Brasile: dietro le alluvioni, i produttori di carne

La deforestazione del Cerrado una della cause. Le responsabilità dell Europa e della finanza

di Maurizio Sacchi

Almeno 113 persone sono morte a causa delle inondazioni che hanno colpito il sud del Brasile, mentre più di 100 risultano disperse, riferiscono le autorità locali dello stato di Rio Grande do Sul. 88.000 persone hanno dovuto  abbandonare le loro case, oltre a  frane, strade distrutte e ponti crollati e interruzioni dell’elettricità e delle comunicazioni. Secondo la Protezione civile più di 800.000 persone sono prive di approvvigionamento idrico.Il fiume Guaiba ha raggiunto il livello record di 5,33 metri, superando i livelli registrati durante la storica alluvione del 1941, quando il fiume raggiunse i 4,76 metri.  Il Governatore dello Stato Eduardo Leite ha detto che lo Stato avrà bisogno di una “sorta di ‘Piano Marshall’ per essere ricostruito”.

Il Presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha visitato Rio Grande do Sul, e ha commentato: “Dobbiamo smettere di correre dietro ai disastri. Dobbiamo vedere in anticipo quali calamità potrebbero accadere e dobbiamo lavorare”, Si tratta del quarto disastro ambientale nello Stato in un anno, dopo le inondazioni di luglio, settembre e novembre 2023 che hanno mietuto 75 vittime. Una delle cause dipende dalla deforestazione illegale nel Cerrado brasiliano legata alla produzione di carne da parte di tre dei maggiori produttori mondiali –  la JBS, la  Minerva e Marfrig. I tre grandi produttori di carne  hanno fatturato complessivamente 98,15 miliardi di dollari nel 2022. Secondo le stime di Global Witness, tra il 2008 e il 2019 è stata abbattuta un’area di foresta più grande di Chicago.

Il think-tank denuncia : “Global Witness ha scoperto che la domanda di carne bovina nel Regno Unito e nell’Unione Europea contribuisce alla deforestazione della regione. Analizzando i dati commerciali, abbiamo scoperto che negli ultimi cinque anni il Regno Unito ha importato in media 1.756 tonnellate all’anno di prodotti a base di carne bovina dallo Stato del Mato Grosso. Allo stesso modo, nel 2018 e 2019, almeno 14 macelli di proprietà di JBS, Marfrig e Minerva nel Mato Grosso hanno l’autorizzazione a esportare nei Paesi dell’UE. Questo commercio globale di carne bovina legata alla deforestazione è in parte sostenuto dalla finanza occidentale. (…) le principali istituzioni finanziarie americane, britanniche e dell’UE contribuiscono a questi diffusi abusi ambientali attraverso il loro sostegno finanziario (…) Barclays, BNP Paribas, HSBC, ING Group, Merrill (ex Merrill Lynch) e Santander, hanno sottoscritto miliardi di dollari in obbligazioni che aiutano le grandi aziende di carne bovina a prendere in prestito denaro e a crescere”.

Secondo l’organizzazione, le aziende agricole che rifornivano le società hanno dichiarato di aver agito in linea con le leggi locali. Il Cerrado, a  differenza dell’ Amazzonia, non gode delle  protezioni vigenti per la foresta pluviale. Un’imminente legge dell’UE per ridurre l’importazione di prodotti provenienti da terreni deforestati non include gran parte del Cerrado, poiché non è considerato una foresta ai sensi della normativa.

Questo malgrado i concreti sforzi del governo Lula. Nell’ultimo anno il tasso di deforestazione in Amazzonia si è dimezzato, mentre nel Cerrado è aumentato del 43%, ma questo ecosistema ospita il 5% delle specie del mondo, tra cui oltre 6.000 tipi di alberi. È anche un grande divoratore  di carbonio: si stima che assorba  13,7 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, più di quanto la Cina abbia rilasciato l’anno scorso. Paradossalmente, a metà ottobre, la foresta amazzonica, dove scorre un quinto dell’acqua dolce del mondo,  soffriva per una siccità senza precedenti, innescata dal riscaldamento globale e dalla deforestazione. Questo  ha innescato grandi incendi che hanno reso l’aria tossica per milioni di persone, comprese le comunità indigene, e ha prosciugato i principali fiumi

L’anno scorso gli incendi hanno consumato più di 18.000 miglia quadrate di Amazzonia, un’area grande due volte il Vermont. Il fumo degli incendi ha reso l’aria così pericolosa a Manaus, città di due milioni di abitanti nel cuore dell’Amazzonia, che di recente è diventata una delle città più inquinate del pianeta, secondo il progetto World Air Quality Index. 

Alluvioni e siccità, fenomeni opposti, ma strettamente collegati: si tratta delle ormai evidenti conseguenze del riscaldamento globale. Come globali sono le responsabilità e le risposte da dare, e non certo  da scaricare sui Paesi, come il Brasile,  che si trovano in prima linea in questa lotta planetaria.

nella mappa da wikipedia, il Cerrado brasiliano 

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