Cipro

Situazione attuale e ultimi sviluppi

Dopo quasi quattro anni di stallo nei negoziati di Pace sul conflitto decennale, fra il 27 e il 29 aprile 2021, i rappresentanti della Repubblica di Cipro (greca) e la Repubblica Turca di Cipro Nord si sono incontrati a Ginevra per trovare una soluzione finale alla divisone che tiene in scacco l’Isola mediterranea da ormai più di cinquant’anni. L’incontro – organizzato sotto l’auspicio del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e del Segretario Generale Antonio Guterres e con la presenza dei Ministri degli Esteri di Grecia, Turchia e Regno Unito – è durato tre giorni, senza tuttavia produrre i risultati sperati. Un ennesimo nulla di fatto, anche se Guterres ha già annunciato ulteriori incontri. Dagli ultimi colloqui del 2017 a Crans-Montana, in Svizzera, le posizioni dei due Stati non sono cambiate.

Se la Repubblica di Cipro, parte integrante dell’Unione Europea, insiste nel creare una federazione, la controparte turca chiede l’istituzione di due Stati con eguale sovranità. La situazione si è ulteriormente complicata negli ultimi anni, a causa dei giacimenti petroliferi al largo della costa meridionale dell’Isola. Se molte multinazionali europee e non sfruttano le risorse da anni, anche la Turchia, unico Stato a riconoscere la Repubblica Turca di Cipro Nord (difendendola militarmente), ha alzato la tensione bloccando una nave dell’Eni e cominciando le trivellazioni senza ricevere il benestare della Repubblica di Cipro. Una crisi che l’anno scorso ha portato a un’escalation militare anche con la Grecia, facendo temere il peggio per un’ipotetica Pace.

Lo scorso novembre, i turchi-ciprioti hanno eletto alla Presidenza Ersin Tatar, il candidato sostenitore di Ankara e di una soluzione a due Stati, il quale ha annunciato l’apertura di una località turistica in una città fantasma divenuta luogo simbolo della divisione. La forte tensione, forse smorzata da un timido riavvicinamento a Ginevra, lascia l’Isola in una perenne inconsapevolezza per il futuro, dividendo la popolazione. Ciò nonostante, ci sono alcuni segnali di progresso, come l’elezione del primo parlamentare turco-cipriota a Bruxelles, Niazy Kizilyürek, votato anche da ciprioti greci e favorevole a un futuro unito. Inoltre, un varco nella Linea Verde nel centro di Nicosia è stato aperto, anche se l’Isola rimane divisa dalle forze dei Caschi Blu della missione Onu Unficyp, presente dal 1964, anno in cui nazionalisti greci tentarono di fare un colpo di Stato per annettere l’Isola alla Grecia. Azione fermata dall’invasione turca nel Nord dell’Isola che scatenò una guerra dieci anni dopo e le cui ferite non sono ancora rimarginate.

Per cosa si combatte

Cipro è pacificata dal punto di vista militare grazie alla presenza dei Caschi Blu della missione Unficyp, che controllano la Linea Verde (Buffer Zone) separando il territorio greco da quello turco. Sebbene non invalicabile, rappresenta pur sempre un confine nel cuore di uno scontro latente fra i cittadini di origine greca e quelli di origine turca. Recentemente la scoperta di ingenti giacimenti di gas naturale al largo delle coste di Cipro (Blocco 12 della Zona Economica Esclusiva, Mediterraneo Orientale) ha alzato il livello di conflitto fra le due parti. Tra l’altro, la Repubblica di Cipro ha raggiunto accordi sull’estrazione del gas anche con Israele, uno Stato con relazioni non amichevoli con la Turchia. Nel 2013, a ricordare che sotto l’apparente pacificazione non c’è vera Pace, a Nicosia, in occasione dell’anniversario della proclamazione della Repubblica Turca di Cipro Nord, centinaia di studenti delle scuole medie e superiori sono scesi a sfilare nelle strade mostrando striscioni con scritte antiturche e scandendo slogan contro il Governo di Ankara. Tutto questo mentre a pochi chilometri a Nord, nella parte della capitale sotto controllo turco, l’ex-presidente turco-cipriota Dervis Eroglu presenziava ad una parata militare insieme con altri dignitari. Significative, infine, le parole rilasciate qualche anno fa dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, secondo cui “non esiste una nazione chiamata Cipro”: un’affermazione che lascia intendere la complessità nel trovare un accordo.

Quadro generale

Cipro è la terza isola del Mar Mediterraneo per estensione, situata 70 km a Sud della Turchia e a soli 200 km dalla costa della Siria e del Libano. Ha una superficie complessiva di 9.250 km² di cui il 59% sotto il controllo effettivo della Repubblica di Cipro, mentre la zona turco-cipriota al Nord copre circa il 36% del territorio. Due piccole aree, Akrotiri e Dhekelia, appartengono al Regno Unito come basi militari sovrane. La cima più alta dell’Isola è il monte Olimpo (1.953 metri), che sorge nella catena montuosa di Troodos. “Mesaria” è la fertile pianura centrale dell’Isola. Cipro venne divisa dopo l’invasione militare da parte della Turchia nell’estate del 1974. Ma come si è arrivati a questa invasione? Bisogna partire dal 1955. In quell’anno a Cipro si formò un movimento di guerriglia denominato Eoka (Ethniki Organosis Kyprion Agoniston, Organizzazione Nazionale dei Combattenti Ciprioti) a sostegno del progetto Enosis (unione, annessione) di annettere Cipro alla Grecia, progetto già esistente da decenni.

Nel 1960 Cipro cessò di essere colonia britannica e fu proclamata indipendente sulla base dei Trattati di Zurigo e di Londra, stipulati tra Turchia, Grecia e Regno Unito alla presenza del leader grecocipriota, l’arcivescovo Makarios III, e di quello turco-cipriota, Fazıl Küçük. In base a quell’intesa fu elaborata la Costituzione e il progetto fu abbandonato. Tuttavia, nel 1967 in Grecia si instaurò una dittatura militare detta “dei colonnelli”. L’Enosis, l’idea dell’annessione di Cipro, tornò viva. Durante la campagna presidenziale per le elezioni del 1968, il presidente cipriota Makarios III disse che l’Enosis era impossibile e che l’indipendenza dell’Isola era l’unica strada. In reazione, i fautori dell’Enosis formarono l’Eoka B con l’appoggio del Governo militare greco e della Cia americana. Nel 1974 organizzarono un colpo di Stato per cacciare Makarios III. A questo punto, le forze armate della vicina Turchia sbarcarono a Nord di Cipro per impedire che i greco-ciprioti conquistassero tutta l’Isola, annettendola alla Grecia, e per proteggere i cittadini di nazionalità turca che già da molto tempo vi risiedevano.

Nel 1979 venne proclamato uno “Stato federato turcocipriota” che nel 1983 divenne la Repubblica Turca di Cipro del Nord (Rtcn), riconosciuta come Stato legale solo dalla Turchia (oggi, la Costituzione della Rtcn risulta “non valida dal punto di vista giuridico” sulla base delle Risoluzioni 541 del 1983 e 550 del 1984 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu). La Repubblica di Cipro (Sud) è invece riconosciuta a livello internazionale e fa parte dell’Ue dal 2004. L’11 novembre 2002 il Segretario Generale dell’Onu Kofi Annan ha presentato un primo piano per una risoluzione della questione cipriota, il cosiddetto Piano Annan I, rielaborato in seguito tenendo conto delle reazioni delle due parti e riproposto il 10 dicembre 2002 sotto il nome di Annan II. Questo ha dato vita a sua volta, il 26 febbraio 2003, all’Annan III, che il Segretario Generale voleva sottopore alle due comunità come due separati referendum, da effettuarsi simultaneamente. Ma il tutto è rimasto sulla carta. Nel gennaio 2004, Annan ha ripreso i negoziati, redigendo due altri piani: Annan IV e Annan V. I ciprioti sono quindi stati chiamati a votare sull’Annan V il 24 aprile 2004, a distanza di appena pochi giorni dall’adesione della Repubblica di Cipro all’Ue.

Gli elettori greco-ciprioti hanno respinto con ampia maggioranza il Piano con il 75,8% dei voti, approvato dal 64,9% degli elettori turco-ciprioti. Dato lo stallo della situazione e i delicati equilibri politici interni, l’Onu continua fino ad oggi a lasciare sull’Isola una forza militare di mantenimento della Pace, la United Nations Peacekeeping Force in Cyprus (Unficyp), inviata a Cipro già nel 1964 per fare da cuscinetto tra le due comunità che vivevano in relativa Pace anche se con episodi di violenza. Accadeva dieci anni prima della guerra vera e propria, scoppiata nel 1974 e che la presenza dei Caschi Blu non ha potuto scongiurare. I militari dell’Unficyp presidiano stabilmente la “Linea Verde”, un’area di circa 350 kmq che divide il Nord turco e il Sud greco, tagliando in due anche la capitale Nicosia. Il termine “Linea Verde” ha origine dalla linea che nel 1964 il generale Peter Young, comandante delle forze britanniche sull’Isola, disegnò (con una matita verde) sulla mappa di Nicosia allo scopo di separare i quartieri greci e turchi della capitale. Dall’aprile del 2003 è possibile attraversarla e nel 2008 è stato aperto il primo passaggio all’interno del centro storico della capitale, in Ledra Street.