Profughi dal Sud Sudan e l’Uganda collassa

di Tommaso Andreatta

Sono ormai un milione (e forse più) rifugiati del Sudan meridionale in Uganda. Lo dice l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite.

È la crisi di rifugiati a crescita più veloce mai registrata.  «L’UNHCR, l’agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, ha comunicato che 1.800 cittadini (in media) provenienti dal Sud Sudan sono arrivati ogni giorno in Uganda negli ultimi 12 mesi» riporta l’Ansa. Un altro milione o più di persone del Sudan meridionale hanno trovato riparo in Sudan, Etiopia, Kenya, Congo e Repubblica Centrafricana.

L’Uganda è quasi al collasso. Quello dei profughi è un flusso inarrestabile: un flusso di cui le cronache parlavano anche lo scorso anno. Sono centinaia di migliaia di rifugiati scappati nel nord dell’Uganda dal luglio 2016.

«Secondo Medici Senza Frontiere (MSF) – scriveva Repubblica già in primavera – l’attuale mobilitazione umanitaria su larga scala, in risposta all’emergenza, imposta da una guerra civile sanguinosissima, non è ancora adeguata e molte persone non hanno accesso sufficiente ad acqua, cibo e ripari».

«Oltre ai progetti in Sud Sudan, dal luglio 2016 MSF opera in quattro campi rifugiati nel nord ovest dell’Uganda, Bidi Bidi, Imvepi, Palorinya e Rhino attraverso la fornitura di cure mediche ospedaliere e ambulatoriali, materno-infantili, nutrizionali, sorveglianza epidemiologica e igiene e potabilizzazione dell’acqua. MSF ha anche risposto all’afflusso a Lamwo, al confine con il Sud Sudan a seguito di un attacco a Pajok, in Equatoria orientale, ma ha poi trasferito queste attività ad altre organizzazioni».

Decine di migliaia di persone senza acqua per giorni. Nella stagione delle piogge, se le persone non dispongono di acqua pulita, sono costrette a usare acqua sporca, vettore di malattie. Questo può drasticamente cambiare lo stato di salute della popolazione nel giro di pochi giorni.

L’Uganda al collasso. È una “nuova” emergenza. Tra carenza di acqua e di risorse per le spese immediate l’Uganda rischia di non farcela e di crollare insieme al Paese confinante: solo il 17% dei 673 milioni di dollari richiesti quest’anno dall’Onu è arrivato in Uganda. La denuncia è di Oxfam, che cita i numeri dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

«L’86% dei rifugiati – scrive Agensir – sono donne e bambini, che è necessario proteggere da torture, maltrattamenti, stupri e fame. L’Uganda ospita anche profughi provenienti da Repubblica democratica del Congo, Burundi e Repubblica Centrafricana».

«I sud sudanesi continueranno a scappare dal loro Paese, sconvolto da una guerra brutale, in cerca di protezione, cibo e acqua – ha detto Paolo Pezzati. Policy advisor di Oxfam Italia – I Paesi confinanti e la comunità internazionale devono tener fede all’impegno di riportare le parti in conflitto a un tavolo negoziale. Fino ad allora, nessun sud sudanese potrà tornare a casa e sarà costretto a dipendere dagli aiuti umanitari».

 

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/africa/africa.shtml

http://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2017/05/18/news/uganda_piu_di_900_000_rifugiati_sud_sudanesi_hanno_bisogno_d_aiuto-165755731/

https://agensir.it/quotidiano/2017/8/17/sud-sudan-oxfam-un-milione-di-profughi-in-uganda-arrivati-solo-17-degli-aiuti/

https://www.oxfamitalia.org/scopri/siamo-oxfam/

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