Terrorismo e Covid-19: una nuova arma?

Arma biologica, ma anche strumento di propaganda e di indebolimento dei Paesi nemici: il nuovo ruolo della salute pubblica e di ciò che la minaccia

Almeno una decina di membri delle forze paramilitari irachene dell’Hashd al-Shaabi sono stati uccisi in un attacco condotto dall’autoproclamato Stato islamico dell’Iraq nella provincia irachena di Salahuddin. Lo riporta stamattina l’agenzia turca Anadolu. L’attacco nella provincia a Nord di  Bagdad – riporta Al Jazeera – è uno dei maggiori da quando il gruppo armato è stato sconfitto nel dicembre 2017. Il terrorismo continua a colpire in modo tradizionale ma ha ora un nuovo alleato. Anche in Europa.

Di Lucia Frigo

Bandiera dello Stato islamico

Se è vero – come dimostra l’attacco in Iraq – che il terrorismo non dorme mai, sicuramente non perde l’occasione per sfruttare una pandemia globale: a partire dai gruppi salafiti-jihadisti fino ai movimenti neonazisti, il Coronavirus è apparso nell’agenda politica di organizzazioni terroristiche in tutto il Mondo. E non solo: anche la Russia sembra sfruttare il coronavirus nelle sue campagne di disinformazione, con le quali allunga le dita in Europa. Un questa breve analisi sul ruolo che un virus ancora senza vaccino può giocare nelle mani del terrorismo internazionale lo vediamo  come strumento di propaganda e di radicalizzazione, come vera e propria arma, e come elemento destabilizzante dell’ordine globale.

La propaganda è elemento chiave del terrorismo: un gruppo terroristico non può funzionare se non ha alle spalle una rete di sostenitori, di cultori della stessa ideologia, disposti a propagare il messaggio e anche a finanziare le imprese illecite del movimento. Per questo, mentre il Coronavirus invadeva ogni tipo di discorso sui media, una narrazione sulla pandemia si è creata ben presto in ogni canale di comunicazione, su tutto lo spettro delle organizzazioni terroristiche.

Il “soldato divino” di Al Qaeda e Isis

Al Qaeda e ISIS non hanno tardato a definire il virus un “piano di Allah”, un soldato divino inviato per punire le Nazioni infedeli: per questo ad esserne colpiti sarebbero stati la Cina (per il trattamento che Pechino riserva alla popolazione musulmana), gli Stati Uniti e i Paesi europei. Anche nelle varie chat online dei movimenti neonazisti e di estrema destra l’arrivo dell’epidemia è stato salutato con fervore: non solo per la sua capacità di destabilizzare i governi, ma anche perché ha permesso la diffusione a macchia d’olio di retoriche razziste e anti-immigrazione, soprattutto nei confronti della popolazione asiatica.

Il movimento identitario e razzista Generation Identity per esempio  (di cui vi abbiamo parlato qui) sfrutta l’occasione per diffondere teorie su una razza superiore paneuropea. La disperazione, l’insicurezza economica e la sfiducia nei mezzi di risoluzione della crisi più “ortodossi” fungono da catalizzatori per chi, già sensibile alla narrativa estremista, si ritrova a trascorrere più tempo su internet, costretta a casa: preda facile della propaganda di estrema destra sono ancor più del solito i giovani, incoraggiati a stare al computer per ore e a navigare su internet dalla didattica a distanza.

Razza e complotto

Ma l’estrema destra violenta ha anche un’altra arma per raccogliere seguaci e seminare il panico: la diffusione di teorie complottiste – create all’uopo e con grande attenzione – quali quelle sull’origine in laboratorio del Coronavirus, ad opera delle grandi industrie farmaceutiche, per iniziare un’opera di vaccinazione di massa al fine di controllare la popolazione mondiale. Altre volte, i gruppi di estrema destra negano l’esistenza stessa del virus, definendolo una farsa dei governi. Retoriche opposte, ma con lo stesso fine: alimentare la diffidenza e la frustrazione nei confronti dei Governi e proporre la propria ideologia come valida alternativa. Al centro del mirino la globalizzazione, nemico giurato dell’ultranazionalismo e della supremazia bianca.

E ad aiutare la diffusione di propaganda di ultra-destra interviene anche la Russia: documenti di intelligence europea rivelano campagne sistematiche di disinformazione e propaganda nei Paesi Europei. Notizie false sui migranti come fonti di contagio e su musulmani infetti addestrati a “tossire sugli infedeli” sarebbero state diffuse dal Cremlino; intanto, un neonato gruppo chiamato “Squadra Europa”, dalle origini ancora poco chiare, propaga ideologie di estrema destra e pro-Russia.

Allo stesso tempo, un nuovo dossier della SEAE (Servizio Europeo per l’Azione Esterna, che cura le relazioni diplomatiche e conduce la politica estera dell’Unione Europea) rivela un’attività costante di disinformazione cinese: un’attività di pesante influenza di Pechino nei media italiani ed europei durante il corso della pandemia. Il report, pubblico, è stato tacciato dal Parlamento Europeo di essere stato “edulcorato” per evitare tensioni e dissapori con la Cina, che avrebbe fatto pressione sui diplomatici europei affinchè i veri risultati della ricerca non vedessero la luce.

Usare il virus

Tanto le comunicazioni ufficiali quanto le chat e i forum tra i seguaci considerano la situazione globale come un ottimo momento per agire, sfruttando la confusione e l’incertezza. La newsletter di ISIS, Al Naba, a marzo suggeriva ai suoi seguaci nell’Occidente di prepararsi a colpire – mentre d’altro canto invitava i seguaci malati a non recarsi in Medio Oriente, e i sani a non viaggiare verso paesi colpiti dal contagio.

Neonazisti e suprematisti della razza bianca invece  hanno fatto proliferare nel web il termineboogaloo”, slang per indicare una possibile e imminente guerra civile, da far scoppiare con la complicità del Coronavirus – che secondo loro aiuterebbe nel colpire prevalentemente la parte non-bianca della popolazione. Immagini ironiche e memes, classici mezzi di comunicazione dell’ultra-destra violenta, incitano tutti i lupi solitari a dare un “colpetto” alla società già sull’orlo del caos: è il cosiddetto “accelerazionismo”, quel ramo dell’estrema destra votato ad accelerare il conflitto sociale in ogni modo.

Appare chiaro come non si tratti solo di parole: negli Usa, la destra si oppone con crescente forza alle misure di lockdown: tra i manifestanti anche armati che rivendicano il diritto di riaprire l’economia del Paese, è preoccupante la partecipazione di gruppi di destra radicale violenta e di suprematisti bianchi. Intanto, in Missouri, un attentatore è stato ucciso in una sparatoria con l’FBI mentre preparava un attentato con auto-bomba contro un ospedale. L’uomo era noto ai servizi segreti per la sua costante attività su forum di stampo Neonazista.

Ma l’estrema destra violenta studia anche modi per usare il Covid-19 come un’arma biologica vera e propria: forum e siti di suprematisti condividono piani e consigli per massimizzare l’impatto del Coronavirus nei confronti dei nemici della razza: suggerendo di infiltrare soggetti contagiati nelle comunità immigrate o non-bianche, o addirittura più fantasiose macchinazioni per contenere il virus in inalatori, aerosol o altri dispositivi con i quali procedere alla strage controllata. Tutte queste teorizzazioni non sorprendono esperti e osservatori: i gruppi terroristici hanno da sempre tentato di incorporare armi biologiche nei loro arsenali – finora con scarsi risultati. Certamente, il Covid-19 rappresenta una nuova, allettante possibilità di destabilizzazione sociale: ma un effettivo uso sistematico sembra al momento poco probabile.

The Boogaloo: Extremists' New Slang Term for A Coming Civil War ...
Alcune delle tante immagini sull’insurrezione condivise nelle chat di estrema destra
“Tossisci sulle minoranze nella tua comunità”, uno dei manifesti dell’estrema destra militante (ADL.org)

Il nemico è debole

Ciò che è innegabile, invece, è l’effettivo indebolimento delle difese e del coordinamento antiterrorismo globale: la crisi sanitaria, con i suoi pesanti risvolti economici, unita alla concentrazione dell’attenzione su un’effettiva risposta alla pandemia lasciano pericolosamente scoperto il settore del controterrorismo; senza contare che è possibile che il budget dedicatogli dai vari Stati venga ridotto nel prossimo futuro per destinare risorse ad altre priorità. Allo stesso modo, la prima fase della risposta alla pandemia ha visto una pesante intromissione di propaganda di potenze straniere (in primis la Russia, ma anche la Cina) in Europa, con campagne di disinformazione mirata: contro questo tipo di influenze  gli Stati dovranno prendere misure concrete sotto l’egida della sicurezza nazionale.

L’Occidente uscirà dalla pandemia sicuramente più fragile, in una grave recessione economica che dispiega i suoi effetti già adesso: un effetto che non dispiace al jihadismo radicale, che ha sempre mirato all’indebolimento economico dei suoi nemici – basti pensare ad Osama Bin Laden, che considerava la crisi sociale ed economica come l’esito più riuscito degli attentati alle Torri Gemelle. Per il momento l’assenza di folle e assembramenti rende più difficile, per le cellule terroristiche, organizzare attentati come avvenuto in passato; ma le vittorie anche ideologiche non mancano anche grazie al lockdown: a un anno dalla strage di Christchurch (primo attentato terroristico della Nuova Zelanda ad opera di un neonazista, con 51 vittime totali) le commemorazioni fisiche non si sono potute tenere, e la Premier Jacinda Arden ha potuto solo mandare un messaggio a reti unificate ai suoi connazionali. Altre reti, però – quelle del deep web e dei canali telegram e 4chan usati dai gruppi di estrema destra – continuano a trasmettere a ritmi incessanti ben altro tipo di messaggi.

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