Venezuela

Secondo Unhcr (Agenzia dell’Onu per i rifugiati) e Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni), la crisi dei rifugiati venezuelani e la più grande crisi di questo genere avvenuta nelle Americhe. Con 4milioni di sfollati, la cosiddetta diaspora bolivariana e una delle emergenze piu gravi a
livello globale. La Colombia ne accoglie circa 1,3milioni, seguita dal Peru con 750mila, dal Cile con
quasi 300mila, dall’Ecuador con 250mila, dal Brasile con 170mila e dall’Argentina con 130mila. Con
cifre rilevanti, seguono anche il Messico e i Paesi dell’America centrale e dei Caraibi.

Il Patto di Quito, siglato nel 2019 per accordare i Paesi latinoamericani colpiti dal deflusso di rifugiati
e migranti venezuelani, ha lanciato un Piano regionale umanitario (Rmrp) rivolto a 2,2milioni di
migranti venezuelani e 580mila persone nelle comunita ospitanti in sedici Paesi. Questa crisi, cominciata gia durante la presidenza di Hugo Chavez, si e aggravata quando Juan Guaido, presidente dell’Assemblea nazionale dal 5 gennaio 2019 al 28 marzo 2019, aveva giurato come Presidente del Venezuela ad interim durante una manifestazione, dando inizio a una crisi politica e a un contenzioso con Nicolas Maduro, rimasto comunque presidente in carica.

Il riconoscimento di Guaido come presidente legittimo da parte dei Paesi europei, degli Usa e dei loro
alleati ha causato una crisi istituzionale, con scontri nelle strade e una forte tensione alla frontiera
colombo-venezuelana. Crisi che non solo ha aumentato il flusso di migranti, ma che ha anche portato
a un conflitto di bassa intensita su quella linea di frontiera. Il 26 aprile 2021, il Ministero della Difesa di Caracas ha denunciato l’uccisione di sedici soldati in scontri con gruppi armati al confine colombiano.
Le forze armate venezuelane sono impegnate in scontri con gruppi armati colombiani nello Stato
di Apure, sul confine occidentale, dal 21 marzo. L’operazione ha finora portato a diversi arresti e al
sequestro di armi, esplosivi e droga. Secondo Caracas, si tratterebbe di dissidenti del gruppo ribelle
delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc).

A fine maggio 2021, Nicolas Maduro ha esposto le condizioni per avviare un processo di dialogo
politico con l’opposizione e per riprendere i negoziati, a lungo interrotti, a Oslo. “Revoca immediata
di tutte le sanzioni unilaterali e misure coercitive, pieno riconoscimento dell’Assemblea nazionale e
delle istituzioni del Paese e la restituzione dei conti bancari a Petroleos de Venezuela e alla Banca
Centrale (…). Ci misureremo il 21 novembre e che sia il popolo a decidere”, ha detto riferendosi
alle elezioni per governatori e sindaci previste per quella data. Intanto, l’industria petrolifera ha visto crollare la produttività, aggravando le condizioni economiche della popolazione, sottoposta a embargo. La stessa compagnia di Stato per il petrolio ha annunciato che avrebbe bisogno di circa 58miliardi di dollari per adeguare e riparare le strutture e tornare al livello di estrazione del periodo pre-Hugo Chavez.