Deludente sorpresa per il Nagorno Karabakh

L'incontro non previsto tra il primo Ministro armeno Nikol Pashinyan ed il presidente azero Ilham Aliyev a Monaco ha portato ad un nulla di fatto per il conflitto più lungo dell’ex Unione Sovietica

di Teresa Di Mauro dall’Armenia 

Una deludente sorpresa. E’ stato un incontro a sorpresa quello avvenuto tra il primo Ministro armeno Nikol Pashinyan ed il presidente azero Ilham Aliyev in occasione del “Conferenza sulla sicurezza” tenutasi a Monaco il 15 Febbraio. La partecipazione dei due leader caucasici è stata infatti confermata solo poche ore prima l’inizio dell’evento. A moderare il dibattito sulla scottante questione del Nagorno Karabakh, il lembo di terra conteso tra i due stati, Celeste Wallander, ex alto funzionario della Casa Bianca e capo della “U.S Russia Foundation”. Se secondo il presidente della conferenza di Monaco, Wolfgang Ischinger, il primo incontro pubblico tra i due leader “merita un applauso perché è un atto che richiede del coraggio”, molto diversa è l’opinione di altri esperti presenti.  Laurence Broers, studioso di lunga durata del conflitto e direttore del programma caucasico della ong “Conciliation Resources” ha twittato: “ Anche impostando le aspettative al livello più basso, il dibattito di Monaco che ha riunito i leader di Armenia e Azerbaijan è stato molto deludente”. Le argomentazioni presentate dai due rappresentanti sono infatti le stesse da anni.

Le origini. Si tratta del conflitto più lungo dell’ex Unione Sovietica quello che vede protagonisti Armenia ed Azerbaijan per il controllo del Nagorno Karabakh, territorio al confine tra i due stati. Le origini risalgono al 1988, quando i residenti armeni chiesero il trasferimento dell’allora “Oblast autonomo del Nagorno Karabakh” dall’Azerbaijan sovietico all’Armenia. La tensione, già alta, si acuì con la caduta dell’Unione Sovietica portando allo scoppio della guerra (1992-1994). A conseguenza di ciò, il Nagorno Karabakh e 7 altri distretti adiacenti furono in parte o completamente occupati dalle forze armene. Più di un milione di persone furono costrette a lasciare le proprie case: gli azeri l’Armenia, il Nagorno Karabakh ed i territori adiacenti, gli armeni l’Azerbaijan. Come riporta l’”International Crisis Group”, dal 1994, anno in cui fu firmato il cessate il fuoco, decine di negoziazioni mediate dal gruppo di Minsk, organismo Osce (Organizzazione per la Sicurezza e cooperazione in Europa) incaricato d’incoraggiare il raggiungimento di una soluzione pacifica del conflitto, hanno fallito nel loro obiettivo.

Cosa rivendicano le parti. La questione del Nagorno Karabakh è un fittissimo nodo da sbrogliare e a Monaco, i rispettivi leader, ricalcando le proprie rivendicazioni, non hanno fatto altro che sottolinearne la complessità. Come riporta Oc Media, testata online che si occupa di Caucaso, durante i 45 minuti di dibattito, Pashinyan ed Aliyev, si sono confrontati su nomi, dati storici e demografici, accusando l’una l’altra parte senza ammettere nessun errore del proprio Paese. Alla domanda su quali siano le modalità auspicate per la risoluzione del conflitto, Pashinyan ha dichiarato la necessità d’includere i rappresentanti del Nagorno Karabakh al tavolo dei negoziati e lavorare ad un processo di riappacificazione che avvenga in più fasi e tramite delle “micro-rivoluzioni” che portino ad una soluzione accettabile per tutte e tre le parti: Armenia, Nagorno Karabakh e Azerbaijan.

Dall’altro lato Aliyev, d’accordo con Pashinyan sulla necessità di una risoluzione in fasi, ha dichiarato prioritario il ritiro delle truppe armene dai territori occupati e la conseguente possibilità di ritorno degli sfollati azeri nelle proprie abitazioni. Si è inoltre pronunciato contrario rispetto all’inclusione dei rappresentanti del Nagorno Karabakh al tavolo delle trattative, considerando il territorio “un’entità illegale”.  Se infatti l’Azerbaijan rivendica la propria integrità territoriale, l’Armenia ne fa una questione di sicurezza e nonostante la “mini-rivoluzione” sottolineata da Pashinyan rispetto ad “una riduzione della tensione senza precedenti” dopo l’incontro tra i due rappresentanti a Dushanbe, la capitale tajika, nel settembre del 2018, il recente confronto ha deluso in molti ed il groviglio appare ancora difficile da districare.

*In copertina Armenian Prime Minister Nikol Pashinyan and Azerbaijan President Ilham Aliyev square off in a short debate at the Munich Security Conference on February 15, 2020. (photo: president.az)

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