Bloccati in Libia

Sempre meno gli arrivi sulle coste europee, sempre più persone bloccate in una Libia sull’orlo del precipizio.

Il calo degli sbarchi in Italia è arrivato al -30%. Dai dati forniti dal Viminale, al 31 ottobre sono arrivati 111.397 migranti, mentre lo scorso anno erano 159.427. Se si considera il solo mese di ottobre la percentuale sale a -78%. Nel mese di ottobre sono arrivate infatti  5.984 persone contro le 27.384 dell’ottobre 2016. Dalla Libia negli ultimi 30 giorni sono arrivate 1.917 persone contro le 27.384 del 2016.

Il calo si è avuto dal mese di luglio, quando cioè è entrato in funzione ‘l’accordo’ con il ‘governo’ libico. Ma Frontex, l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, comunque non esulta.

La situazione in Libia è infatti tutt’altro che pacificata. Si sono intensificati gli scontri a Sabrata tra le organizzazioni di trafficanti, inoltre il Consiglio municipale di Derna, città della Libia orientale è assediata dalle forze del generale Khalifa Haftar e ha riferito che i raid aerei sulla città (compiuti probabilmente dall’ L’Esercito nazionale libico guidato da Khalifa) hanno ucciso e ferito decine di persone.

L’accordo tra il governo di Serraj e le milizie Al-Dabbashi e la Brigata 48, finalizzato al blocco del ‘traffico di esseri umani’, secondo il report di Frontex, riportato da Il Sole 24Ore, ‘non è chiaro se durerà’. Il report sottolinea, citando anche Unhcr, che centinaia di migranti sono fuggiti da Sabrata verso Zuwarah con un conseguente aumento delle partenze nella zona ‘della costa orientale di Tripoli, Al-Khums e, in misura minore, Gars Garabulli’.

Intanto a Il Cairo nei giorni scorsi alcuni ufficiali libici di Misurata hanno partecipato ad una riunione con i colleghi delle forze fedeli al generale libico Khalifa Haftar per unificare l’esercito libico.

Agenzia Nova riferisce che si trattava di ufficiali provenienti da tutte le province della Libia. Nei mesi scorsi il governo egiziano ha già ospitato altri vertici di questo tipo, in particolare tra ufficiali di Bengasi e Misurata.

Tra i nodi affrontati in questi incontri ci sarebbero il comando supremo dell’esercito, il ritorno degli sfollati a Misurata e la demilitarizzazione della Mezzaluna petrolifera.

 

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