Basta vudù, l’editto che sa di libertà

Dopo l'editto di revoca di tutti i riti vudù nell'Edo State cosa cambia per le ragazze vittima di tratta? L'intervista a Maria Nella Lippi di Oxfam

di Alice Pistolesi

Potrebbe essere una decisione storica dal sapore di libertà per molte ragazze costrette alla prostituzione nell’ambito della tratta.

Gli occhi sono puntati sulla Nigeria, in particolare sull’Edo State, dove l’Oba Ewuare II, ovvero la massima autorità religiosa, ha formulato un editto in cui si revocano tutti i riti vudù di giuramento che vincolano le ragazze vittime di tratta e non solo.

Ewuare II è apprezzato in Nigeria per la sua modernità: a differenza del suo predecessore, infatti, l’oba dell’Edo State ha viaggiato a lungo in Europa.

La cerimonia solenne  si è svolta di fronte  a tutti i sacerdoti della religione tradizionale juju e si è conclusa con la maledizione per chiunque praticherà ancora riti.

Per saperne di più e per capire se questo può avere ripercussioni concrete sulle donne vittima di tratta in Europa abbiamo rivolto qualche domanda a Maria Nella Lippi, antropologa e advisor di Oxfam Italia Intercultura.

In cosa consiste la decisione di Ewuare II, di rendere illegale il vudù?

Ho avuto modo di osservare il rito tramite un video assieme ad una mediatrice culturale nigeriana. È stata una cerimonia davvero di impatto, durata molte ore.

Un punto fondamentale è che la cerimonia non ha riguardato solo le donne della tratta ma ha sciolto tutta una serie di giuramenti che prevedevano debiti, quindi questioni che riguardano la corruzione, il nepotismo e altri tipi di sopraffazione.

Ti sei fatta un’idea del perché questa decisione sia arrivata adesso?

La motivazione ufficiale pronunciata dallo stesso Eware II è che lui abbia maturato questa decisione dopo aver visto documentari forti e pesanti su quello che succede alla popolazione nigeriana a causa dei riti.

Ha dichiarato di aver visto trasmissioni alla Cnn che lo hanno sconvolto. Se ci sono altre verità dietro non so, credo però che lui stesso si sia reso conto che il fenomeno non riguardava più solo la Nigeria ma stava diventando globale. L’oba ha avuto il merito di tirare fuori pubblicamente un tema di cui si parlava da tempo.

Può questa decisione avere un impatto sulle donne vittime di tratta?

Per rispondere a questa domanda bisogna tenere conto di due livelli di discussione. Da un parte quella spirituale, su cui questo episodio può incidere e dall’altra quella materiale.

Le ragazze che rimanevano agganciate dal rito per credenza, perché si riconoscevano nella spiritualità creata, si sentiranno più facilmente liberate e si rivolgeranno alle associazioni di aiuto.

Per le altre, legate da un vincolo materiale, le cui famiglie sono minacciate e rischiano ritorsioni fisiche il rito non inciderà troppo o sarà comunque necessario un processo più lungo.

Pensare infatti che le ragazze rimanessero intrappolate nella tratta solo a causa del vudù sarebbe semplicistico e tralascerebbe l’aspetto più drammatico, ovvero quella della violenza e della schiavitù nella quale queste persone si trovano a vivere. Non dobbiamo infatti dimenticare i coinvolti sono dei criminali poco interessati alla decisione dell’oba dell’Edo State.

Ci sono già state casi di avvicinamento alle associazioni di aiuto dopo la cerimonia?

Posso dire che qualcosa si sta muovendo e che ci sono state più persone che si sono rivolte allo sportello di aiuto attivato dalla Regione Toscana e con il quale collaboriamo. In particolare l’incremento è avvenuto tra le ragazze giovani e con minori legami nel paese di origine.

Fino ad oggi i numeri delle donne che si avvicinavano spontaneamente alle associazioni non era incoraggiante. Per dare un dato riportato da un rapporto Oim, su un totale di 3952 vittime di tratta sbarcate in Italia tra aprile 2014 e ottobre 2015 le denunce sono state solo 32.

Ma facciamo un passo indietro. Come funziona il rito vudù attraverso il quale le ragazze rimangono ‘intrappolate’?

Il primo step è il processo di reclutamento nella tratta che avviene attraverso l’identificazione delle ragazze. In particolare vengono scelte le figlie maggiori o comunque responsabili del mantenimento della famiglia, o donne sole e vulnerabili.

La madam, ovvero la persona che gestisce il traffico in Patria e che fa parte della rete di conoscenze presenta la ragazza scelta allo sciamano che la sottopone ad un rituale. Il rituale ha una doppia valenza: proteggere la ragazza che partirà, quindi ha significato profondo e di impatto psicologico notevole, e costringerla a rispettare la volontà della madam per ripagare il debito contratto.

Il rito avviane attraverso il sacrificio di animali e il prelievo di  parti del corpo come peli pubici o sangue mestruale. Questi feticci vengono poi bruciati.

Le ragazze sono a conoscenza di quello a cui vanno incontro?

In alcuni casi viene detto cosa devono fare per ripagare il debito, in altri no. In ogni caso ovviamente non c’è chiarezza nel rito. Quasi tutte sono infatti convinte di dover ripagare il dovuto in naira (la moneta locale) e non in euro. I debiti possono arrivare anche a 50mila euro.

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