Darfur, dramma senza fine

Due milioni e mezzo di persone stanno per morire. Una guerra civile che dura da decenni

di Maurizio Sacchi

C’é una regione che trova poco spazio sui media, ma che è devastata da una drammatica emergenza. E’ il Darfur. “Abbiamo visto proiezioni sulla mortalità secondo le quali più di 2,5 milioni di persone – circa il 15% della popolazione – in Darfur e Kordofan, le regioni più colpite, potrebbero morire entro la fine di settembre”, sostiene l’ambasciatrice statunitense all’Onu, Linda Thomas-Greenfield. 

Il confinante Sud Sudan  finora ha accolto 680 mila rifugiati in fuga dal conflitto in corso. Si prevede che, entro luglio, 7 milioni di persone non avranno accesso a cibo a sufficienza. Il conflitto, scoppiato nell’aprile 2023, tra l’esercito diretto dal generale Abdel Fattah Abdelrahman Al-Bourhane e le Forze paramilitari di supporto rapido del generale Mohammed Hamdan Dagalo, ha causato decine di migliaia di morti e lo sfollamento di oltre 10 milioni di persone, secondo il bilancio diffuso dall’Onu. Gruppi per i diritti umani hanno anche accusato i paramilitari di pulizia etnica e crimini contro l’umanità. Entrambe le parti sono state accusate di crimini di guerra, per aver deliberatamente preso di mira i civili, bombardato aree popolate ed infrastrutture sanitarie e bloccato gli aiuti umanitari, nonostante la minaccia di carestia che incombe su milioni di sudanesi. 

Circa 13.000 rifugiati sono attualmente bloccati a Renk, città nello stato di Upper Nile in Sud Sudan che si trova a circa 60 chilometri da Joda, la prima località oltre il confine da dove entrano le persone in fuga dalla guerra.A circa 300 chilometri da Renk migliaia di rifugiati vivono nel centro di transito di Bulukat, Le équipe mediche di Msf hanno rilevato che la carenza di cibo, acqua, ripari e servizi igienici adeguati ha portato a un aumento di malattie come diarrea e infezioni respiratorie.

E’ una crisi che viene da lontano. Una carestia a metà degli anni ’80 ha sconvolto molte strutture sociali e ha portato ai primi significativi scontri tra i Darfuri. Un conflitto di basso livello è continuato per i quindici anni successivi, con il governo che ha cooptato e armato le milizie arabe Janjaweed contro i suoi nemici I combattimenti hanno raggiunto l’apice nel 2003 con l’inizio del conflitto del Darfur, L’insurrezione e la contro-insurrezione hanno causato 480.000 morti (il governo di Khartoum contesta queste cifre). Nel 2010 erano morte circa 300.000 persone, secondo le migliori stime delle Nazioni Unite, e circa 3.000.000 erano state costrette a rifugiarsi nei campi profughi, che non offrono alcuna protezione contro le varie milizie che operano nella regione.[4]

Nel gennaio 2011, il Movimento di Liberazione e Giustizia ha dichiarato che il movimento aveva accettato le proposte del documento di pace per il Darfur proposto dai mediatori congiunti a Doha. Ma il conflitto non si é placato.  E’seguito l’’accordo di pace firmato il 31 agosto 2020 a Juba, in Sud Sudan, tra le autorità sudanesi e le fazioni ribelli per porre fine al conflitto armato. Ma a questi tentativi di pace non hanno fatto seguito i fatti, con i drammatici esiti di oggi.

In copertina la carta del Darfur (Wikipedia)

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