq».

All’operazione hanno partecipato la Dea americana e la Direzione centrale dei Servizi antidroga presso il ministero dell’Interno.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/tramadolo-droga-combattente-sequestro-gioia-tauro-0c6bb0ee-9c2c-4128-8b07-7b0651429378.html

http://www.corriere.it/esteri/17_novembre_03/che-cos-tramadolo-perche-diverso-captagon-isis-5ab88652-c074-11e7-bb34-2bd17ff76d6c.shtml?refresh_ce-cp

https://www.tpi.it/2015/06/04/captagon-droga-isis/#r

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