Siria, stop.

di Raffaele Crocco

Da laico, sia chiaro. Da giornalista, cioè da uomo che ha toccato l’orrore troppe volte. Da essere umano che tenta di capire come risolvere le cose. Sono tante le ragioni per cui ho aderito al digiuno di oggi. L’ha voluto – sicuri sia casuale? – un Papa venuto da lontano. Ha convinto milioni di donne e uomini a dire no all’ennesimo attacco militare concepito per “punire i cattivi”: come se in una guerra – e la Siria e’ in guerra da due anni – ci fossero i buoni.
In guerra ci sono solo vittime, gente che fugge per non morire, per avere una speranza, per salvare i figli. E se non fuggono muoiono, uccisi da chi li vuole governare ad ogni costo. Uccisi da chi li vuole liberare ad ogni costo.
L’unico modo per fermare una guerra e’ evitare di farla, smettere di farla. L’unica maniera che abbiamo per bloccare le strage e’ agire prima, prevenire anche con severità le ragioni che le provocano. Possiamo tentare, dobbiamo tentare di rendere il mondo più giusto, equo, rispettoso. Così si fermano le guerre. Chi governa dovrebbe saperlo. Chi governa dovrebbe ricordarlo.
E se da laico, da uomo, da giornalista, aderire alla richiesta del Papa può servire a creare questo sapere, questa memoria, allora aderisco e aderirò sempre. Perché la guerra bisogna conoscerla per smettere di farla.

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