AI vs Myanmar: “licenza di uccidere”. Oggi già 17 vittime

Un nuovo rapporto di AI prova la strategia di di omicidi  sistematici e premeditati dell'esercito birmano guidato dalla giunta golpista. Mentre si annuncia una nuova giornata di sangue con almeno 17 vittime

L’esercito birmano  sta usando tattiche letali e un arsenale di armi da campo per eseguire una “follia omicida” contro i  manifestanti pacifici che si oppongono al colpo di stato del 1 ° febbraio. Lo testimonia  Amnesty International dopo aver analizzato le prove video e fotografiche delle ultime settimane di proteste di massa. .AI dice di essere in possesso di oltre 50 videoclip che mostrano la  prova di omicidi  sistematici e premeditati”. L’organizzazione chiede  al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e alla comunità internazionale di agire per fermare la violenza. Intanto il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato l’escalation di violenza in Myanmar e ha invitato l’esercito a mostrare moderazione nella sua risposta ai manifestanti pacifici, mentre  gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a due figli del leader della giunta Min Aung Hlaing.

Intanto le informazioni raccolte dall’Atlante in Myanmar annunciano questo giovedi come l’ennesima giornata di sangue. Benché sinora il numero delle vittime di oggi sia già stato denunciato  a sette  o a dodici  le nostre fonti ci danno purtroppo un bilancio molto più elevato: di almeno 17 morti nella sola giornata odierna: 8 a  Myaing, 3 a Myeik, 1 a Mandalay , 2 a Yangon, 2 a Bago, 1 a Myingyan,   1 a Monywar. Stime che potrebbero purtroppo essere per difetto. Secondo l’Associazione di assistenza per i prigionieri politici (AAPP), oltre 60  persone sono state uccise a causa delle violenta repressione mentre, al 10 marzo, un totale di 2008 persone sono state arrestate dalle forze di sicurezza guidate dalla giunta militare.

La vicenda birmana ha purtroppo anche un risvolto italiano di cui hanno dato conto oggi su ilmanifesto due giornalisti della nostra redazione: Emanuele Giordana e Alice Pistolesi, dopo il ritrovamento di una cartuccia italiana a Yangon dopo un raid delle forze dell’ordine, documentato dal magazine birmano Irrawaddy.  Il “risvolto italiano” fa si pero’ che si riproponga il caso di come vengono vendute munizioni non a scopo militare (caccia o tiro) che possono pero’ finire per essere usate, come in Myanmar, contro pacifici dimostranti.

(Red/Est): aggiornato alle 12 ora italiana

Fotonotizie è una sezione di atlanteguerre che dà conto di emergenze in sviluppo

In copertina, immagine tratta dalla Home di Amnesty

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