Addio ad Angelo Del Boca

Si è spento ieri a Torino il grande partigiano e  storico del colonialismo italiano che ne riscrisse la storia distruggendo il mito degli "Italiani brava gente"

La redazione di Atlante delle guerre e dei conflitti del Mondo abbraccia la moglie Paola e i figli Sandra, Daniela, Davide e Ilaria per la perdita di Angelo Del Boca, storico, scrittore, giornalista e partigiano nato a Novara nel 1925 e mancato ieri mattina nella sua casa di Torino. I funerali si terranno domani alle 10 e 30 in città nella chiesa del Nazzareno in piazza Martini. Angelo Del Boca è il simbolo di una storiografia coraggiosa ma anche un simbolo della lotta partigiana che aveva combattuto negli anni della Resistenza nel piacantino dove conobbe la prima moglie Maria Teresa. Di quegli anni  ha lasciato ampia testimonianza nel suo “Nella notte ci guidano le stelle”, diario della sua esperienza di giovanissimo partigiano.

Uno dei libri più famosi di Angelo Del Boca

Tra i tanti meriti di Angelo Del Boca c’è quello di aver squarciato il velo di omertà e reticenze che, dal 1936, gravava su una delle pagine peggiori della Storia italiana: l’utilizzo di gas mortali e altre armi chimiche nella guerra contro l’Etiopia. Nella campagna che durò sette mesi e si concluse nel maggio del 1936, Badoglio e Graziani, autorizzati dal Duce, usarono massicciamente centinaia di quintali di iprite e migliaia di proiettili armati con arsine, meno micidiali ma comunque mortali.

La sua tesi divenne verità ufficiale grazie da un lungo lavoro negli archivi che Del Boca condivise con altri ricercatori. Così arrivò la verità ufficiale, ammessa dall’allora ministro della Difesa, generale Corcione, che rese pubblici in febbraio i documenti che nel dettaglio riferivano dell’impiego dei gas. E’ una vicenda da cui Del Boca trasse il libro “I gas di Mussolini. Il Fascismo e la guerra d’Etiopia”, uscito nell’aprile del 1996 per Editori Riuniti (con scritti di Rochat, Pedriali e Gentili). Una verità scomoda, nata dalla testardaggine e dalle ricerche di Del Boca e di altri studiosi ma resa incandescente da una polemica con Indro Montanelli, il giornalista che, testimone oculare di quella guerra, non aveva visto mai utilizzare i gas e ne aveva continuato ostinatamente a negare l’esistenza, anche se poi riconobbe che lo storico aveva ragione.

La polemica era nata nell’estate 1965 dopo l’uscita di una biografia del Negus curata da Del Boca che il Secolo d’Italia aveva definito un “cialtrone” colpevole di “gettar fango” sulla grandezza della conquista africana. Un conquista che Mussolini commentava così il 29 marzo ‘36 in uno dei tanti telegrammi a Graziani: “rinnovo autorizzazione impiego gas”. E ancora l’8 luglio: “Autorizzo….a iniziare ed condurre sistematicamente politica del terrore e dello sterminio contro i ribelli e le popolazioni complici… Senza legge del taglione non si sana la piaga”.

In copertina, foto di Davide Del Boca (cropped)

(Red/E.G.)

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