Buio elettorale in Nigeria

Rimandata di una settimana l'apertura delle urne per scegliere il presidente: "problemi logistici". Ma c'è chi teme che violenze e scuse possano avallare futuri brogli sul voto

Dopo le violenze alla vigilia del voto per le presidenziali, con  almeno 66 vittime, tra le quali 22 bambini e 12 donne, uccise da un gruppo di uomini armati nello Stato settentrionale di Kaduna, la Commissione elettorale della Nigeria ha deciso un rinvio del voto a urna quasi aperte adducendo problemi logistici sulla consegna delle schede. La decisione ha scatenato reazioni e fatto salire la tensione. C’è chi teme che si tratti di un modo  per coprire possibili brogli. ll cardinale John Olorunfemi Onaiyekan, arcivescovo metropolita di Abuja, parlando con con Vatican News, ha chiamato  “vergogna” davanti al mondo la mancata occasione verso un processo di democratizzazione e pacificazione dell’intero Paese. L’organismo della società civile  Election Network, citato da Al Jazeera, sostiene che la decisione della Commissione “ha conseguenze di vasta portata sull’integrità delle elezioni e la fiducia dei cittadini sulle sue capacità e potrebbe potenzialmente smorzare l’entusiasmo di milioni di nigeriani che hanno atteso con impazienza per  partecipare alle elezioni”.

I candidati sono 73 ma i due sfidanti principali sono due:  il generale e attuale presidente Muhammadu Buhari e Atiku Abubakar, personaggio di spicco dell’opposizione.

Nella foto di copertina l’Assemblea Nazionale ad Abuja

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