Draghi, Bce, armi e gioco d’azzardo

di Tommaso Andreatta

La Banca centrale europea finanzia il gioco d’azzardo e le armi. L’accusa è di quelle pesanti e viene dalla politica sotto forma di interrogazione. La capodelegazione del Pd nell’Europarlamento, Patrizia Toia – scrive Repubblica – ha presentato una domanda formale alla Bce per chiedere spiegazioni in merito al finanziamento dell’azienda Novomatic, multinazionale del settore scommesse tecnologie dei giochi d’azzardo. Interrogazioni analoghe sono state annunciate dal Movimento Cinque Stelle e dalla Lega Nord.

Tramite la Banca d’Italia e la Banca di Finlandia, la Bce avrebbe acquistato 125 milioni in obbligazioni dell’austriaca Novamatic, società fondata nel 1980 da Johann Graf, che vive in Carinzia e ha una fortuna personale stimata in 8,6 miliardi di dollari e – dati di Forbes – un giro d’affari enorme grazie a casinò, vendita di slot machines, giochi per videopoker e videolotterie.

«Il Quantitative Easing (QE) – scrive Repubblica – tiene sì bassi i rendimenti dei titoli di Stato italiani, ma en passant finanzia pure i colossi del gioco d’azzardo».

Il QE è l’alleggerimento quantitativo: una delle modalità non convenzionali con cui una banca centrale interviene sul sistema finanziario ed economico di un Paese, per aumentare la moneta in circolazione.

«Le banche centrali usualmente agiscono sull’economia di un Paese manovrando i tassi d’interesse con cui concedono moneta alle banche (nell’eurozona prima del 1999 il tasso d’interesse praticato dalla banca centrale alle banche era noto con il termine Tasso Ufficiale di Sconto). Quando ciò non è possibile, perché il Tasso Ufficiale di Riferimento raggiunge lo zero, la banca centrale è costretta ad abbandonare lo strumento abituale, cioè stabilire il prezzo del denaro (tasso d’interesse), ed inizia ad usare uno strumento di politica monetaria non convenzionale come il quantitative easing».

Ma veniamo alle armi. Il Fatto Quotidiano ha dedicato un’ampia inchiesta sugli investimenti della Banca Centrale Europea guidata Mario Draghi.

«Non si sa cosa ritenga la Bce, che peraltro non rivela le aziende su cui investe, ma di certo Francoforte non è vincolata a considerazioni politiche o morali essendo – giova ripeterlo – “indipendente” cioè politicamente irresponsabile».

Marco Palombi cita il Corporate Europe Observatory. Stando ai dati, la Banca Centrale Europea ha investito anche in Volkswagen «mentre la casa automobilistica tedesca finiva sotto inchiesta per il dieselgate».

E poi arriva la descrizione dell’ombra più vasta e oscura: «La Bce ha dato fiducia, oltre che alle multinazionali del lusso, tipo Lvmh o Louis Vuitton, anche al Thales group, che produce soprattutto armi».

Operazioni tecnicamente legittime e lo stesso Palombi, dalle pagine del Fatto, evidenzia questo elmento, non senza ironia: «Draghi potrebbe facilmente rispondere che i valori del mercato e quelli etici non sempre vanno di pari passo e che lui si occupa di mercati: è indipendente d’altronde, o no?»

Torniamo all’interrogazione dell’europarlamentare Toia sul gioco d’azzardo. «L’europarlamentare, sottolineando che certo quel che fa la Bce “è legittimo”, annota però che “ci sarebbero molte altre aziende, dal settore manifatturiero a quello dei servizi, che potrebbero ricevere un supporto importante come quello della Bce e impiegarlo nell’economia reale”. Nel suo tiesto domanda infatti: “Non ritiene la Bce che i criteri di scelta per autorizzare tale finanziamento siano in contrasto con le politiche e i valori dell’Ue? Non ritiene infine che si debba verificare attentamente tutte le problematiche legate al gioco d’azzardo, prima di consentire un tale finanziamento?”».

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Alleggerimento_quantitativo

http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/la-bce-investe-i-soldi-del-qe-in-armi-e-gioco-dazzardo/

http://www.repubblica.it/economia/finanza/2017/09/28/news/la_bce_finanzia_il_gioco_azzardo_il_qe_sotto_accusa-176777410/

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