Fame e siccità nel Corno d’Africa

Tre stagioni delle piogge mancate e la Regione è in ginocchio: malnutrizione, stop all'istruzione, ma anche violenza e matrimoni precoci. Un quadro della situazione

Drammatica la situazione nel Corno d’Africa. A causa della mancanza di piogge in tre stagioni consecutive, quattro paesi della Regione stanno affrontando una delle peggiori siccità degli ultimi quarant’anni.  Le Nazioni Unite hanno lanciato un appello per chiedere fondi immediati a sostegno della Regione che comprende Gibuti, Etiopia, Kenya e Somalia. “Siamo fuori tempo. Abbiamo urgente bisogno di soldi per salvare vite” ha detto il sottosegretario agli affari umanitari, Martin Griffiths, in una conferenza stampa a Ginevra, dopo una visita in Kenya. Al momento, i fondi richiesti ammontano a 46miliardi di dollari che serviranno a sostenere 303milioni di persone. Nel mese di aprile il Fondo centrale di risposta alle emergenze delle Nazioni Unite (Cerf) aveva stanziato 12milioni per rispondere alla siccità, mentre altri 17milioni di dollari sono stati stanziati dal Fondo umanitario dell’Etiopia.

Oltre 15milioni di persone stanno affrontando grave insicurezza alimentare e grave carenza d’acqua in Etiopia, Kenya e Somalia, ha affermato l’Onu. Ma il numero potrebbe raggiungere i 20milioni se le piogge continueranno a scarseggiare. Nei tre Paese, inoltre, circa 5,7 milioni di bambini sono gravemente malnutriti, mentre oltre tre milioni di capi di bestiame (fondamentali per il sostentamento delle famiglie di pastori) sono morti. Circa 3,5milioni di persone in Kenya sono gravemente insicure dal punto di vista alimentare e i tassi di malnutrizione acuta in alcune aree sono più del doppio della soglia di emergenza, secondo l’ufficio per gli affari umanitari delle Nazioni Unite. Almeno 286mila persone, inoltre, sono emigrate in cerca di acqua, pascolo o assistenza, ma altre, spesso anziani o malati, sono rimaste indietro.

Stop alla scuola e incremento dei matrimoni precoci

Il Somali, regione dell’Etiopia sud-orientale, è una delle zone più colpite dalla siccità. Qui la popolazione ha letteralmente perso tutto: il loro bestiame è morto e, di conseguenza, non hanno più alcuna fonte di reddito. “Non stiamo solo affrontando – spiega la direttrice generale dell’Unicef Catherine Russell – una crisi di malnutrizione: la mancanza di acqua pulita sta anche aggravando ulteriormente la situazione di bambini e donne. I bambini sono costretti a bere acqua contaminata, e questo li espone al rischio di colera e altre malattie letali. Nella regione dei Somali, abbiamo ricevuto segnalazioni di oltre mille casi di morbillo, con 16 morti confermate”.

Accanto alla malnutrizione c’è poi il tema istruzione. Sempre secondo quanto riferito da Unicef più di 600mila bambini nelle regioni colpite dalla siccità hanno abbandonato la scuola a causa della siccità. Le scuole sono state chiuse per mancanza d’acqua e molti bambini abbandonano la scuola perché devono percorrere lunghe distanze in cerca di cibo e acqua o per badare ad altri bambini mentre coloro che si prendono cura di loro cercano di trovare acqua per le loro famiglie e il loro bestiame. A tutto questo si sommano poi i matrimoni precoci, che “spesso aumentano in periodi di siccità, perché le famiglie danno in sposa le loro figlie nella speranza che siano meglio nutrite e protette, e anche per guadagnare la dote. In alcune aree colpite dalla siccità in Etiopia, c’è stato un aumento del 51% dei matrimoni precoci”.

..ma anche locuste e guerra in Ucraina

Stando a quanto rileva l’Ipcc il Corno d’Africa non è solo colpito dalla siccità, ma anche dalle conseguenze delle inondazioni e delle infestazioni di locuste di due anni fa, dalla situazione socio-economica provocata dal Covid-19, dai conflitti e ora anche dall’aumento dei prezzi di cibo ed energia a causa della guerra in Ucraina. A questo si aggiunge che il caldo estremo in India sta mettendo a rischio il loro raccolto di grano, innescando un divieto di esportazione e ulteriori aumenti dei prezzi alimentari globali. 

(Red/Al. Pi.)

*In copertina Photo by Mike Erskine on Unsplash

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