Ambiente: non ci resta molto tempo

Il rapporto sul clima dell'Onu  fornisce nuove stime sulle possibilità di superare il livello di riscaldamento globale di 1,5°C nei prossimi decenni. Mai senza  riduzioni immediate, rapide e su larga scala delle emissioni di gas serra, limitare il riscaldamento a circa 1,5°C o anche 2°C sarà una meta irraggiungibile

Riduzioni forti e durature delle emissioni di anidride carbonica (CO2) e di altri gas serra limiterebbero il cambiamento climatico e i benefici per la qualità dell’aria arriverebbero rapidamente, in “soli” 20-30 anni, il che consentirebbero di vedere le temperature globali stabilizzarsi. Lo dice l’ultimo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) dell’Onu pubblicato ieri: molti dei cambiamenti osservati nel clima – osserva il documento – sono senza precedenti da migliaia, se non centinaia di migliaia di anni, e alcuni dei cambiamenti già avviati, come il continuo innalzamento del livello del mare, sono irreversibili nel corso di centinaia o migliaia di anni. Il rapporto del Working Group I è la prima parte del Sixth Assessment Report (AR6) dell’Ipcc, che sarà completato nel 2022 lancia un allarme ma indica anche la soluzione.

Fuoco che fa paura: gli incendi dell’estate si devono all’uomo e al riscaldamento globale. Credit: Michael Barth (Unsplash)

Il rapporto fornisce infatti anche nuove stime delle possibilità di superare il livello di riscaldamento globale di 1,5°C nei prossimi decenni e rileva che, a meno che non ci siano riduzioni immediate, rapide e su larga scala delle emissioni di gas serra, limitare il riscaldamento a circa 1,5°C o anche 2°C sarà una meta irraggiungibile. Occorre quindi agire subito prima che sia davvero troppo tardi. Il rapporto mostra infatti che le emissioni di gas serra delle attività umane sono responsabili di circa 1,1°C di riscaldamento nel periodo 1850-1900 e rileva che, in media nei prossimi 20 anni, la temperatura globale dovrebbe raggiungere o superare 1,5°C di riscaldamento.

Questa valutazione si basa su set di dati osservati per valutare il riscaldamento storico, nonché sui progressi nella comprensione scientifica della risposta del sistema climatico alle emissioni di gas serra causate dall’uomo. Insomma il baratro è davanti a noi e ormai innegabile ma si può rimediare: occorre però fare in fretta. Sono per altro cose che già sapevamo ma forse questa potrebbe essere la volta buona: il documento dell’Ipcc dovrà infatti servire come base ai decisori politici quando si incontreranno a novembre per il prossimo vertice sul clima, noto come COP26, a Glasgow. La scienza ha detto la sua ora tocca alla politica.

Il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (Ipcc) è l’organismo internazionale di valutazione sul cambiamento climatico. L’Ipcc è stato istituito nel 1988 dal World Meteorological Organizzazione (Omm) e Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) proprio per fornire ai responsabili politici le valutazioni periodiche e le basi scientifiche del percorso del cambiamento climatico, dei suoi impatti e dei rischi futuri ma anche delle opzioni di adattamento e mitigazione.

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