La resistenza degli Assiri

In Armenia ne vivono circa 2700  e rappresentano la terza minoranza nel Paese. Siamo andati a vedere la loro "capitale"

di Teresa di Mauro da Verin Dvin 

Padre Qasha Nikademus, il prete di Verin Dvin, racconta come gli Assiri che adesso abitano in Armenia siano discendenti di coloro che migrarono all’inizio dell’800, dall’area del lago di Urmia, in Iran, a causa dello scoppio della guerra russo-persiana e a Verin Dvin abbiano costruito la prima chiesa assira del Paese. Praticano la religione cristiana ed il nome completo della loro chiesa è:”Chiesa Cristiana Apostolica Cattolica Assira dell’Est”. Padre Nikademus racconta inoltre che gli Assiri furono tra i primi ad adottare il cristianesimo nel secondo secolo, ma dato che non avevano una nazione, non fu loro possibile riconoscerlo come religione di stato come invece fecero gli armeni nel 301.

Verin Dvin

Sicuramente tutti ad un certo punto delle scuole elementari abbiamo sentito parlare di “Mesopotamia”, la mezzaluna fertile tra i fiumi Tigri ed Eufrate, culla delle più importanti civiltà antiche tra cui i Sumeri prima, i Babilonesi e gli Assiri poi. Associamo generalmente questo periodo a grandi imperi, che con il tempo sono scomparsi e a noi non ne rimangono che poche tracce sui libri di storia. Non ci aspetteremo mai di scoprire che invece, in un minuscolo paesino armeno a circa trenta chilometri dalla capitale Yerevan, vivano una parte di coloro che si ritengono i discendenti degli Assiri dell’epoca di Babilonia.

Secondo l’ultimo censimento del 2011, in Armenia vivono circa 2700 Assiri e rappresentano la terza minoranza nel Paese. Sono per la maggior parte distribuiti tra Yerevan, Arzni, in provincia di Kotayk nel centro dell’Armenia e in due paesi nella provincia d’Ararat: Dimitrov e Verin Dvin. In quest’ultimo vive il gruppo più numeroso.

Durante il regime sovietico, la chiesa di Verin Dvin fu chiusa ed utilizzata come magazzino per il grano. “Per 80 anni“ afferma ancora padre Nikademus,” fummo separati dalla nostra chiesa madre”, ma con la caduta dell’Urss e l’indipendenza armena nel 1991, anche gli Assiri guadagnarono un po’ più di libertà e poterono riprendere a professare il proprio culto. Nel 2003, per la prima volta, poterono partecipare a messe e celebrazioni nella propria lingua madre grazie ad un prete venuto dall’Iraq. Adesso, al suo posto c’è padre Qasha Nikademus, primo prete assiro nato e cresciuto in Armenia.
Oltre ad essere riusciti a preservare la propria religione, gli Assiri in Armenia hanno preservato anche la propria lingua madre, l’assiro, una lingua neo-aramaica evolutasi dal medio aramaico nel corso dell’XIII secolo e nella scuola del paese i bambini si destreggiano al ritmo dettato dall’insegnante tra armeno e russo, le lingue nazionali e l’assiro, la loro lingua madre. Inoltre la scuola è attiva su molti fronti: dalle olimpiadi di assiro all’insegnamento delle danze tradizionali armene e assire, agli studenti sono forniti tutti gli strumenti per conservare la propria cultura e loro ne fanno buon uso.

In copertina la bandiera assira dipinta su un cancello. Tutte le foto sono dell’autrice

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