Obiettivo Bielorussia?

La crisi ucraina potrebbe essere in realtà figlia di un diverso obiettivo strategico di Putin. Si fa strada un'ipotesi

di Ambra Visentin

E se il vero obiettivo fosse la Bielorussia? Secondo l’ex deputato della Duma di Stato Ilya Ponomarev la tensione creata al confine ucraino non sarebbe in realtà che un pretesto per negoziare con gli Stati Uniti l’annessione legittima della Bielorussia. Negli ultimi giorni hanno avuto inizio in Bielorussia le pratiche  militari di addestramento congiunto di Russia e Bielorussia, le “Union Resolve – 2022”, concordate secondo le fonti ufficiali dei due Paesi già l’anno scorso. Tuttavia  Conflict Intelligence Team riporta che le milizie impegnate nelle esercitazioni avrebbero già “abbandonato” o meglio mai intrapreso il percorso prestabilito e rileva il posizionamento di sistemi razzo “uragano” a Rechitsa nel Gomel, a 90 chilometri dalla regione di Kiev. 

Il Cremlino continua a stare sulla linea di sempre: la difesa ad oltranza contro le minacce della Nato in Europa orientale. Il 22 dicembre 2021 l’agenzia Ria Novosti riporta questa notizia fornita da Eduard Basurin, rappresentante delle Milizia popolare nel Donbass in Ucraina: “Gli stati Uniti hanno fornito container con armi chimiche all’Ucraina”. Poco dopo, il ministro della Difesa russo Sergej Shoigu   ha dichiarato che c’erano 120 dipendenti delle PMC americane nella regione di Donetsk in Ucraina. In maniera diametralmente opposta l’intelligence statunitense riferisce che Mosca ha preparato dei sabotatori in Ucraina orientale perché conducano un’azione sotto “falsa bandiera” e giustifichino un intervento russo. 

Gli incontri diplomatici proseguono. Il Vice Ministro degli Esteri Sergei Ryabkov e il Rappresentante permanente russo presso l’Osce Alexander Lukashevich non sono autorizzati a discutere nient’altro che garanzie di sicurezza. “La Russia chiede garanzie legalmente vincolanti sulla non espansione della Nato”, ha affermato Ryabkov. Le richieste dei moscoviti non avrebbero finora ottenuto risposta formale. Per Mosca infatti la controproposta relativa alla riduzione degli armamenti non è sul tavolo.  Agli occhi di molti analisti questo impasse è voluto fortemente da Putin il quale sarebbe spinto dai cambiamenti nell’area post-sovietica a riaffermare la propria figura. Ad ovest, Maidan e il vergognoso volo di Viktor Yanukovich, ad est, Almaty e la misteriosa “scomparsa” di Nursultan Nazarbayev. 

Con la sua dichiarazione Ilya Ponomarev impone un cambio di prospettiva su quello che a suo parere sarebbe il vero obiettivo strategico: spingere in là i confini della Russia. Da alcuni anni gli analisti discutono la teoria di una graduale annessione della Bielorussia da parte della Russia. Il partito “Prava Naroda” (Diritti del popolo), fondato dal Cremlino nel 2020 contro Lukashenko e a favore di un’integrazione con la Federazione Russa, rifletterebbe proprio il desiderio di Putin di prendere sempre più le redini del Paese guidato da Alexander Grigoryevich Lukashenko.

In copertina una foto d’archivio del dittatore bielorusso Lukashenko. Il vero obiettivo è il suo Paese?

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