L’emergenza fame si gestisce con Whatsapp

Potrebbe essere la carestia peggiore degli ultimi anni quella in corso in SomaliaSecondo Save the Children la scarsità di cibo e di acqua ha già provocato la perdita del bestiame e costretto migliaia di famiglie a lasciare le proprie case.

Sono ad oggi 370mila i bambini sotto i cinque anni malnutriti, di questi 200mila rischiano di morire a causa di gravi forme di malnutrizione.

Fame e colera sono i nemici principali. Si stima che sei milioni di persone abbiano urgente bisogno di aiuto mentre tre milioni soffrono di gravi carenze alimentari.

 Da tre anni nel paese piove pochissimo, il livello di siccità è in aumento e procurarsi acqua potabile è quindi sempre più difficile.

In questo contesto anche la rete si mobilita e i social possono fornire un aiuto concerto. Whatsapp, unito ai rapporti tribali stanno infatti gestendo la crisi in corso.

L’Agi segnala il funzionamento di questo nuovo metodo: “di fronte all’emergenza i membri ogni clan, talvolta molto numeroso, aprono una chat collettiva su Whatsapp, fanno l’inventario delle famiglie interne al gruppo  che hanno più urgente bisogno di aiuto e decidono quanti nuclei possono sostenerle, sulla base del calcolo che ognuna di esse ha bisogno di circa 60 dollari al mese”.

La somma finisce in un conto bancario di una compagnia internazionale per il trasferimento di denaro creata nel 1970 da un imprenditore somalo. Fanno parte della rete molti somali espatriati.

Intanto dal punto di visita politico c’è un cauto ottimismo dopo le votazioni di febbraio, le prime dalla caduta di Siad Barre nel 1991.  Le elezioni presidenziali di febbraio hanno visto la vittoria di Mohamed Abdullahi Mohamed, detto Farmajo.

Farmajo è stato primo ministro dall’ottobre 2010 al giugno 2011 sotto il presidente Sharif Sheikh Ahmed ed è una figura apprezzata da una buona parte della popolazione.

Suo cavallo di battaglia la riconciliazione nazionale e la collaborazione con Puntland e Somaliland, le autonomie locali.

 

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