Kosovo, al via il processo ai leader dell’UCK

L’ex presidente Thaci è in carcere in Olanda dal 2020 con gli ex capi e comandanti Veselj, Krasniqi e Seljimi. L’accusa è crimini di guerra. A Pristina manifestazione in loro sostegno

Ieri in Olanda, all’Aja, si è aperto il processo a carico dell’ex presidente kosovaro Hashim Thaci e di altri tre importanti leader dell’Esercito di Liberazione del Kosovo (UCK), accusati di crimini di guerra e contro l’umanità. Contro l’apertura del dibattimento, nella capitale kosovara Pristina si è svolta lunedì una manifestazione di protesta (chiamata “Marcia per la giustizia”) alla quale hanno partecipato centinaia di persone, compresi ex combattenti dell’UCK affiancati da numerosi familiari dei quattro imputati: oltre a Thaci, verranno processati dal Tribunale Speciale istituito presso la Corte Penale Internazionale (CPI) i già capi e comandanti Kadri Veselj, Jakup Krasniqi e Rexhep Seljimi. Il corteo, accompagnato da canti e musiche nazionalpatriottiche dell’irredentismo albanese, ha raggiunto la sede del governo mostrando cartelli, striscioni e scandendo slogan a sostegno dei quattro ex quadri dell’Esercito di Liberazione del Kosovo finiti sul banco degli imputati. 

La guerriglia indipendentista albanese dell’Ushtria Çlirimtare e Kosovës (dal 1998 l’UCK è nella lista ONU delle organizzazioni terroristiche), nel conflitto armato terminato nel 1999 in quella regione dell’ex Jugoslavia ha combattuto contro le forze serbe dell’allora presidente Slobodan Milosevic, anche questi accusato dal Tribunale Speciale dell’Aja di crimini contro l’umanità. In quel caso il processo, a carico dell’ex presidente serbo per le operazioni di pulizia etnica dell’esercito jugoslavo contro i musulmani in Croazia, Bosnia-Erzegovina e Kosovo, si è estinto nel 2006 (prima della sentenza) per la sua sopraggiunta morte.

Il Kosovo è un piccolo Stato balcanico (meno di 2 milioni di abitanti a maggioranza albanese), nato nel 2008 in seguito alla dissoluzione della ex Jugoslavia con una dichiarazione unilaterale di indipendenza. Tuttora protetto dalla NATO (nonché supportato dall’Unione Europea), nel 2015 aveva approvato in Parlamento l’istituzione di un Tribunale Speciale della CPI per giudicare i crimini di guerra contestati agli ex membri dell’UCK. L’ex presidente kosovaro Thaci (nell’Esercito di Liberazione del Kosovo era il responsabile di mezzi finanziari, armamenti e dell’addestramento delle reclute in Albania) e il già numero uno del Parlamento Veselj (durante la guerra a capo del servizio di controspionaggio), vennero arrestati nel settembre 2020 a Pristina assieme a Seljimi (portavoce dell’UCK) e Krasniqi (tra i fondatori dell’organizzazione, nonché capo di stato maggiore e suo comandante).

Da allora i quattro imputati fanno parte dei nove detenuti presenti nel carcere speciale delle Nazioni Unite di Scheveningen, che si trova alle porte della città olandese dell’Aja. Un penitenziario, questo della CPI, con celle moderne, attività ricreative e sportive, laboratori formativi, cure mediche ritenute all’avanguardia, visite coniugali con “stanza dell’amore”, possibilità di ricevere spesso telefonate. Le accuse a carico di Thaci, Veselj, Krasniqi e Seljimi comprendono uccisioni, torture, rapimenti, trattamenti disumani e altri crimini. Durante il conflitto di fine anni Novanta, all’UCK è stato attribuito anche un traffico di organi umani (espiantati ai serbi, civili compresi) e di droga (con presunte connessioni con le narcomafie). Il tutto, per finanziare la loro guerra separatista. 

(Red/Est/ADP)

Nell’immagine in copertina, l’ex presidente kosovaro e già responsabile mezzi finanziari, armamenti e reclute dell’UCK, Hashim Thaci (© Northfoto/Shutterstock.com)

 

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