Ancora 1.781 i dispersi per la guerra

Lo aveva annunciato a fine aprile 2012 il francese Xavier de Marnhac, capo di Eulex, la missione europea in Kosovo: 1.781, è il segno di una ferita ancora aperta nella memoria degli albanesi del Kosovo. Tanti sono, infatti, le persone che risultano ancora oggi disperse in conseguenza del conflitto armato del ’98/’99 in Kosovo, quando le forze serbe di Slobodan Milosevic e gli indipendenti albanesi dell’Esercito di liberazione del Kosovo (Uck) combatterono ferocemente tra loro, e naturalmente a danno anche della popolazione civile.

Parlando in occasione della “Giornata degli scomparsi” (28 aprile 2012), de Marnhac aveva dichiarato che Eulex assiste il Dipartimento di medicina legale del ministero della giustizia kosovaro nei suoi sforzi per stabilire la sorte degli scomparsi.

A questo scopo, sarebbero molto intensi i contatti con le associazioni dei familiari, con famiglie singole e con altre organizzazioni.  Ad oggi, a 12 anni dalla fine della guerra, quasi 300 resti umani sono stati restituiti alle famiglie. Sono stati esaminati migliaia di documenti e piu’ di 1.300 campioni ossei sono stati sottoposti alle analisi del Dna.

In questi giorni di fine maggio 2012, i media di Pristina fanno sapere che, presto, saranno aperte altre 35 fosse comuni in Kosovo nei pressi di Prizren, a Zhilivode, a Vushtrri, a Dren, a Gorozhup, a Obilic.

fonte: ANSA

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