La corsa agli armamenti – 2 : vent’anni di sforzi al vento

Un processo laborioso e tutt'altro che sterile. Da ricostruire al più presto  

di Maurizio Sacchi

Il 26 gennaio di quest’anno, Biden e Putin hanno concordato in una telefonata che avrebbero esteso il trattato “New Start” (Strategic Arms Limitation Treaty Trattato per la limitazione delle armi strategiche) per  cinque anni. Il portavoce russo Dmitry Peskov  commentò che il suo Paese “è favorevole all’estensione del trattato” e, il 27 gennaio, la Duma di Stato russa ha votato per ratificare l’estensione. Il 3 febbraio, cinque giorni dopo la firma del presidente Putin,   il Segretario di Stato Antony Blinken ha annunciato che gli Stati Uniti hanno formalmente accettato di estendere il trattato.

La mattina del 24 febbraio, Putin ha annunciato una “operazione militare speciale” per “smilitarizzare e denazificare” l’Ucraina. Pochi minuti dopo, missili e attacchi aerei hanno colpito tutta l’Ucraina, compresa la capitale Kiev, seguiti poco dopo da una vasta invasione di terra da più direzioni.  E questo interrompe, per ora e per chissà quanto tempo, i tentativi di arrestare la corsa alle armi nucleari. E la minaccia, che pareva diminuire, specie dopo la caduta del Muro di Berlino, é tornata a farsi reale, forse ancor più che ai tempi della Guerra fredda. Ma vale la pena di ricordare che il processo di disarmo nucleare era tutt’altro che un’illusione, e che la strada era, se non spianata, almeno tracciata e perseguita. 

La storia degli accordi New Start

Il New Start (Trattato cui per la Riduzione delle Armi Strategiche) è un trattato di riduzione delle armi nucleari tra gli Stati Uniti e la Federazione Russa.   il nome formale é Misure per l’ulteriore riduzione e limitazione delle armi strategiche offensive. È stato firmato l’8 aprile 2010 a Praga e, dopo la ratifica, è entrato in vigore il 5 febbraio 2011. La sua durata era prevista fino al 5 febbraio 2026, e la firma del gennaio scorso confermava la sua sussistenza. Il trattato era  entrato in vigore la prima volta il 5 febbraio 2011, quando gli Stati Uniti e la Russia si scambiarono gli strumenti di ratifica, dopo l’approvazione da parte del Senato degli Stati Uniti e dell’Assemblea Federale della Russia, che sostituiva il  precedente accordo, detto Sort. Il trattato non limita il numero di testate nucleari inattive che possono essere stoccate, un numero che si aggira intorno alle migliaia.

Il trattato limita il numero di testate nucleari strategiche schierate a 1.550, con una riduzione di quasi due terzi rispetto al trattato Start originale, e del 10 percento  rispetto al limite di testate strategiche del trattato di Mosca del 2002.  Il trattato limita inoltre a 800 il numero di lanciatori di missili balistici intercontinentali (ICBM) dispiegati e non, di lanciatori di missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM) e di bombardieri pesanti equipaggiati con armamenti nucleari. Il numero di ICBM, SLBM e bombardieri pesanti dispiegati dotati di armamenti nucleari è limitato a 700.  Il trattato prevede il monitoraggio satellitare e a distanza, nonché 18 ispezioni in loco all’anno per verificarne il rispetto.

I documenti resi disponibili al Senato degli Stati Uniti descrivevano la rimozione dal servizio di almeno 30 silos missilistici, 34 bombardieri e 56 tubi di lancio per sottomarini, anche se i missili rimossi non sarebbero stati distrutti e i bombardieri avrebbero potuto essere convertiti all’uso convenzionale.  Quattro dei 24 lanciatori su ciascuno dei 14 sottomarini nucleari con missili balistici verrebbero rimossi, ma nessuno verrebbe ritirato. Il trattato non pone però limiti ai sistemi tattici, come il Lockheed Martin F-35 Lightning II, che molto probabilmente sostituirà gli F-15E e gli F-16 nel ruolo di vettori nucleari tattici. Sul paradosso estremamente pericoloso della definizione “tattiche” per le atomiche di questo tipo, che sottintende la loro utilizzabiltà effettiva, abbiamo già scritto nella prima parte di questo servizio*.

Durante i negoziati, la verifica  reciproca è stata uno dei principi fondamentali deliberati tra gli Stati Uniti e la Federazione Russa. Quando il trattato è entrato in vigore, entrambi gli Stati partecipanti hanno potuto iniziare ad effettuare ispezioni reciproche. A ciascuno Stato sono concesse 18 ispezioni in loco all’anno, che rientrano in due categorie: Ispezioni di tipo 1 e di tipo 2. Le ispezioni di tipo 1 sono specifiche per le basi militari che ospitano solo ICBM, SLBM e bombardieri schierati. Le ispezioni di tipo 2 includono strutture che ospitano anche i sistemi non schierati. Il trattato consente solo 10 ispezioni di tipo 1 e otto ispezioni di tipo 2 all’anno. Gli Stati possono anche annunciare l’arrivo di un team di ispezione con un preavviso di sole 32 ore.

Progressi graduali

Dal 2011, entrambi gli Stati hanno compiuto progressi graduali nelle loro riduzioni. A febbraio 2018, entrambe le parti hanno raggiunto i loro obiettivi di riduzione, ben entro i limiti del trattato. Il 13 maggio 2011 tre ex funzionari statunitensi e due esperti di non proliferazione hanno firmato una lettera aperta a entrambe le parti per chiedere la divulgazione delle informazioni al fine di promuovere la trasparenza, ridurre la diffidenza e sostenere il processo di controllo degli armamenti nucleari in altri Stati. Il 12 giugno 2019, sotto la presidenza Trump,  Andrea Thompson, sottosegretario di Stato americano per il controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale, e il viceministro degli Esteri russo Sergey Ryabkov si sono incontrati per la prima volta dal 2017.

Le discussioni hanno riguardato l’importanza di negoziare un trattato multilaterale che includa Cina, Francia e Regno Unito. Diversi membri del Congresso hanno scritto una lettera in cui esortano l’amministrazione Trump a prorogare il New Start, citando la sua importanza per la sicurezza nucleare e il suo solido regime di verifica. Le delegazioni di Stati Uniti e Russia si sono incontrate a Ginevra nel luglio 2019 per avviare discussioni sul controllo degli armamenti, tra cui le modalità di inclusione della Cina in un futuro trattato tripartito di controllo degli armamenti nucleari. Nel febbraio 2020, l’amministrazione Trump aveva annunciato l’intenzione di portare avanti i negoziati per il controllo degli armamenti nucleari con la Russia. Nel luglio 2020, funzionari statunitensi e russi si sono incontrati a Vienna per colloqui.   Gli Stati Uniti avevano invitato la Cina a partecipare, ma quest’ultima ha chiarito che non intendeva farlo.

 Le discussioni tra Stati Uniti e Russia sono proseguite e gli Stati Uniti hanno proposto una dichiarazione vincolante da far firmare alla Russia. Questa includeva una bozza di un nuovo trattato che coprirebbe tutte le armi nucleari russe ed espanderebbe l’attuale regime di monitoraggio e verifica, con l’obiettivo di coinvolgere la Cina in un futuro trattato.A metà ottobre 2020, Putin ha proposto di “estendere l’attuale accordo senza alcuna precondizione almeno per un anno”, ma questa proposta è stata respinta dalla Casa Bianca. Successivamente, i funzionari russi hanno accettato la proposta statunitense di congelare la produzione di testate nucleari per un anno e di estendere il trattato di un anno.

Il giorno dell’insediamento di Joe Biden, la Russia ha esortato la nuova amministrazione statunitense ad adottare un approccio “più costruttivo” nei colloqui sull’estensione del New Start, con il ministero degli Esteri russo che ha accusato l’amministrazione Trump di smantellare “deliberatamente e intenzionalmente” gli accordi internazionali sul controllo degli armamenti e ha fatto riferimento al suo approccio “controproducente e apertamente aggressivo” nei colloqui. L’amministrazione Biden ha dichiarato che avrebbe cercato di ottenere un’estensione di cinque anni del trattato, la cui scadenza era prevista per il febbraio 2021. Molte speranze si appuntavano su un diverso approccio da parte dell’amministrazione di Joe Biden, e la ripresa dei colloqui .  Ma nelle sole tre settimane fra la firma del 3 febbraio e l’invasione russa dell’Ucraina del 24 tutto il processo é stato spazzato via. 

Nell’immagine, Obama e Medvedev firmano il Hew Start a Praga nel 2010

Nel testo, esplosione nucleare

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