Cipro

Situazione attuale e ultimi sviluppi

Sembra sempre fatta, invece ogni volta si ricomincia. A Cipro resta aperto il conflitto fra comunità greca e turca, divise da un muro e da una ormai storica missione dei Caschi Blu, dispiegata da cinque decenni per garantire il cessate il fuoco.

Le trattative potrebbero riprendere a breve, in Svizzera, ma a dividere le comunità – dopo un lungo periodo di avvicinamento – ora sono le trivellazioni in mare. La Turchia si è buttata per prima sulle riserve di idrocarburi trovate a poca distanza dalla costa e ha iniziato le trivellazioni. La Grecia e l’Unione Europea hanno definito “illegittimo” il comportamento turco.

La reazione turca è stata dura. Il ministero degli Esteri di Ankara, ha praticamente intimato a Bruxelles di non intromettersi, annunciando che la nave da perforazione Fatih ha avviato le proprie attività a Ovest dell’isola e confermando che la Yavuz condurrà le sue esplorazioni a Est. Nicosia ha denunciato la violazione della sua zona economica esclusiva, mentre Ankara sostiene di operare entro la propria piattaforma continentale e difendere i diritti della comunità turco-cipriota del Nord dell’isola.

Il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ribadito l’intenzione di difendere “i diritti e gli interessi dei turco-ciprioti nel Mediterraneo Orientale”, respingendo gli ammonimenti dell’Ue.

Tutto congelato, quindi. Alla fine del 2018, le autorità della Repubblica turca di Cipro del Nord, riconosciuta soltanto dalla Turchia, avevano deciso di riaprire l’area turistica di Varosia. Dal 1974 – anno dell’intervento militare turco – la zona è un quartiere-fantasma di Famagosta. Era molto sviluppato, da punto di vista turistico, prima dell’invasione, con molti hotel, ristoranti, negozi. Ora è disabitata e considerata area militare sotto il controllo dei soldati turchi. In base a una risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu del 1984, Varosia potrebbe essere ripopolata solo dai suoi abitanti originari, in maggioranza greco-ciprioti. Anche questo progetto, per effetto della nuova crisi, si è fermato.

Per cosa si combatte

Cipro è pacificata dal punto di vista militare grazie alla presenza dei caschi blu della missione Unficyp, ma rimane separata dalla Linea Verde (Buffer Zone) che, seppure non costituisce un muro invalicabile, tuttavia rappresenta un confine di attrito per uno scontro interetnico sempre potenziale tra i cittadini di origine greca e quelli di origine turca. La scoperta di ingenti giacimenti di gas naturale al largo delle coste di Cipro (Blocco 12 della Zona Economica Esclusiva, Mediterraneo Orientale) ha alzato il livello di conflitto. Tra l’altro, la Repubblica di Cipro ha raggiunto accordi sull’estrazione del gas anche con Israele, uno stato con relazioni non amichevoli con la Turchia. A ricordare che sotto l’apparente pacificazione non c’è vera pace, a Nicosia, in occasione dell’anniversario 2013 della proclamazione della Repubblica Turca di Cipro Nord, centinaia di studenti delle scuole medie e superiori sono scesi a sfilare nelle strade mostrando striscioni con scritte antiturche e scandendo slogan contro il Governo di Ankara. Tutto questo, mentre a pochi chilometri a Nord, nella parte della capitale sotto controllo turco, il Presidente turco-cipriota Dervis Eroglu presenziava ad una parata militare insieme con altri dignitari. Significative, infine, le più recenti dichiarazioni del primo Ministro della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, secondo cui “non esiste una nazione chiamata Cipro”. Dichiarazione rilasciata proprio alla vigilia dell’avvio di un nuovo sforzo diplomatico da parte delle Nazioni Unite teso a raggiungere la riunificazione dell’Isola.

Quadro generale

Cipro è la terza isola del Mar Mediterraneo per estensione, è situata 70 km a Sud della Turchia e a soli 200 Km dalla costa della Siria e del Libano. Ha una superficie complessiva di 9250 km² di cui il 59% sotto il controllo effettivo della Repubblica di Cipro, mentre la zona turco-cipriota al Nord copre circa il 36% del territorio. Due piccole aree, Akrotiri e Dhekelia appartengono al Regno Unito come basi militari sovrane.

La cima più alta dell’isola è il monte Olimpo (1953 metri) che sorge nella catena montuosa di Troodos. “Mesaria” è la fertile pianura centrale dell’isola. L’Isola venne divisa dopo l’invasione militare da parte della Turchia nell’estate del 1974. Ma come si era arrivato a questa invasione? Bisogna partire dal 1955. In quell’anno, a Cipro si era formato un movimento di guerriglia, l’Eoka (Ethniki Organosis Kyprion Agoniston, Organizzazione Nazionale dei Combattenti Ciprioti), a sostegno del progetto, già esistente da decenni, di annettere Cipro alla Grecia. Era il progetto Enosis (unione, annessione). Intanto, nel 1960, Cipro cessò di essere colonia britannica e fu proclamata indipendente sulla base del Trattato di Zurigo e Londra stipulato tra Turchia, Grecia e Regno Unito, alla presenza del leader greco-cipriota, l’arcivescovo Makarios III, e di quello turco-cipriota, Fazıl Küçük. In base a quell’intesa fu elaborata una Costituzione.

Ma nel 1967 in Grecia si instaurò una dittatura militare detta “dei colonnelli”. L’Enosis, l’idea dell’annessione di Cipro, tornò viva. Durante la campagna presidenziale per le elezioni del 1968, il Presidente cipriota Makarios III disse che l’Enosis (annessione alla Grecia) era impossibile mentre l’Indipendenza dell’isola era l’unica strada. Per reazione, i fautori dell’Enosis formarono l’Eoka B e con l’appoggio del Governo militare della Grecia e della Cia americana organizzarono, nel 1974, un colpo di Stato per cacciare Makarios III. A questo punto, le forze armate della vicina Turchia sbarcarono a Nord di Cipro per impedire che i greco-ciprioti conquistassero tutta l’Isola, annettendola alla Grecia, e per proteggere i cittadini di nazionalità turca che già da molto tempo vi risiedevano. Nel 1979 venne proclamato uno “Stato federato turcocipriota” che nel 1983 divenne la Repubblica turca di Cipro del Nord (Rtcn) riconosciuta come stato legale solo dalla Turchia (oggi, la costituzione della Rtcn risulta “non valida dal punto di vista giuridico” sulla base delle risoluzioni 541 del 1983 e 550 del 1984 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu). La Repubblica di Cipro (del Sud) invece è riconosciuta a livello internazionale e fa parte dell’Ue. Tutta l’Isola di Cipro è divisa in sei distretti amministrativi: Distretto di Famagusta, Distretto di Kyrenia, Distretto di Larnaca, Distretto di Limassol, Distretto di Nicosia, Distretto di Paphos. I piani Annan. L’11 novembre 2002 il Segretario Generale dell’Onu, Kofi Annan, presentava un piano particolareggiato per una sistemazione complessiva della questione cipriota (il cosiddetto Annan I). Tenendo conto delle reazioni delle due parti, il piano fu rivisto il 10 dicembre 2002 (Annan II) e il 26 febbraio 2003 (Annan III). Il Segretario Generale propose alle parti di sottoporre l’Annan III a due separati referendum, uno per comunità, da effettuarsi simultaneamente. Ma il tutto è rimasto sulla carta. Nel gennaio 2004, il Segretario Generale Kofi Annan riprese i negoziati. Vennero redatti altri due piani: Annan IV e Annan V. I ciprioti vennero quindi chiamati a votare sull’Annan V il 24 aprile 2004, a distanza di appena pochi giorni dall’adesione della Repubblica di Cipro all’Ue. Ma gli elettori greco-ciprioti respinsero con ampia maggioranza il piano con il 75,8% dei voti. Al contrario, il 64,9% degli elettori turco-ciprioti lo approvarono. Dato lo stallo della situazione e i delicati equilibri politici interni, l’Onu continua a lasciare sull’isola una forza militare di mantenimento della pace, la United Nations Peacekeeping Force in Cyprus (Unficyp). I caschi blu vennero inviati a Cipro già nel 1964, per fare da cuscinetto tra le comunità greco-cipriota e turco-cipriota che vivevano in relativa pace, anche se con episodi di violenza reciproca. Questo accadeva, ben dieci anni prima della guerra vera e propria scoppiata solo nel 1974. Una guerra che, purtroppo, la presenza dei caschi blu non ha potuto scongiurare. I militari dell’Unficyp presidiano stabilmente la “Linea Verde”, quell’area di circa 350 km2 che divide il Nord turco e il Sud greco, tagliando in due anche la capitale Nicosia. Il termine “Linea Verde” ha origine dalla linea che nel 1964 il generale Peter Young, comandante delle forze britanniche sull’isola, disegnò (con una matita verde) sulla mappa di Nicosia allo scopo di separare i quartieri greci e turchi della capitale. Dall’aprile del 2003 è possibile attraversare la “Linea Verde”. Nel 2008 è stato aperto il primo passaggio all’interno del centro storico della capitale, in Ledra Street.