Vicini da «trattare bene»

di Tommaso Andreatta

Quali sono  oggi i rapporti tra Italia e Libia, il Paese più vicino che – dopo l’uccisione di Mu’ammar Gheddafi – è diventato fra i più difficili, proprio se guardato nell’ottica del flusso di migranti? Il 9 gennaio  il ministro dell’interno italiano, Marco Minniti, è andato a Tripoli per gettare le basi di un’intesa con il governo di unità nazionale libico di Fayez al Serraj sulla gestione dell’immigrazione. Ce lo racconta il settimanale Internazionale, attento allo scenario nel Mediterraneo. «Tenendo conto degli accordi già fatti tra Italia e Libia, uno nel 2008, l’altro più recente nel 2012, abbiamo comunemente deciso di raggiungere un accordo nei tempi più brevi possibili, che consenta a Italia e Libia di combattere insieme gli scafisti» ha dichiarato il ministro. Ma al di là delle parole ministeriali, ricche di «faremo» e di «ci impegneremo», il nuovo accordo dovrebbe ricalcare quelli stipulati in passato: quello del 2008 e quello del 2012. «Il punto centrale dell’accordo attuale con i libici è il sostegno italiano alle autorità locali per pattugliare e chiudere il confine meridionale del Paese». Per sostenere questo progetto l’Italia potrebbe fornire a Tripoli un sistema di radar, già previsto nell’accordo del 2012. Tuttavia l’attuazione del piano presenta diverse difficoltà, perché «il governo di Al Serraj non è in grado di garantir e un controllo del territorio così esteso e capillare al di fuori della capitale. Intanto si è conclusa la prima fase dell’Operazione Sophia, la missione di EunavforMed contro il traffico di esseri umani che prevedeva l’addestramento di 78 ufficiali e sottufficiali della guardia costiera libica a bordo della nave della marina militare italiana Garibaldi. Gli obiettivi principali del governo italiano nel prossimo futuro sembrano essere due: un impegno militare da parte delle forze armate europee nelle acque internazionali davanti alla Libia e un loro futuro sconfinamento nelle acque libiche (che per il momento è escluso da Al Serraj) e il coinvolgimento delle forze di polizia libiche nel pattugliamento della costa». In cambio, Roma dovrebbe garantirebbe investimenti e aiuti anche attraverso la donazione di mezzi come i pattugliatori, che dovrebbero essere consegnati già nelle prossime settimane. Non si dimentica che il sud della Libia è un crocevia importantissimo anche per quanto riguarda i sequestri di persona che sono diventati un affare parallelo a quello del traffico di esseri umani. «Dopo la caduta di Gheddafi – scrive su Informazione Consapevole Loretta Napoleoni, economista esperta di terrorismo -, i tuareg hanno collaborato con altri gruppi armati libici, alcuni vicini ai Fratelli Musulmani, che hanno partecipato alle trattative per il rilascio degli ostaggi italiani. I jihadisti sono di casa a Ghat, diventata una sorta di Tortuga del deserto, rifugio sicuro per i mercanti di uomini – bande criminali e jihadiste – che si arricchiscono trafficando in vite umane. A Ghat i sequestratori si scambiano merce preziosa: gli ostaggi. Da Ghat si negoziano i riscatti. A Ghat i contrabbandieri di migranti imprigionano coloro che a parere loro val la pena sequestrare lungo il cammino verso l’Italia, e aspettano che le famiglie paghino i riscatti per portarli sulle coste libiche e da lì in Italia. A Ghat è difficile distinguere i contrabbandieri dai trafficanti, dai sequestratori o dai membri dei gruppi armati (…) Secondo l’Europol il business dei riscatti nel 2015 ha superato i 2 miliardi di dollari e una delle zone più battute dai sequestratori è stata ed è tutt’ora la Libia dove l’Italia ha grossi interessi economici». Napoleoni spiega che l’Italia è il Paese che paga i riscatti più ricchi ed allo stesso tempo quello che ha sofferto il numero maggiore di sequestri. La Libia appare, anche da questo punto di vista, un vicino da trattare bene.

 

 

http://www.internazionale.it/notizie/2017/01/10/accordo-italia-libia-migranti

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2017/01/31/armi-ed-elicotteri-a-iran-e-libia-fermate-4-persone_e90edae4-ecb4-4a09-87d8-8587aaa33848.html

https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2017/01/il-traffico-di-ostaggi-e-migranti-che.html

foto tratta da https://anticapitalista.org/2014/09/12/pattugliatori-italiani-alla-tunisia-per-fare-la-guerra-ai-migranti/

 

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