Camerun

Situazione attuale e ultimi sviluppi

Il Camerun è sempre più stretto da una morsa che vede da una parte le rivendicazioni del Nord con l’autoproclamato stato dell’Ambazonia e dall’altra gli attacchi di Boko Haram e la violenza generalizzata, portata avanti anche dall’esercito camerunense. Il Paese si trova inoltre in uno stallo governativo dopo le elezioni dell’ottobre 2018, vinte – come sempre dal 1984 – da Paul Biya, e come sempre contestate.
Lo scontro nell’Ambazonia che coinvolge il Nord-Ovest e il Sud-Ovest del Paese, si è acuito e moltissimi sono stati e sono costretti alla fuga. Nel territorio autoproclamato abita circa il 20% dei 24milioni di camerunesi, in una situazione di coprifuoco. Circa un quinto degli abitanti parla inglese, una minoranza la cui presenza risale al periodo coloniale. La violenza diffusa ha costretto la maggior parte delle scuole a chiudere nel 2016 e 2017 e, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha), nel 2018 ancora 42.500 bambini non potevano frequentare le lezioni. Il 20 maggio 2019, anniversario dell’abolizione del Governo federale, i separatisti hanno dichiarato il blocco di ogni attività. Durante la giornata si sono verificati scontri tra l’esercito e il gruppo secessionista anglofono noto come “Amba boys”. Nei giorni successivi le tensioni non si sono stemperate e gli scontri sono continuati senza sosta, provocando vittime, anche tra i bambini, e numerosi dispersi. Come confermato da diverse Ong e associazioni per la tutela dei diritti umani, tra le quali Amnesty International, la situazione umanitaria è desolante con uccisioni extragiudiziali e sparizioni forzate compiute dallo stesso Governo centrale. Secondo le statistiche dell’International Crisis Group, nel 2017 e nel 2018, sono morte a causa delle rivendicazioni separatiste circa 2mila persone, almeno tre milioni si trovano in stato di grave insicurezza alimentare e 500mila civili sono stati costretti a lasciare le proprie case. Di questi circa 30mila hanno cercato rifugio in Nigeria, nello stato di Cross River. Le persone fuggite, in gran parte, hanno trovato riparo nella boscaglia dove vivono in condizioni precarie. Molti rifugiati si trovano nei villaggi al confine nigeriano, mentre, nell’estremo Nord del Camerun sono presenti circa 100mila rifugiati nigeriani. Nonostante il flusso ingente verso la Nigeria nel 2018, il Camerun ha risposto con moltissimi rimpatri forzati di richiedenti asilo nigeriani, in fuga dagli attacchi di Boko Haram. E il gruppo terrorista continua a essere un grave problema anche in Camerun, dove semina il terrore: si imputa agli estremisti islamici la morte di 123 civili nel 2018.

Per cosa si combatte

Dal 2016 le Province anglofone nel Nord-Ovest e Sud-Ovest del Camerun hanno iniziato una battaglia per richiedere più autonomia, a tratti in chiave federalista, in altri indipendentista. Dopo un periodo di trattative con il Governo centrale con proteste e cortei pacifici in cui si manifestava per un uso più equo della lingua inglese nei tribunali e nelle scuole, come pure contro la discriminazione e l’esclusione dai ruoli di potere, i gruppi hanno optato per la scelta armata. Nell’ottobre 2017 i separatisti della autoproclamata Repubblica di Ambazonia (da Ambas Bay, la baia alla foce del Mungo, il fiume che durante il colonialismo segnava il confine tra le aree a dominazione inglese e francese) hanno annunciato in modo unilaterale la propria indipendenza. Scelta che nasconde motivazioni anche strettamente economiche: l’area è infatti una delle più ricche di risorse. Con l’autoproclamazione i secessionisti hanno annunciato l’inizio della guerra contro il Governo di Yaoundé.

Ne è seguita la dura repressione dei militari governativi. Gli scontri con i gruppi secessionisti hanno provocato la morte di centinaia di persone e migliaia di sfollati e di profughi. Oltre agli indipendentisti, nel Paese è attivo il gruppo terroristico Boko Haram. Secondo molti osservatori il Paese è allo sbando: controllato da truppe mercenarie, e da un esercito che non risparmia repressioni sanguinarie e spesso sommarie.

Quadro generale

Il 1° gennaio 1960 il Camerun francese ottiene l’indipendenza e diventa Repubblica del Camerun. Un anno dopo, a seguito di un referendum, il Camerun Meridionale si unisce al Paese, che diventa così una Repubblica Federale, mentre il Camerun Settentrionale decide di annettersi alla Nigeria.

Il primo Presidente del Camerun, Ahmadou Ahidjo, per paura di scontri e rivendicazioni, abolì il regime federale nel 1972 creando la Repubblica Unita del Camerun con capitale Yaoundé.

Nel 1982 Ahidjo rassegna le dimissioni e decreta il primo Ministro Paul Biya come suo successore. Quando, pochi mesi dopo, Ahidjo ci ripensa viene accusato da Biya di aver orchestrato un colpo di Stato ed è costretto all’esilio. Nel gennaio 1984 con il 99,98% dei voti Biya è eletto Presidente e la nazione riprende il nome di Repubblica del Camerun.

Nell’ottobre 1992 Biya viene rieletto nelle prime elezioni multipartitiche ma sospende la carica di primo Ministro a John Fru Ndi, leader del Fronte social-democratico (Fsd), principale forza di opposizione. Dopo l’autoproclamazione a Presidente di Fru Ndi il Governo instaura lo stato d’emergenza e mette agli arresti domiciliari il capo dell’opposizione e i suoi principali collaboratori. A seguito di questo gli Stati Uniti sospendono gli aiuti al Paese e Biya è costretto a liberare Fri Ndu.

Gli scontri armati tra Camerun e Nigeria per il possesso della penisola di Bakassi, area ricca di petrolio iniziano nel 1994. Due anni dopo le parti accettano la mediazione dell’Onu e nell’ottobre 2002 la Corte di giustizia internazionale concede al Camerun la sovranità sulla penisola, che resta però sotto occupazione nigeriana. Nel 2007 militari nigeriani uccidono 21 soldati camerunesi nella penisola e il Senato nigeriano rigetta l’accordo sulla consegna della penisola al Camerun. La vicenda si trascinerà fino al 2012 quando la Nigeria decide di accettare la sentenza della Corte internazionale e riconsegna la penisola al Camerun.

Nel 2008 iniziano le proteste contro la presidenza di Biya, che si apprestava a modificare la costituzione per estendere ulteriormente il proprio mandato. Le manifestazioni vengono represse nel sangue, così come succederà nel 2011, quando le opposizioni si rifiutano di riconoscere il risultato elettorale che conferma il potere ancora a Biya.

Nel maggio 2014 il Governo invia mille soldati a pattugliare il confine con la Nigeria, per contrastare possibili incursioni e sequestri di persona da parte dei militanti nigeriani di Boko Haram. Per supportare il Camerun il Presidente americano Barack Obama autorizza l’invio nel Paese di 300 militari per operazioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione.

Secondo il Gruppo internazionale di crisi, dal 2014 al 2018, il gruppo islamista ha ucciso almeno duemila persone (civili e militari) e ne ha rapite altre mille.

Le proteste contro l’imposizione del francese nelle Regioni anglofone del Paese iniziano nel 2016 e proseguono nel 2017 con prolungate manifestazioni contro l’avvertita emarginazione. L’autoproclamazione dell’indipendenza arriva il 1° ottobre dello stesso anno. Il nuovo Stato ha un nome (Ambazonia), una bandiera (bianca e blu), un inno nazionale, dei confini, e un leader o capo di Stato.

Il 5 gennaio 2018 il Presidente del movimento separatista del Camerun anglofono, Sisiku Ayuk Tabee, viene arrestato ad Abuja, in Nigeria, ed estradato insieme a 46 suoi sostenitori. Nello stesso anno il Dipartimento di Stato americano condanna la crescente violenza nelle Regioni anglofone del Camerun e l’Unione europea si appella al Governo camerunese perché usi solo “forza proporzionata” per sedare la rivolta.

Le elezioni presidenziali dell’ottobre 2018 che hanno consegnato la vittoria ancora una volta a Paul Biya sono state precedute da una grave crisi. Il candidato dell’opposizione, Maurice Kamto, che ufficialmente avrebbe ottenuto appena il 14% dei voti, si è proclamato vincitore ma i suoi ricorsi sono stati respinti. Kamto, 65 anni, è un ex magistrato con esperienza internazionale. In passato è stato ministro di Biya ma è poi andato in rotta di collisione con il Presidente e ha creato il suo partito, il Movimento per la rinascita del Camerun (Mrc).

In questa escalation di instabilità il 28 gennaio 2019 Maurice Kamto, è stato arrestato dopo una manifestazione non autorizzata. Ora è sotto inchiesta per insurrezione, istigazione alla ribellione e altre accuse. Insieme a Kamto sono state fermate altre duecento persone, incriminate per gli stessi reati del leader dell’opposizione, e due giornalisti, incaricati di seguire la dimostrazione.