Israele e il bavaglio ad Al Jazeera

Una legge della Knesset mette sempre più a rischio la libertà di informazione

L’emittente del Qatar Al Jazeera ha condannato la nuova legge israeliana che potrebbe bloccare le sue attività giornalistiche in Israele e ha affermato che le “bugie” diffuse dal Primo ministro Benjamin Netanyahu mettono a repentaglio la sicurezza dei giornalisti della rete in tutto il mondo. Il Parlamento israeliano ha infatti appena appoggiato a stragrande maggioranza – si legge in una nota diffusa dall’emittente – una legge che consente al governo di ordinare la chiusura delle reti straniere che operano in Israele e di confiscare le loro apparecchiature se si ritiene che il loro contenuto sia ” danno alla sicurezza dello Stato”. Secondo il Premier israeliano Bajamin Netanyahu le attività di Al Jazeera in Israele vanno fermate perché la rete avrebbe partecipato “attivamente” all’attacco di Hamas del 7 ottobre e sarebbe una minaccia per le truppe di israele che intervengono nei territori palestinesi. Secondo l’emittente si tratta invece solo di una campagna del Primo ministro israeliano che contiene bugie “pericolose” e “ridicole”.

Al Jazeera ricorda al contrario diversi episodi in cui i suoi reporter sono stati presi di mira e non da ora: cita per esempio l’uccisione nel 2022 della corrispondente Shireen Abu Akleh mentre stava seguendo un raid militare israeliano a Jenin, in Cisgiordania, e l’uccisione dei suoi giornalisti Samer Abudaqa e Hamza Dahdouh durante l’invasione di Gaza, oltre ad altri episodi intimidatori anche peri familiari dei reporter che lavorano per l’emittente.

Il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj ) sostiene che l’approvazione della legge è stata “una mossa incredibilmente preoccupante” e ha ricordato di aver documentato l’uccisione di almeno 95 giornalisti dall’inizio di una guerra che ha già ammazzato quasi 33mila persone in meno di sei mesi.

Qui sotto, il servizio dedicato da Euronews all’approvazione della legge alla Knesset

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