Cina e Sudafrica: accordi miliardari

di Andrea Tomasi

Prove tecniche di «amicizia» tra Cina e Sudafrica. La repubblica sudafricana potrebbe schizzare in testa alla lista dei principali acquirenti di armi Made in China. Nelle scorse settimane navi da guerra pechinesi sono sbarcate in Sudafrica per condurre esercitazioni militari congiunte. Si tratta – come riferisce l’agenzia di stampa Dire – di un’operazione per migliorare le relazioni internazionali. Il Paese che fu di Nelson Mandela, insieme all’Angola e al Sudan, «è tra i più attivi partner commerciali africani della Cina. Non bisogna nascondersi, poi, che il Sudafrica potrebbe rivelarsi un buon acquirente anche per i prodotti dell’industria bellica cinese, sempre a caccia di nuovi clienti».
Per il Governo di Pechino è fondamentale stringere un’alleanza commerciale/militare con la Marina di Pretoria, che opera sulla rotta che passa davanti al Capo di Buona Speranza: una rotta di vitale importanza per «i commerci tra Asia ed Europa nel caso di un blocco del Mar Rosso». Il blocco è sempre possibile ed è stato quasi realtà quando, negli scorsi anni, lo stretto di Aden ha visto la massiccia presenza di pirati somali. «Proprio per controllare lo Stretto di Aden – spiega Dire – la Cina ha stretto un accordo con il piccolo Gibuti per costruire la sua prima base militare». Intanto il campo di Tadjoura, di fronte alla capitale Gibuti, ospiterà fino a 5.500 militari e complessivamente 10mila uomini, fra soldati e civili. Potrà accogliere grandi navi da combattimento e sarà completata da una base aerea. «Lo scopo principale, secondo il ministro della Difesa cinese, è la “lotta alla pirateria” e fornire una base a terra per i marinai costretti a lunghe missioni in mare con conseguenti “problemi psicologici”. Ma, ovviamente, potrebbe essere anche una base per possibili interventi in altre parti dell’Africa».
Quel che è certo è che Cina e Sudafrica stanno intrattenendo da tempo relazioni molto strette. Lo scorso dicembre i due Stati hanno firmato accordi per 6,5 miliardi di dollari «prevalentemente destinati allo sviluppo di infrastrutture» riferisce Nigrizia ed hanno affrontato «il tema della bilancia commerciale attualmente nettamente a favore della Cina».
«Le relazioni tra Cina e Sudafrica sono a un nuovo livello storico – ha detto il presidente Xi Jinping – vogliamo farne un modello da applicare anche ad altre economie emergenti». Sono 26 gli accordi sottoscritti. Si prevede anche una maggiore cooperazione anche in ambito nucleare. «Per far fronte ai continui blackout il governo sudafricano ha infatti deciso di puntare da tempo sull’energia nucleare e ha già sottoscritto accordi con altri Paesi». È inoltre prevista la collaborazione tra i due Paesi per la costruzione di un impianto di produzione di auto (pronto nel 2017, stando alle previsioni) e l’assegnazione di un prestito da 2,5 miliardi di dollari alla Transnet, la società di Stato, colosso della logistica.
Mani cinesi sull’Africa dunque, soprattutto in materia di armamenti. Secondo uno studio dello Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) – pubblicato su The Post Internazionale – fino al 2005 «il primo fornitore di armi è stato la Russia, che è arrivata a coprire fino al 51 per cento del totale di armi africane importate nel quinquennio 2001-2005». Ma le cose sono cambiate a partire dal 2006 (di sicuro fino al 2010): la Cina, con il 25%, si è situata al primo posto davanti a Ucraina (20 per cento), Russia (11 per cento) e Italia (6 per cento). «Nel periodo osservato, la Cina ha venduto armi a 16 Paesi africani, inclusi Sierra Leone, Ruanda e Congo, Paesi sotto embargo Onu per la vendita di armi. Primo destinatario delle armi cinesi in Africa è stata la Nigeria, a cui è andato il 35 per cento del volume totale».
È un giro d’affari miliardario, quello delle armi. Le vendite di ordigni cinesi hanno visto un aumento in termini di volumi, anche in termini di profitto economico: «Secondo la rivista IHS Jane’s, gli introiti sono più che raddoppiati negli ultimi 5 anni, arrivando a 2,2 miliardi di dollari, e hanno reso la Cina l’ottavo esportatore mondiale per profitti realizzati». Con un aumento della produzione domestica del 95% dal 2002 al 2006 e dal 2007 al 2011, la Cina si è trasformata da più grande importatore ad uno dei maggiori produttori di armi.

http://www.dire.it/22-05-2016/55274-cina-navi-da-guerra-di-pechino-in-africa/

http://www.nigrizia.it/notizia/sudafrica-xi-jinping-a-pretoria-firmati-accordi-per-65-mld-di-dollari

http://www.tpi.it/mondo/cina/traffico-armi-cina-in-africa

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