Liberia, la palla passa a Weah

di Andrea Tomasi

«È arrivato Weah. È arrivato Weah! E Baresi è di nuovo papà» sfottevano dagli spalti di San Siro i tifosi anti milanisti. Ora Weah è padre della sua nazione, la Liberia.

George Tawlon Manneh Oppong Ousman Weah  è il nuovo presidente della Liberia. L’ex stella del calcio ha sconfitto il vicepresidente Joseph Boakai vincendo il ballottaggio con il 61,5% dei voti. La notizia è degli scorsi giorni. Weah succederà a Ellen Johnson Sirleaf, prima donna Capo di Stato di un paese africano

Il campione-presidente viene dall’Olimpo del calcio. Ha vestito le maglie di Monaco, Paris Saint-Germain, Milan, Chelsea, Manchester City e Olympique Marsiglia. Nel 2013 Baresi, uomo bandiera del Milan e della Nazionale, lo inserì nella lista degli undici calciatori più forti con cui ha giocato nella sua carriera.

Classe 1966, Premio Pallone d’Oro (ma l’elenco dei riconoscimenti è lungo), si ritirò dall’attività agonistica nel 2002.

L’ex stella del calcio da tempo studia da presidente della nazione. Ha dichiarato di volersi dedicare alla politica per i poveri. Lo ha affermato a Monrovia, nel suo discorso di accettazione del mandato presidenziale, dopo la vittoria alle recenti elezioni. «Posso davvero dire che il miglior modo per celebrare tutti i liberiani è quello di migliorare le loro vite attraverso gli strumenti di un governo a favore dei poveri (…) Oggi dichiaro pubblicamente che trasformare le vite di tutti i liberiani sarà una delle missioni e focus della mia presidenza».

L’agenzia Ansa ricorda che fra le promesse elettorali c’è la lotta alla corruzione. Il sito web Front Page Africa riporta che Weah si è impegnato a lavorare «per allentare i vincoli agli investimenti privati e proteggere i profitti delle aziende».

Ma che Paese deve prendere in mano questo campione del pallone? La Liberia è uscita devastata dal periodo di guerre civili (1989-2003) che ha causato oltre 250mila vittime. «Sotto la presidenza Sirleaf il Paese ha ritrovato pace e relativa stabilità, ma la sua economia rimane fragile e le condizioni di vita di una consistente fetta di popolazione precarie, quando non critiche – si legge su Affari Internazionali -. Nonostante il tangibile miglioramento generale dell’ultimo decennio, la maggioranza della popolazione (intorno al 54%) vive ancora in condizioni di povertà, concentrata negli slums (le baraccopoli) alla periferia di Monrovia e soprattutto nelle aree rurali, dove il tasso di povertà supera i due terzi. Rimangono preoccupanti anche i dati riguardanti l’educazione – l’accesso alle scuole è inferiore al 50% – ed il sistema sanitario, la cui precarietà e totale dipendenza dagli aiuti internazionali sono state messe in evidenza dall’epidemia di ebola del 2014».

Ed è stata proprio l’ebola – raccontano Andrea Aversano Stabile e Federico Mascolo – insieme al calo dei prezzi a livello globale dei due principali prodotti da export della Liberia (la gomma e il ferro) a causare il rallentamento dell’economia del Paese a partire dal 2014.

A questo si somma la cronica mancanza di infrastrutture e un sistema imprenditoriale ancora poco sviluppato.

Ed è sempre il giornale economico a ricordare quanto è indietro la Liberia: il 95% dei suoi abitanti non ha accesso all’energia elettrica. Un dato, questo, che ha un peso importante sulla vita delle potenziali imprese ma in realtà su quella di ogni singolo cittadino. Una condizione quasi primitiva. Viene quindi vista come grande opportunità la realizzazione della nuova centrale idroelettrica del Mount Coffee.

 

 

 

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/africa/2017/12/30/liberia-weah-mia-azione-per-i-poveri_7cc4d6cc-2f6f-4ffb-b660-65c45916e1ad.html

 

http://www.affarinternazionali.it/2017/12/liberia-weah-elezioni-partita/

 

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-12-28/george-weah-sara-nuovo-presidente-libia-191608.shtml?uuid=AE5jtLYD

 

foto tratta da https://www.express.co.uk/news/world/897379/George-Weah-President-Liberia-who-is-footballer-Chelsea-AC-Milan

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