La nuova sfida delle locuste

Insetti sempre più agguerriti in Etiopia, Kenya e Somalia. Grazie alle piogge e al Covid-19

Crisi nella crisi, i Paesi dell’Africa orientale si trovano di fronte a una seconda ondata di migrazione delle locuste che da mesi infestano parte del continente distruggendo i raccolti. Lo scrive la Fao sul suo sito Internet che fa riferimento alle difficoltà di approvvigionamento dei pesticidi imposte adesso dall’emergenza Covid-19. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura sta continuando i suoi sforzi per contenere l’ondata di locuste del deserto nell’Africa orientale, nonostante le restrizioni ai movimenti di personale e attrezzature derivanti dalla pandemia Coronavirus (vedi gli articoli precedenti sul tema).

L’aumento delle locuste del deserto continua a rimanere allarmante – scrive la Fao –  in particolare in Etiopia, Kenya e Somalia, dove rappresenta una minaccia senza precedenti per la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza. Nei sei paesi dell’Africa orientale più colpiti o a rischio di locuste – Etiopia, Kenya, Somalia, Sud Sudan, Uganda e Tanzania – circa 20 milioni di persone stanno già vivendo un’insicurezza alimentare acuta e così anche per altri 15 milioni nello Yemen, Paese lui pure colpito ora dal parassita volante.

Si prevede che le piogge diffuse a marzo produrranno un drammatico aumento del numero di locuste nell’Africa orientale nei prossimi mesi, con nuovi sciami che dovrebbero spostarsi dal Kenya nel Sudan del Sud e in Uganda. La situazione è preoccupante anche nella Repubblica islamica dell’Iran e nello Yemen, dove sta emergendo una nuova generazione di locuste.

La locusta del deserto è considerata la peste migratoria più distruttiva del mondo e un singolo sciame che copre un chilometro quadrato contiene fino a 80 milioni di locuste. La FAO stima che il numero di locuste potrebbe aumentare di altre 20 volte durante la prossima stagione delle piogge a meno che le attività di controllo non vengano intensificate per impedire o almeno limitare una  seconda ondata di voraci insetti: miliardi di giovani locuste del deserto intanto si stanno avvicinando dalle zone di riproduzione in Somalia in cerca di vegetazione fresca dopo le piogge stagionali. I nuovi sciami includono “giovani adulti”, voracissimi e che mangiano più dell’insetto adulto. Finora oltre 240.000 ettari sono stati trattati con pesticidi chimici o biopesticidi in tutta la regione e 740 persone sono state addestrate per condurre operazioni di controllo delle locuste terrestri. Ma Covid-19 ha  un impatto sulla fornitura di atomizzatori e pesticidi motorizzati.

Il problema è dunque avere scorte sufficienti di pesticidi poiché vi sono ritardi negli approvvigionamenti dovuti al trasporto aereo globale che è stato ridotto in modo significativo.  Le restrizioni alla circolazione del personale e delle attrezzature imposte da Covid-19 infine, hanno creato ulteriori difficoltà in Paesi che devono far fronte a due epidemie: le locuste e il virus.

(Red/Est)

Le immagine impiegate nell’articolo sono tutte disponibili su flickr.com e soggette a “Editorial use only. Copyright FAO”.

#NoiRestiamoaCasa

 

 

 

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