Burkina Faso

Dal 2015 l’area Settentrionale del Burkina Faso, al confine con Mali e Niger, è teatro di attacchi jihadisti. Nel dicembre 2016 la città di Nassoumbou è stata colpita da un attacco islamista che ha ucciso 12 militari burkinabé e che è stato rivendicato dal gruppo Ansarul Islam, guidato da un predicatore burkinabé di nome Malam Dicko. La formazione è la stessa che nella notte tra il 27 e il 28 febbraio aveva assalito due commissariati nella Provincia burkinabé di Soum. A rendere tutto più difficile ci sono stati anche di recente alcuni attentati jihadisti nella capitale Ouagadougou, che vanno a sommarsi alle tensioni prodotte da quelli avvenuti sulla frontiera con il Mali. Nel mese di marzo 2018 un attentato all’ambasciata francese, compiuto da un commando di quattro persone, ha ucciso diverse decine di civili e ne ha ferite una novantina. In precedenza, il 15 gennaio del 2016, un sanguinoso attacco in un hotel di Ouagadogou aveva provocato 29 morti. Un gruppo di jihadisti aveva preso il controllo l’hotel Splendid, che si trova nel quartiere finanziario della capitale del Burkina Faso. La carneficina poi è stata rivendicata da Al Mourabitoun, un movimento armato affiliato ad al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi). Il Paese dal 2014, quando una sollevazione popolare contro una modifica costituzionale ha costretto Blaise Compaorè al potere da 27 anni a andarsene, vive una fase turbolenta. Ci sono stati una serie di colpi e contro-colpi di stato ma alla fine il Presidente Roch Marc Christian Kaboré, regolarmente eletto il 29 dicembre 2015, sta cercando di riavviare il Paese. L’ultimo scossone di questa fase di instabilità si è verificato nell’ottobre del 2016 quando il Governo aveva denunciato un tentativo di colpo di stato. Secondo il ministero dell’Interno, il golpe sarebbe dovuto avvenire l’8 ottobre e sarebbe stato organizzato da una trentina di ex guardie fedeli all’ex Presidente Blaise Compaoré.