Il secondo venerdi nero di Bouteflika (aggiornato)

Un'altra ondata di manifestazioni attraversa l'Algeria e lascia a terra la prima vittima. La gente in  piazza chiede al vecchio presidente di non ricandidarsi per un quinto mandato

Ancora manifestazioni e la prima vittima. Per il secondo venerdi consecutivo, sono scesi in piazza ieri decine in Algeria decine di migliaia di manifestanti nelle principali città del Paese per chiedere al presidente Abdelaziz Bouteflika di non ricandidarsi alla più alta carica dello Stato  per la quinta volta. La prima grande manifestazione è stata venerdi scorso: il primo inequivocabile segno di un disagio diffuso. Ma quelle di ieri hanno visto maggior partecipazione. Solo nella capitale ci sono stati incidenti con diversi feriti e  un morto: si tratta di Hassan Benkhedda, figlio di  Benyoucef Benkhedda, che prese il potere dopo che il Paese aveva ottenuto  l’indipendenza dalla Francia nel 1962. Il modo in cui Hassan è morto è ancora controverso ma la famiglia accusa i componenti di bande di irregolari che farebbero il lavoro sporco per il regime.

Altre manifestazioni si sono svolte a Orano, Constantina, Setif, Tizi Ouzou e Bouira dove non si sono però registrati scontri. Bouteflika – 81 anni ed eroe della resistenza anti francese per alcuni ma dittatore ormai quasi incapace di intendere e volere per altri  – è in carica dal 1999 e ha dichiarato che parteciperà alle elezioni presidenziali di aprile nonostante le preoccupazioni per la sua salute che lo costringe a una semi paralisi da ormai sei anni. Sarebbe – se fosse eletto – il suo quinto mandato.

Aggiornato alle 16 ora italiana del 2 maggio

L’entità delle manifestazioni si comprende bene in questo servizio di Euronews

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