Il «vero amore» tra Putin e Trump

di Ilario Pedrini

Festeggiamenti a bicchieri di vodka che poi, nella migliore tradizione, vengono lanciati a terra. La terra è quella russa e la vulgata parla di un Putin su di giri dopo la vittoria di Donald Trump. Insomma Donald vince e Vladimir brinda. Hillary Clinton – criticata in patria per la sua politica estera e di sicuro invisa al presidente russo – ha riconosciuto la sconfitta. Secondo l’Ansa «la Duma, la camera bassa del Parlamento russo, a quanto pare non aspettava altro perché l’aula a quel punto esplode in un applauso fragoroso. A raffica partono le dichiarazioni». Putin si è congratulato con il magnate newyorchese attraverso un telegramma. Rimane il giallo sui presunti hacker di Mosca, che avrebbero inguaiato Hillary, portando alla luce le email che l’ormai ex candidata alla presidenza degli Usa non avrebbe dovuto né scrivere né inviare. Putin ha smentito ma l’ombra rimane. «Abbiamo sentito – ha detto – le dichiarazioni elettorali dell’allora candidato alla Casa Bianca Donald Trump mirate a ripristinare i rapporti fra la Russia e gli Usa. Noi capiamo e ci rendiamo conto che sarà un percorso difficile dato il deterioramento in cui si trovano le nostre relazioni. Mosca è pronta a far la sua parte e desidera ricostruire i rapporti a pieno titolo con gli Usa». Basati, naturalmente, sul «reciproco rispetto» e «nell’interesse dei due Paesi». Sembrano destinati a cambiare quini i rapporti Usa-Russia. «Che l’arrivo alla Casa Bianca del miliardario anti-sistema favorevole a un disgelo fra i due contendenti della nuova Guerra Fredda venga visto in Russia con favore» lo ha testimoniato anche l’andamento del mercato. Nelle ore immediatamente successive alla notizia dell’arrivo del presidente repubblicano alla Casa Bianca, la borsa di Mosca ha aperto apre in contrazione (contenuta però) come tutte le altre piazze mondiali, ma poi ben presto ha girato in positivo, recuperando le perdite; persino il rublo, in netto ribasso. Mattia Bernardo Bagnoli scrive che anche l’opposizione parlamentare, definita sistemica poiché di fatto funzionale alla gestione del potere del Cremlino, «stappa letteralmente le bottiglie di spumante. Ben 132 – sostiene Life.ru – nel caso dei nazionalisti guidati da Vladimir Zhirinovski. «Con Trump – ha detto – è possibile una svolta nella politica interna americana a favore della gente comune, a favore dei poveri, nonchè una svolta nei rapporti internazionali se l’America s’intrometterà di meno negli affari altrui». E ora si guarda al sistema di sanzioni messe in atto dopo che la Russia è intervenuta politicamente e militarmente nel «caso Ucraina» (il trattato tra la Federazione Russa e la Repubblica di Crimea sull’adesione alla Federazione Russa della Repubblica di Crimea fu sottoscritto tra i rappresentanti della Crimea e della città autonoma di Sebastopoli firmato a Mosca nel Cremlino il 18 marzo 2014 per l’adesione della penisola alla Federazione Russa): un meccansimo di penalizzazioni economiche che ha danneggiato anche l’export italiano. «Il capo della diplomazia Serghei Lavrov, vero veterano degli affari internazionali, ha affermato: “Abbiamo sentito dire molte cose: Trump lo giudicheremo dai fatti”. Traduzione: piano con l’entusiasmo». Secondo la Stampa di Torino, in realtà i moscoviti non hanno festeggiato: «Il primo risultato della vittoria di Trump, la caduta del prezzo del petrolio, non è stato una buona notizia per i russi. E da che Mosca aveva di fatto lasciato capire che interrompeva ogni dialogo con la Casa Bianca fino all’arrivo del prossimo presidente, ora il governo ricorda che per i prossimi tre mesi tutto resta come prima, e si parlerà con l’amministrazione di Obama. Perché dopo si entrerà in un territorio che non è stato segnato sulle mappe. E Putin non ama le sorprese». E infine: «Putin è un politico e un uomo autenticamente conservatore, e un profondo sostenitore delle istituzioni, rappresentando egli stesso da 17 anni la principale istituzione della Russia. È difficile immaginare due persone più diverse per carattere, formazione, messaggio e ruolo di Vladimir e Donald».

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_adesione_della_Crimea_alla_Russia

http://www.ansa.it/usa_2016/notizie/2016/09/08/trump-elogia-putin-gran-controllo-della-russia_c8642198-3885-4f98-8bbe-d1b18aec7099.html

http://www.lastampa.it/2016/11/09/esteri/speciali/presidenziali-usa-2016/perch-putin-non-brinda-per-la-vittoria-di-trump-elk0p6rTTh0AsFeeADzSUJ/pagina.html

foto tratta da http://www.dailymail.co.uk/news/article-3909776/Is-world-insane-Alec-Baldwin-s-Trump-kisses-FBI-Putin-KKK-SNL-incredulous-Hillary-struggles-overcome-email-saga.html

Tags:

Ads

You May Also Like

Gaza, la Palestina è sola

Alcune reazioni ai sanguinosi fatti del 30 marzo a Gaza durante la 'Marcia del ritorno': voci dal mondo arabo e dall'Occidente

Diciassette manifestanti palestinesi uccisi, oltre 1400 i feriti. Questo il bilancio di quello che ...

Etiopia – Eritrea: pace possibile alla frontiera

Il conflitto per le terre di confine pare essere arrivato ad una conclusione. Dopo anni di violenza, morti e scontri diplomatici, sembra che si sia arrivati ad una svolta, ma la strada per una vera pace è ancora lunga

di Ilario Pedrini È lungo e in salita il cammino di pace tra Eritrea ...

La legge che accoglie i bimbi migranti

I bambini migranti soli non potranno essere ‘rimandati indietro’. La proposta di legge è ...