Corea, le «ragioni» di Kim

di Tommaso Andreatta

Non è un film. Non si tratta del sequel di «The interview», la pellicola di Goldberg e Rogen, dove il leader coreano Kim Jong-un veniva sbertucciato in stile americano. Il film è del 2014, la paura è del 2017 ed è reale. È una paura palpabile. L’escalation è in corso. Gli occhi del mondo sono puntati su Washington e su Pyongyang.

Gli atteggiamenti muscolari di Donald Trump e di Kim Jong-un spaventano. L’inquilino della Casa Bianca ha allertato i bombardiere nucleari B-52, che in caso di necessità, sarebbero pronti all’azione entro 24 ore.

Base di partenza dell’Air Force è quella della Louisiana. I mezzi sono a Barksdale, nel nord-ovest dello Stato, pronti al decollo.

Hanno un’autonomia massima di 14.000 chilometri. «Una decisione simile non veniva presa dal 1991, pochi anni dopo la caduta del Muro di Berlino e la fine della Guerra fredda» scrive The Post Internazionale.

Il capo di stato maggiore dell’Aeronautica a stelle e striscie, David Goldfein, dice che questo è un «ulteriore passo in avanti per arrivare preparati».

Ufficialmente la mossa non sarebbe riconducibile all’aumento della tensione con il regime di Pyongyang ma non ci vuole un genio per capire che l’orizzonte di riferimento è quello della Corea del Nord.

«Nel suo primo discorso alle Nazioni Unite, il presidente Usa non aveva escluso una soluzione militare: “Se gli Stati Uniti saranno minacciati, non avremo altra scelta che distruggere totalmente la Corea del Nord”, aveva detto il presidente».

Il Corriere della Sera scrive: «Esperti di questioni aeronautiche hanno rilevato poi movimenti interessanti: 1) Un intenso «lavoro» di aerei per il rifornimento in volo statunitensi, quasi una trentina. Sono rimasti all’interno dei confini nazionali, forse si tratta di routine, tuttavia il numero è apparso elevato e significativo. 2) Esercitazione dei bombardieri strategici. 3) Voli lungo il 38° parallelo dei cacciatori di bersagli. 4) La diffusione di un video del 393rd Squadron che mostra un B2 sganciare una bomba GBU 57, ordigno studiato per distruggere bunker (è noto che la Nord Corea ha molti dei propri apparati ben protetti nelle montagne e nel sottosuolo). Il sito The Aviationist, sempre attento, ha postato la foto. 5) Le immagini del sommergibile Michigan nel porto sudcoreano di Pusan: tra i suoi compiti quello di sostenere team di Navy Seals per eventuali missioni di “decapitazione” contro ufficiali ed esponenti del regime nordcoreano e il Maresciallo Kim in cima alla lista. 6) Indiscrezioni sostengono che negli ambienti ufficiosi americani circolano suggerimenti su un’evacuazione immediata del personale non necessario dal Sud, ma le medesime fonti rimarcano come possa trattarsi di un modo per tenere viva la tensione. Però è altrettanto vero che una recente simulazione svoltasi in Corea ha riguardato proprio lo sgombero dei civili. Questa la reazione degli Stati Uniti, armati fino ai denti.

Ma dall’altra parte del mondo cosa vuole il dittatore nordcoreano? Prova a dare più di una risposta il Post. Motivo principale – viene spiegato – è 1) la difesa.

Kim Jong-un ha compreso perfettamente la lezione di Gheddafi e Saddam Hussein, «due dittatori che hanno rinunciato ai loro programmi nucleari – in parte perché costretti, in parte in cambio della fine delle sanzioni internazionali – e alla prima occasione sono stati entrambi detronizzati, umiliati ed uccisi. Kim sa che nel mondo moderno l’unica protezione che un autocrate ha dall’intervento esterno è la bomba atomica».

2) Kim vuole la riunificazione della Corea. Protette dall’ombrello nucleare, le forze della Corea del Nord potrebbero attaccare indisturbate il sud.

3) Secondo un’analisi pubblicata sul New York Times il leader della Nord Corea «potrebbe usare i suoi missili per costringere gli Stati Uniti a ritirare i loro militari attualmente stanziati in Corea del Sud e in Giappone».

4) Secondo il Post magari «il reale scopo di Kim è molto più semplice: usare missili nucleari intercontinentali per trattare con il resto del mondo da una posizione di forza». Si parte dal concetto che la Corea del Nord è un Paese isolato, colpito da varie sanzioni. Ed ha bisogno di aiuti da parte della comunità internazionale. «Kim può ottenere molto di quello che serve al suo paese semplicemente offrendo di congelare il suo programma nucleare».

5) L’ultima ipotesi è che «le armi nucleari, oltre a una polizza sulla vita, sarebbero anche il modo di ottenere questo tipo di attenzioni. Trump, con il suo desiderio di apparire forte e poco incline ai compromessi, non sembra il presidente migliore per soddisfare questo desiderio di Kim, nota il New York Times».

 

http://www.corriere.it/esteri/17_ottobre_24/missili-b52-segnali-guerra-cosi-trump-preme-kim-la-probabilita-uno-scontro-sono-alte-a3260e3c-b8a9-11e7-a42f-2086b3f25817.shtml

https://www.tpi.it/2017/10/24/donald-trump-allerta-bombardieri-nucleari/#r

http://www.ilpost.it/2017/09/05/perche-corea-del-nord-bomba-atomica/

foto tratta da http://www.freemalaysiatoday.com

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