L’Atlante delle guerre in marcia per la Pace

 

“La marcia continua e non è uno slogan”. Dalla parole di Flavio Lotti, coordinatore della marcia PerugiAssisi che ieri ha invaso le due città deriva il senso di questa ventunesima edizione.

Centomila persone  hanno sfilato per chiedere la Pace e “Vincere l’indifferenza”, come riportava lo slogan che ha aperto la manifestazione. Tra i molti striscioni spiccavano le immagini di Vittorio Arrigoni e le richieste di verità per Giulio Regeni. Due dei protagonisti morali della marcia che ha sfilato per 24 chilometri.

Ogni partecipante ha portato il proprio messaggio di pace, anche concreta e fattiva. Sì, perché una delle riflessioni più condivise è quella che oggi chiedere la pace non basta più, quel che si deve fare è agire ogni giorno per crearla.

Molti interventi dal palco di Rocca maggiore ad Assisi sono andati in questa direzione, nella strada della concretezza.

Ad inviare un saluto Papa Francesco, la presidente della camera Laura Boldrini e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Tantissimi i gonfaloni di Comuni, Province e Regioni italiane e i sindaci con le fasce tricolori.  Molte anche le associazioni di volontariato e del mondo civile e, insieme alle moltissime scuole, anche un gruppo di ragazzi della scuola superiore di Amatrice.

A sfilare anche i colleghi giornalisti dell’associazione Carta di Roma, impegnata nel dare attuazione al protocollo deontologico per una informazione corretta sui temi dell’immigrazione, siglato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana nel giugno del 2008.

E anche noi, da giornalisti impegnati nel capire le cause e gli effetti delle guerre, abbiamo partecipato, convinti che la pace passi anche e soprattutto dall’informazione. Dal capire quello che ci succede intorno per agire di conseguenza.

 

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