Archivi di guerra / I segreti del partigiano Kovner

Poeta e militante anti nazista, fu a capo di un'organizzazione ebraica clandestina. Che aveva un piano di sterminio anti tedesco. Anzi due

di Edvard Cucek

Cinquant’anni fa Abel- Abba Kovner ricevette il Premio Israele per la letteratura ma il l tema di questo articolo sono le tante incognite che accompagnano il percorso di vita,  sin dalla nascita, dell’uomo che durante la II Guerra mondiale organizzò la resistenza anti tedesca nel Ghetto di Vilnius. Ufficialmente, e per lui stesso il luogo e la data della sua nascita, sono questi: Sebastopoli, Ucraina, 14 marzo 1918 – Ein HaHoresh, Israele, 25 settembre 1987. Forse non sapremo mai perché questa parte della sua biografia sia stata modificata, ma nel 2016 le scoperte della ricercatrice Irina Guzenberg misero seriamente in dubbio i suoi dati anagrafici. Alcuni document pubblicati nella versione estesa del libro “Vilnius: Alla ricerca delle tracce della Gerusalemme della Lituania” Genrikh Agranovsky (seconda edizione), e altri consultabili sul sito web del Museo ebraico, dimostrano che il luogo di nascita di Abel Abba Kovner sarebbe Ashmyany, all’epoca nella Lituana ashmena, o Oszmiana polacca, e attualmente in Bielorussia. Non Sebastopoli, non Ucraina. La Guzenberg ne ha cercato le prove, e ha recuperato le copie dell’ estratto di nascita rilasciato dall’ Archivio Centrale dello Stato di Lituania.

Poeta, militante del movimento sionista e socialista Ha-Shomer ha-Tsa’ir , partigiano appartenente alla (Fareinikte partisaner organizatzie, FPO) della resistenza lituana è il fondatore del gruppo segreto terroristico “Nakam”(“Vendetta” in ebraico) il cui scopo, dopo la capitolazione della Germania nazista, furono le operazioni punitive -di portata apocalittica- contro i nazisti.  Su di lui si è scritto veramente tanto. Eppure, settantacinque anni dopo, emergono ora dettagli su alcuni mesi della sua vita, durante i quali rischiò di essere ricordato come uno dei più grandi criminali del mondo. Traumatizzato dagli orrori a cui ha assistito nella Vilnius occupata, Kovner, all’età di soli 27 anni tentò di realizzare due piani di vendetta cui le cui conseguenze potevano essere catastrofiche e cambiare drasticamente il futuro del dopoguerra e del cosiddetto “nuovo ordine mondiale”.

Abba aveva due piani: il piano A puntava addirittura a uccidere sei milioni di tedeschi: una vendetta biblica, sull’onda dell’”occhio per occhio”, per i sei milioni di ebrei assassinati nell’Olocausto. Quello che fecero ex membri della “Brigata ebraica”, a suo tempo parte dell’esercito britannico, inseguendo nel dopoguerra per anni i criminali nazisti, e uccidendone centinaia, non è mai stato un segreto. Invece la storia di questa piccola organizzazione di ex guerriglieri ebrei nominata “Nakam” aveva progettato di avvelenare le reti idriche di Norimberga, Monaco, Francoforte e Amburgo, ( secondo alcune fonti anche di Weimar e Berlino). Ma per motivi politici e giudiziari, fino a pochi anni questo piano non era nemmeno nota al grande pubblico.

Abba Kovner nel dopoguerra

Per realizzare il piano infernale lo stretto gruppo dell’organizzazione Nakam, che contava al massimo su 50 persone, si mise alla ricerca del veleno più adatto ad essere versato nel sistema idrico delle prescelte città principali tedesche. Alcuni militanti si erano infiltrati nelle società di distribuzione dell’acqua potabile nella Germania che ancora doveva rialzarsi dalle ceneri. Nel corso del mese di agosto del 1945 i vendicatori si trovavano nelle posizioni indispensabili per l’azione pianificata. Kovner alla fine decise di occuparsi da solo di procurare l’arsenico.

Si recò dunque in Palestina, per chiedere l’aiuto ai vertici della Hagane (l’ organizzazione paramilitare che durante il mandato britannico promosse la rivolta, e che diventerà poi la classe dirigente del nuovo Stato israeliano), ma ne ottenne un netto rifiuto. Prese allora contatto con alcune correnti radicali del sionismo, che lo aiutarono a trovare il veleno. Con documenti falsi, in uniforme da ufficiale britannico e con le taniche di veleno, si imbarcò senza problemi su un cacciatorpediniere britannico ad Alessandria. Era il dicembre del 1945. La maggior parte del viaggio attraverso il Mediterraneo andò tranquillamente. Poco prima del porto di Tolone però Kovner fu convocato tramite altoparlante alla cabina del capitano. Quando arrivò al ponte di comando fu arrestato e al suo ritorno in Egitto fu trasferito nella prigione militare britannica vicino al Cairo dove fu detenuto per quattro mesi.

Ben Gurion (by Ori~ -commons wikimedia)

A scoprire il piano e fermare Kovner (sarà reso noto i decenni dopo) fu lo stesso David Ben-Gurion, capo della Hagane e futuro primo presidente di Israele, consapevole di quali sarebbero state le conseguenze di tale operazione. Il veleno invece non fu mai trovato. Evidentemente, la gran parte del carico procurato da Kovner finì in mare. Fallì così il piano di avvelenare 6 milioni di cittadini tedeschi. Ma una parte dell’arsenico, destinata al Piano B in caso il Piano A dovesse fallire, arrivò a destinazione. Abba Kovner trascorse quattro mesi in prigione ma fu rilasciato proprio mentre i suoi seguaci mettevano in azione il piano B: l’avvelenamento di migliaia di soldati delle SS detenuti in un campo di prigionia di Norimberga.

Alcuni membri del suo gruppo erano riusciti a farsi assumere in segreto in una panetteria che riforniva il campo di prigionia Stalag 13 a Langwasser, vicino a Norimberga. Il 13 aprile 1946, usando l’arsenico mescolato con della colla, i compagni di Kovner, in poco più di due ore, ricoprirono circa 3000 pagnotte con la miscela letale. L’obiettivo era quello di uccidere 12.000 ex militari delle SS. L’operazione era diretta da Joseph Harmatz, il quale fuori dalla panetteria organizzava il trasporto in modo che l’intera fornitura del pane arrivasse a destinazione il giorno in cui l’uccisione di massa era pianificata. Harmatz era l’uomo di fiducia di Kovner, e convinto sostenitore di una giustizia “fuori dai tribunali“ Fu lui a testimoniare successivamente sia su ciò che Nakam aveva pianificato: il Piano A, e quello che realmente era avvenuto, ovvero il Piano B.

Stalag XIII, l’ingresso

Secondo le fonti ufficiali, solo 2200 prigionieri avvertirono seri problemi di salute dopo la consumazione del pane avvelenato. I morti, stranamente e senza nessuna possibilità di indagare sul perché, non ci furono. Le autorità di Norimberga successivamente indagarono sul caso di Joseph Harmatz, e del suo collaboratore più stretto, Leipke Distal. I due lavoravano segretamente nella panetteria da mesi. I dettagli furono pubblicati anche in un documentario del 1999. L’inchiesta ufficiale si concluse nello stesso anno. Sebbene ci fossero prove del tentato omicidio, la denuncia non fu mai presentata presso nessun tribunale, pare perchè si trattasse di “circostanze straordinarie”.

Secondo le ricerche del controspionaggio statunitense del 1947, all’epoca segrete, la quantità di arsenico utilizzata avrebbe dovuto causare un gran numero di morti. In uno dei documenti, etichettato come “confidenziale” le quantità di veleno trovate, 10 libbre (ca 6 litri) di arsenico puro, potevano causare la morte di circa 60 000 persone. Abel Abba Kovner resterà fortunatamente ricordato solo come poeta e come eroico combattente contro i nazisti nel ghetto di Vilnius.Il lato oscuro rimarrà per sempre classificato come “dettagli ulteriori”.

#Iorestoacasa

Nella foto di copertina, Kovner coi membri della Fpo nel Ghetto di Vilnius. Qui a fianco una sua sentenza che ne riassume la posizione politica che mirava a una vendetta eclatante

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