A caccia del fantasma di Kony

di Andrea Tomasi
Joseph Kony è stato per anni «l’incubo» dell’Uganda. Il leader del Lord’s Resistance Army oggi non si trova. Alle sue calcagna ci sono uomini dell’intelligence americana, che hanno sostenuto e sostengono il governo ugandese. Ma Joseph Kony è come un fantasma. Per anni ha guidato l’Esercito di Resistenza del Signore (Lra), gruppo di guerriglia organizzata in Uganda. All’inizio aveva il supporto dell’opinione pubblica: un credito perso negli anni perché l’obiettivo presto si rivelò essere la formazione di una teocrazia. Stiamo parlando di una ideologia religiosa sincretica, pseudo cristiana. Kony si era reso famoso per le atrocità commesse contro i civili: omicidi, mutilazioni, stupri e in alcuni casi anche cannibalismo. Kony e i suoi uomini hanno preso piede in Uganda, sfruttando il sentimento di rivalsa del popolo degli Acholi, etnia settentrionale del Paese: rabbia e desiderio di vendetta che hanno rappresentato il carburante principale del Lra. Originario della regione sudoccidentale, Yoweri Museveni, che è ancora il presidente, aveva infatti deposto il generale Tito Okello, esponente Acholi, adottando una politica percepita dalle etnie settentrionali come discriminatoria. Gli Stati Uniti si sono schierati con lui. Dal 2011 le forze speciali Usa sono impegnate a dare la caccia a Kony, assieme agli eserciti dei Paesi dell’area. Il capo del Lra non è stato ancora arrestato. Stando alle ultime rivelazioni il «signore della guerra ugandese” avrebbe trovato riparo in Sud Sudan, nell’enclave di Kafia Kingi, sotto il controllo delle forze armate sudanesi. Il regime di Khartoum in passato ha sostenuto l’esercito Lra in cambio del sostegno al progetto separatista di liberazioni popolare del Sudan. Dal 1986 il movimento di Kony, a cui nel 2012 venne dedicato un documentario prodotto da Invisible Children, dal 1986 – anno dell’inizio dell’insurrezione nel nord dell’Uganda – avrebbe rapito oltre 20.000 bambini per arruolarli nel Lra. Ma dove si trova oggi Kony? Le ultime notizie risalgono allo scorso anno. Per sovvenzionare ciò che resta del suo esercito si sarebbe trasferito nel parco nazionale di Garamba, nella Repubblica democratica del Congo, dove si dedicherebbe al traffico di avorio. Kony sostiene di essere guidato dallo spirito. Intervistato nel 2016 da Grace Matsiko, corrispondente dell’Afp, ha negato di aver ucciso, sostenendo piuttosto di «combattere per il suo popolo» (gli Acholi) del nord dell’Uganda, anche se ha poi ammesso che a volte a qualcuno è capitato di «morire durante le sparatorie». Oggi il Lord’s Resistance Army sarebbe ridotto a poche centinaia di soldati (si parla di 300-400 unità rispetto alle circa 3 mila stimate nei primi anni di questo secolo). «Ormai – scrive Marco Cochi su Nigrizia – il criminale di guerra è indebolito e accerchiato. Sembra aver messo i secondo piano la lotta armata. Ma, a differenza di quanto sostiene Kampala, la missione non è ancora e l’obiettivo della sua cattura non è stato ancora raggiunto». Bruna Sironi, sempre dalle pagine della rivista dei Comboniani, un anno fa ricordava quanto scoperto dal National Geographic: l’Esercito di Resistenza del Signore, ormai ridotto ai minimi termini, è coinvolto nel bracconaggio di elefanti in Congo (che ormai ne parco di Garamba nel 2016 erano meno di un migliaio, quando negli anni ’80 erano 20.000) . «Anche da questo rapporto il commercio di avorio risulta essere la maggior fonte di guadagno per l’organizzazione. Numerosi intervistati assicurano che le zanne vengono vendute ad intermediari sudanesi, se non ad ufficiali dell’esercito di stanza nella zona, che fanno capo a personaggi con responsabilità di governo a Khartoum. Ma su questo punto il rapporto dice che sarebbero necessarie ulteriori informazioni per appurare senza ombra di dubbio le responsabilità ai diversi livelli. Certo gli indizi sono numerosi, ripetuti e provenienti da diverse fonti e direzioni. Destinatari dell’avorio sarebbero commercianti cinesi, che di certo non mancano in Sudan». E dietro a tutto ciò ci sarebbe la firma di Kony, il fantasma.

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