Ue armata, un passo avanti

Il Parlamento Europeo si muove verso una maggior militarizzazione dell'Unione e lo sviluppo di armi nuove e controverse

Il Parlamento europeo ha adottato il “Programma europeo di sviluppo industriale per la difesa” (EDIDP) proposto dalla Commissione Europea nel giugno 2017, come precursore dell’imminente Fondo europeo per la Difesa. La Rete europea contro il commercio di armi (ENAAT) esprime forte preoccupazione per l’adozione di tale programma che andrà direttamente a sovvenzionare l’industria degli armamenti. Ne dà notizia oggi “Programma europeo di sviluppo industriale per la difesa” (EDIDP) proposto dalla Commissione Europea nel giugno 2017, come precursore dell’imminente Fondo europeo per la Difesa. La Rete europea contro il commercio di armi (ENAAT) esprime forte preoccupazione per l’adozione di tale programma che andrà direttamente a sovvenzionare l’industria degli armamenti. Ne dà notizia oggi Rete Disarmo che fa parte del network europeo.

Accettando l’EDIDP, il Parlamento Europeo accetta e sancisce il passaggio di paradigma dell’UE
Accettando l’EDIDP, il Parlamento Europeo accetta e sancisce il passaggio di paradigma dell’UE verso una sicurezza basata sulle armi (“hard security”) e con risposte principalmente militari a problemi complessi, nonché un’eccessiva influenza del complesso militare-industriale sugli sviluppi politici dell’UE. Le stesse società ed aziende che hanno accompagnato e consigliato l’UE in questo percorso potranno essere i principali beneficiari di questo finanziamento. “Più armi non porteranno la pace, ma porteranno solo a più rifugiati. Dovremmo fermare il commercio di armi che costringe le persone a fuggire”, afferma Wendela de Vries, coordinatrice di Stop Wapenhandel.

Questo programma – avverte la Rete europe – sposterà ogni anno almeno 500 milioni di euro del bilancio globale UE 2019-2020 verso lo sviluppo di nuove armi, comprese tecnologie militari controverse quali i sistemi d’arma senza equipaggio o completamente autonomi. Ciò aprirà la strada ai droni armati europei e probabilmente ai cosiddetti “killer robots”, che potrebbero poi essere utilizzati e venduti al di fuori dell’Europa in base agli interessi nazionali dei singoli Stati membri. “In effetti il Fondo per la Difesa per il 2021-2027 potrebbe comportare un versamento totale di 13 miliardi di euro all’industria degli armamenti dal solo bilancio dell’UE, più di quanto si destina all’aiuto umanitario! Con decine di miliardi ulteriori provenienti da possibili contributi nazionali. Fingere che ciò garantisca sicurezza ai cittadini europei è un messaggio fuorviante” afferma Laetitia Sédou, responsabile del programma europeo di ENAAT.

Alcuni giorni fa, in un appello sottoscritto da centinaia di ricercatori, era stato lanciato un allarme su questa deriva europea che finanzia una maggior militarizzazione della Ue e muove verso la ricerca e l’attuazione di armi nuove e controverse.

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