Guerre. Cosa dice il Diritto internazionale umanitario

Documenti. In una situazione di conflitto esistono obblighi precisi anche quando non formalmente sottoscritti

Il diritto internazionale umanitario (Diu) è un insieme di regole allo scopo di limitare gli effetti dei conflitti armati. Disciplina la conduzione delle ostilità e protegge le vittime dei conflitti. È applicabile a ogni tipo di conflitto armato internazionale o non internazionale, indipendentemente dalla legittimazione e dalle ragioni del ricorso alla forza. Riportiamo qui la sintesi elaborata dal Ministero degli Esteri della Svizzera

Obblighi delle parti in conflitto derivanti dal diritto internazionale umanitario

Persone e beni civili non possono essere attaccati in nessuna circostanza. Le parti in conflitto devono sempre distinguere gli «obiettivi militari» dai civili o dai beni di carattere civile
L’attacco a obiettivi militari è vietato se si prevedono perdite sproporzionate tra la popolazione civile o danni sproporzionati a oggetti civili o all’ambiente. In caso di attacco, le parti in conflitto devono adottare tutte le misure possibili per proteggere la popolazione e i beni civili
L’impiego di civili come scudo di protezione è vietato l’abuso degli emblemi delle Convenzioni di Ginevra è vietato
Le armi che colpiscono in maniera indifferenziata e provocano sofferenze inutili o gravi danni ambientali sono vietate. Rientrano tra queste le armi biologiche e chimiche, le armi laser accecanti o le palle che si dilatano o si schiacciano facilmente nel corpo umano.

Fonti giuridiche del diritto internazionale umanitario

Le quattro Convenzioni di Ginevra e i loro Protocolli aggiuntivi tutelano le persone che non partecipano o non partecipano più alle ostilità: civili internati, prigionieri di guerra e altre persone vulnerabili non devono subire maltrattamenti, i feriti devono essere portati in salvo e curati
Il primo Protocollo aggiuntivo del 1977, la Convenzione dell’Aia del 1907, la Convenzione sul divieto o la limitazione dell’impiego di talune armi classiche del 1980 e i relativi Protocolli delimitano le modalità e i mezzi della guerra
La maggior parte degli obblighi relativi alla conduzione della guerra hanno carattere consuetudinario.

Norme applicabili in funzione della tipologia di conflitto

In una situazione di conflitto armato, compresa l’occupazione, tutte le parti in conflitto, ossia Stati e gruppi armati non statali, devono osservare il diritto internazionale umanitario:

  • nelle azioni militari tra Stati (conflitti armati internazionali) si applicano le quattro Convenzioni di Ginevra, il primo Protocollo aggiuntivo del 1977, la Convenzione dell’Aia del 1907 e il pertinente diritto consuetudinario
  • nei conflitti armati non internazionali le norme convenzionali applicabili sono relativamente poche: si limitano infatti all’articolo 3 comune a tutte le Convenzioni di Ginevra, al secondo Protocollo aggiuntivo del 1977 e al pertinente diritto consuetudinario.

Crimini di guerra

Il diritto internazionale umanitario deve essere rispettato da chiunque partecipi a un conflitto armato e non solo dalle parti in conflitto. Di regola, le violazioni gravi del diritto internazionale umanitario sono considerate crimini di guerra. Si tratta in particolare di:

tortura e trattamenti inumani di prigionieri
stupro
attacchi alla popolazione civile
deportazione illegale di civili
presa di ostaggi
impiego di bambini soldato

In caso di gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra, ogni Stato è tenuto a perseguire penalmente o a estradare in un altro Stato o deferire a una corte penale internazionale i presunti colpevoli affinché vengano perseguiti penalmente (principio aut dedere aut judicare).

In copertina: Iustitia, una personificazione simbolica del potere coercitivo di un tribunale: una spada che rappresenta l’autorità statale, una bilancia che rappresenta uno standard oggettivo e una benda che indica che la giustizia dovrebbe essere imparziale. Credit:  Deval Kulshrestha 

 

Tags:

Ads

You May Also Like

La recessione tedesca e la nuova leadership europea

Per mettersi al riparo dalle difficoltà economiche, Berlino sembra cercare principalmente un rafforzamento dei rapporti transatlantici e nella Nato, piuttosto che in Unione Europea

di Ambra Visentin  La Germania entra in recessione e tutta Europa trema nel timore ...

Migranti: la stampa tedesca accusa Frontex

Fabrice Leggeri, direttore dell'Agenzia europea, era a conoscenza dei respingimenti in mare da parte della Grecia ma avrebbe deciso di occultare quello che accadeva alla frontiera Sudest

Secondo le prove pubblicate dal settimanale tedesco Die Spiegel e riprese in Italia dal sito ...

Governo talebano

Il nuovo esecutivo dell'Emirato islamico d'Afghanistan:  teocratico, a interim e pashtun

di Giuliano Battiston Uno-due. Doppietta veloce e muscolare dei Talebani. Spallata militare e stretta ...