“Restart”, la rinascita degli studenti armeni

Nel nuovo movimento dal basso crescono i futuri giovani leader del Paese

di Teresa Di Mauro

Yerevan – E’ con la rivoluzione di velluto, lo scorso aprile, che l’Armenia, Paese minuscolo e dalla storia travagliata, ha cominciato a risorgere. Nikol Pashinyan, l’anno passato membro del partito d’ opposizione “Contratto Civile” e leader della rivoluzione, adesso ricopre la carica di primo ministro. Non solo: molti attivisti della società civile che allora sostenevano Pashinyan, adesso sono ministri o membri del Parlamento.  Alle ultime elezioni, lo scorso dicembre, l’attuale governo ha ricevuto un consenso di più del 70% e con il Partito Repubblicano escluso dal Parlamento, perché causa del malcontento popolare, nessun ostacolo sembra sbarrargli una strada ormai in discesa.

La sede

Dalla fine della “rivoluzione” però, un nuovo movimento ha cominciato a strutturarsi, sino a diventare punto di riferimento soprattutto tra gli studenti: si tratta di “Restart”. Al suo interno, secondo l’opinione di molti, si muovono i futuri giovani leader del Paese. A guidarlo infatti è Davit Petrosyan, ex studente dell’università statale di Yerevan, diventato una celebrità nel Paese per la sua tenacia, determinazione, leadership e preparazione. E’ stato quello che insieme a un gruppo di amici ha organizzato la partecipazione degli studenti durante la Rivoluzione di Velluto, contribuendo al suo successo. Proprio per l’incessante impegno e la capacità di coinvolgere migliaia di studenti, affinché facciano sentire la propria voce a sostegno dei propri diritti, Davit ha ricevuto recentemente il “Youth leader award. E’ un premio assegnato durante gli “Universal Rights Award”, una manifestazione che si svolge a Yerevan una volta all’anno da sette anni a questa parte. L’obiettivo è premiare coloro che si sono distinti nella difesa dei diritti umani.

E’ sull’onda dell’energia e dell’entusiasmo che la rivoluzione ha portato con sé che Davit ed i suoi amici hanno deciso d’investire nella crescita del loro movimento. Gli obiettivi principali sono il miglioramento della qualità dell’istruzione, progetti e tirocini alternativi a quelli offerti dall’università e trovare gli strumenti necessari affinché gli studenti possano realizzare i propri obiettivi. E grazie ai fondi forniti dall’ “European Endowment For Democracy”, un’organizzazione che sostiene i principali attori impegnati nel rafforzamento della democrazia, Restart ha ottenuto una propria sede.

Da Gandhi al Che passando per Lenin e Darwin

Vi è uno spazio per ogni tipo d’iniziativa: da quello per le riunioni ed i dibattiti, a una libreria dove vengono raccolti libri in russo e in armeno donati da privati o associazioni, a quello per il lavoro dei vari dipartimenti: istruzione, media e cultura sono alcuni di essi. Ad aiutare Davit nella gestione delle iniziative ci sono Hrach, Davit e Garik, tre tra gli studenti più attivi. Si occupano principalmente dell’organizzazione di collaborazioni e tirocini. Inoltre il gruppo si è dotato anche di una piattaforma online – “Restart Times” – attraverso cui vengono trasmessi aggiornamenti sulle varie iniziative e informazioni sul tema “istruzione” in Armenia.

Secondo i leader di “Restart”, per la prima volta gli studenti hanno accesso ad un luogo fisico e virtuale in cui possono esprimere le proprie opinioni liberamente, senza temere ripercussioni. Tutto questo, proprio quando – per effetto dell’elevatissimo consenso al governo – una sana opposizione sembra mancare. Gli studenti di Restart vogliono mantenere alta la pressione sul governo, almeno in ambito istruzione. Il successo della Rivoluzione di Velluto ha dimostrato loro che insieme hanno la forza per migliorare il Paese e sicuramente non si fermeranno adesso.

Le immagini degli studenti e della loro sede sono dell’autrice. Possono essere utilizzate citando la fonte

Tags:

Ads

You May Also Like

Iraq, 100 anni dopo affiorano i problemi

La situazione in Iraq? Un vero delirio Lo sguardo disincantato del sociologo di origine ...

“Éxodo: camino a Jalozai” il reportage di Diego Ibarra Sanchez

Secondo i dati forniti dell’Alto Commissariato per i Rifugiati sono oltre 60.000 le persone ...

Nervi tesi tra Belgrado e Pristina

Il dialogo tra Kosovo e Serbia, teso a normalizzare le relazioni tra i due Stati, è sempre più difficile. Oggi la situazione sembra ancor più critica ma c'è qualche luce all'orizzonte

di Elia Gerola Il dialogo tra Kosovo e Serbia, teso alla normalizzazione delle relazioni ...