La Russia in Africa: armi per oro e uranio

La penetrazione militare di Mosca nel Continente. Dopo l'apripista Wagner

di Maurizio Sacchi

In Africa, la penetrazione militare russa, prima mascherata dalle azioni del Gruppo Wagner, ora,  dopo l’ammutinamento di Prigozhin , è passata direttamente sotto il controllo dell’intelligence militare russa, il GRU, gestito da Sergei Skripal . Il comandoè stato affidato al generale Andrey Averyanov, capo dell’Unità 29155,  specializzata in omicidi mirati e nella destabilizzazione di governi stranieri.

La Russia sta offrendo ai governi africani un “pacchetto di sopravvivenza del regime” in cambio dell’accesso a risorse naturali di importanza strategica. All’inizio di settembre, il vice ministro della Difesa Yunus-Bek Yevkurov con il generale Averyanov ha iniziato un tour delle ex operazioni Wagner in Africa: in Libia, dove ha incontrato il signore della guerra Khalifa Haftar. La tappa successiva è stata il Burkina Faso, dove sono stati accolti dal leader golpista Ibrahim Traoré. Successivamente nella Repubblica Centrafricana, e  in Mali per incontrare i leader della giunta. In un viaggio successivo hanno incontrato anche il generale Salifou Modi, uno dei militari che hanno preso il potere in Niger l’anno scorso.

I tre Stati dell’Africa occidentale con giunte militari  strettamente legati a Wagner – Mali, Niger e Burkina Faso – hanno annunciato il loro ritiro dal blocco regionale Ecowas e la creazione di una propria “Alleanza degli Stati del Sahel”. Insomma, la morte di Prigozhin non ha significato la fine delle relazioni delle giunte con la Russia, che anzi ha ora un legame diretto e ufficiale con esse. In Mali, doveè in corso un’insurrezione islamista , combinata con molteplici colpi di Stato, in precedenza, l’assistenza alla sicurezza era arrivata con la  missione Onu nota come Minusma, insieme alla lunga operazione di controinsurrezione dell’esercito francese. Ma la Francia, ex potenza coloniale, era mal vista, e così quando il gruppo Wagner ha offerto di sostituire le operazioni di sicurezza con il sostegno russo, l’offerta è stata accettata, e ora dipende in larga misura da Wagner per la sua sicurezza interna. I russi hanno fornito una forza d’assalto, con elicotteri dalle capacità avanzate e una grande potenza di fuoco

Ci sono state diverse denunce di abusi dei diritti umani da parte delle forze Wagner nel continente africano. Uno degli incidenti più documentati è avvenuto nella città centrale maliana di Moura dove, secondo un rapporto delle Nazioni Unite, almeno 500 persone sarebbero state giustiziate sommariamente dalle truppe maliane e dai mercenari. Il Mali, come molte nazioni africane, è ricco di risorse naturali, dal legname all’oro, dall’uranio al litio. Alcune sono semplicemente preziose, mentre altre hanno anche un’importanza strategica.

Secondo il Blood Gold Report, che registra le violazioni dei diritti iumani legati allo sfruttamento delle risorse minerarie, negli ultimi due anni la Russia ha estratto dall’Africa oro per un valore di 2,5 miliardi di dollari, che probabilmente ha contribuito a finanziare la sua guerra in Ucraina. In Mali, i mercenari russi sono pagati in contanti – 10,8 milioni di dollari al mese secondo i servizi segreti statunitensi – dalla giunta militare che ottiene da un piccolo  numero di società minerarie internazionali la maggior parte delle sue entrate fiscali. La canadese Barrick Gold – il principale contribuente del Paese – ha versato 206 milioni di dollari alla giunta solo nella prima metà del 2023.I russi hanno preso il controllo della miniera d’oro di Intahaka, in Mali, vicino al confine con il Burkina Faso. La miniera, la più grande del Mali settentrionale, è stata contesa per molti anni da diversi gruppi armati attivi nella regione. In Mali, il codice minerario è stato recentemente riscritto per dare alla giunta un maggiore controllo sulle risorse naturali. Questo processo ha già visto una miniera di litio australiana sospendere la negoziazione delle proprie azioni, citando l’incertezza sull’attuazione del codice.

In Niger i russi stanno cercando di ottenere l’accesso alle miniere di uranio del Paese togliendo la concessione alla Francia. La Francia dipende dall’energia nucleare più di qualsiasi altro Paese al mondo, con 56 reattori che producono quasi due terzi dell’energia del Paese. Circa un quinto dell’uranio viene importato dal Niger.  Un punto di attrito ulteriore pochi giorni fa: i militari russi sono entrati in una base aerea statunitense in Niger seguito alla recente decisione dei governanti militari nigerini di espellere le truppe statunitensi dal Paese, dopo la decisione della giunta militare di ritirare i circa 1.000 militari statunitensi di stanza nel Paese.

Nell’immagine, truppe Wagner nella Repubblica Centroafricana

 

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