Iran, la promessa di Raisi

Nel giorno del suo insediamento come Presidente della Repubblica islamica l'ex capo della Giustizia iraniana sceglie la linea morbida

Dopo che il suo mandato è stato approvato dal leader della rivoluzione islamica, l’ayatollah Seyyed Ali Khamenei, Ebrahim Raisi ha prestato ieri giuramento formale come ottavo Presidente della Repubblica islamica dell’Iran. La cerimonia di giuramento si è svolta giovedì pomeriggio nel parlamento iraniano – racconta il quotidiano in lingua inglese Theran Times –  alla presenza di alti funzionari civili e militari iraniani e di un gran numero di dignitari stranieri provenienti da oltre 80 Paesi. Il 60enne Raisi, che è tra i favoriti per sostituire l’82enne Leader Supremo Ayatollah Ali Khamenei, ha affermato che gli iraniani vogliono che sia mantenuta  l’indipendenza del Paese e che si resista al bullismo straniero. Ma – scrive Al Jazeera –  ha anche promesso di perseguire “la diplomazia e un impegno costruttivo ed esteso con il Mondo”, ribadendo la sua posizione secondo cui il rafforzamento delle relazioni con i vicini regionali sarebbe al vertice della sua politica estera. Razisi, già a capo del settore giustizia dell’Iran, è un conservatore che, nel suo discorso, ha però dimostrato un discreto pragmatismo in un momento non facile dei rapporti tra Teheran e l’Occidente. Gli Stati Uniti – scrive oggi Bbc –  hanno invitato il nuovo presidente iraniano a riprendere i colloqui per rilanciare lo storico accordo nucleare ma hanno anche avvertito che la “finestra diplomatica” non rimarrà aperta per sempre, come ha detto  un portavoce del Dipartimento di Stato americano.

(Red/Est)

Fotonotizie è una sezione di atlanteguerre che dà conto di emergenze in sviluppo

In copertina il nuovo presidente iraniano nella foto del Tehran Times

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