El Salvador: i militari in Parlamento

Buio istituzionale. Una tetra farsa su una tragedia vera

Domenica scorsa, il presidente del Salvador Nayib Bukele è arrivato all’Assemblea legislativa con un gruppo di soldati in uniforme con armi automatiche. L’intento era di forzare il parlamento, nel quale non ha la maggioranza, ad approvare un prestito da 109 milioni di dollari della Banca centrale per lo sviluppo per comprare elicotteri, occhiali per la visione notturna, un sistema di videosorveglianza, una vedetta e altre attrezzature militari per combattere la criminalità organizzata.

Nel fare questo, si è appellato, contro ogni logica, all’articolo 87 della Costituzione, che permette al popolo di insorgere contro il governo se l’ordine democratico ne è minacciato. Contemporaneamente, il presidente Bukele (qui a destra  in uno scatto con la moglie durante una manifestazione pubblica), un giovane imprenditore eletto alla presidenza l’anno scorso, in seguito alla promessa di far piazza pulita di bande criminali e corruzione, ha convocato una manifestazione nella piazza antistante il parlamento.

Molti deputati si sono rifiutati di assistere alla seduta straordinaria, sostenendone l’illegalità, e dichiarando che il presidente non ha nemmeno sottoposto all’assemblea un documento scritto che spieghi il piano di sicurezza: al che Bukele ha dichiarato che “pregava Dio che gli concedesse un’altra settimana di pazienza”, per concedere ai deputati di esaminare e poi votare la proposta.

Una fonte cattolica ha dichiarato al Guardian di Londra  che, benché sotto la nuova presidenza il tasso di omicidi sia caduto da più di 8 al giorno a meno di 3 (El Salvador ha poco più di 6 milioni di abitanti), esiste la concreta possibilità che ciò derivi da accordi segreti con le gang, le famigerate maras che sono quasi un governo parallelo,  più che il risultato dell’azione delle forze dell’ordine. Come già avvenuto nel 2012.

Una interessante e approfondita inchiesta dello stesso Guardian, dal titolo “Perché temiamo l’esercito più delle gang”  rende con efficacia come si svolga la vita quotidiana  dei salvadoregni e in quale drammatico stato si trovi la società di tutto il Centro America. Da questa situazione fuggono i migranti che, in carovana o isolati, cercano di raggiungere gli Stati Uniti.

nell’immagine, notte sulla capitale El Salvador

(re/ma/sa)

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