Pace, guerra, elezioni. Le sfide del Myanmar (aggiornato)

Si avvicinano per i birmani i due appuntamenti più importanti dell’anno: il negoziato sulla forma Paese in agosto e la consultazione elettorale di novembre

 

Ultimora (4 agosto): il governo birmano ha rinviato di una settimana la riunione sul processo di pace senza dare spiegazioni. Avrebbe anche ripristinato Internet nel Nord Rakhine pur se secondo alcune fonti la connessione e’ bassa e piena di buchi. Infine ha reso effettive le restrizioni sui voli da e per il Paese sino a ottobre, cioe’ poco prima delle elezioni previste l’8 novembre

Si avvicinano per il Myanmar i due appuntamenti più importanti dell’anno che, nonostante le restrizioni per il Covid-19, si terranno con i tempi e i modi già decisi anche se con alcune limitazioni: si tratta della quarta sessione della “Conferenza sulla pace di Panglong del 21°secolo”, come è stato intitolato il vertice che si terrà nella capitale Naypyidaw a metà agosto, e delle elezioni legislative in programma per novembre. La consultazione elettorale si terrà con restrizioni nei raduni di massa e nelle modalità di propaganda dei partiti. La Conferenza di pace ha invece visto sostanzialmente diminuire il numero dei delegati, una misura accettata da tutti i partecipanti.

Alla riunione – fissata dal 12 al 14 agosto prossimi – sono invitate tutte le entità che hanno combattuto contro il governo centrale e che in gran parte hanno aderito al processo di pace. Ma hanno ricevuto l’invito anche gruppi che non hanno aderito o che hanno accettato in linea di principio il Nationwide Ceasefire Agreement (NCA) – siglato nel 2015 – ma senza firmare accordi. Tra gli invitati di rilievo, fuori dall’accordo, ci sono per esempio la Kachin Independence Organisation e l’United Wa State Party. Entrambi hanno un braccio armato. I temi sul tavolo riguardano sia l’attuazione dell’accordo di cessate il fuoco a livello nazionale, sia ulteriori negoziati sui principi di base per formare un’unione federale che continueranno anche dopo le elezioni. Sarà la prima volta che il federalismo, sinora parola tabù, farà il suo ingresso al tavolo negoziale. L’ultima conferenza si è tenuta tra il 31 agosto e il 4 settembre 2016, quando si era per la prima volta insediato il governo civile guidato dalla de facto premier Aung San Suu Kyi. Si chiuse con una “Roadmap for National Reconciliation and Union Peace” che prevedeva sette passaggi, alcuni dei quali rimasti lettera morta.

Sul processo di pace pesano diversi fattori: la forza di contrattazione delle diverse forze in campo, che possono contare sulla pressione militare dei relativi eserciti locali, la posizione della Cina – in grado di controllare diversi gruppi lungo la frontiera col Myanmar – e infine la guerra in corso, soprattutto nel Chin e nel Rakhine, cui contribuiscono gruppi armati fuori dal negoziato e, come nel caso dell’Arakan Army, inscritte nella lista dei gruppi terroristici. Proprio giovedi scorso, due raid aerei dell’esercito birmano hanno bombardato l’area tra Kyauktaw e Mrauk U – a circa 150 chilometri da Sittwe, capitale del Rakhine – per rispondere a un attacco dell’Arakan Army. La sezione Mrauk-U-Kyauktaw della carreggiabile Yangon-Sittwe è stata chiusa fino al tardo pomeriggio. I combattimenti hanno avuto luogo nei campi sul lato Est della strada tra la diga di Abaungtaw e quella di Taungphyu. Non si ha per ora notizia di vittime ma molti residenti avrebbero abbandonato l’area. La zona dista una sessantina di chilometri in linea d’aria dal territorio di Paletwa, nel Chin, dove, con la popolazione civile, sono intrappolati dai continui scontri armati anche cinque sacerdoti cattolici.

(Red/E.G.)

In copertina, la candidata numero uno Aung San Suu Kyi

Tags:

Ads

You May Also Like

Bosnia, estradato in Italia Prijic. Uccise tre volontari italiani nel ’93

Il tribunale di Dortmund ha deciso nella serata di ieri di estradare in Italia ...

Venti di guerra fra Grecia e Turchia

Un accordo fra Tripoli e Ankara sulle acque territoriali alla base dello scontro con Atene

L’ultimo atto è  per ora l’espulsione dell’ambasciatore libico ad Atene come reazione all’accordo firmato tra il ...

L'uragano Matthew (foto da shawglobalnews)

Matthew e i rifugiati non riconosciuti

Ad Haiti oltre un milione e 400mila persone hanno bisogno di urgente assistenza sanitaria. ...