Germania e crisi Ucraina: anello debole o esempio?

Mentre cresce la tensione l’appello all’unità della Nato non trova la risposta compatta che oltre Oceano si attendeva

di Maurizio Sacchi

Il capo della Marina tedesca, il vice-ammiraglio Kay-Achim Schoenbach, ha lasciato il suo posto sabato sera – solo un giorno dopo aver detto che la Crimea “non tornerà mai più”, e che Vladimir Putin e la Russia “probabilmente meritano rispetto”. Schoenbach ha chiesto al ministro della difesa Christine Lambrecht di “sollevarmi dalle mie funzioni con effetto immediato”, e il ministro ha accettato le sue dimissioni.

Parlando a un evento organizzato da un think tank indiano a Nuova Delhi venerdì, il vice-ammiraglio aveva  definito una “sciocchezza” l’idea che la Russia fosse “interessata ad avere una piccola e minuscola striscia di terra ucraina per integrarla nel loro Paese”., aggiungendo che ciò che il presidente Putin vuole è che l’Occidente “rispetti” la Russia, aggiungendo che “è facile dargli il rispetto che chiede davvero – e probabilmente anche che merita”.

I commenti di Schoenbach, hanno suscitato un vespaio:  il ministero degli Esteri ucraino ha convocato l’ambasciatore della Germania a Kiev, Anka Feldhusen,  dichiarando le osservazioni come “inaccettabili”. Il ministero della Difesa tedesco ha immediatamente preso le distanze e ha definito i commenti del vice-ammiraglio come non riflettenti “in alcun modo la posizione” del ministero, sia “in termini di contenuto che di scelta delle parole”.

Andrij Melnyk, l’ambasciatore ucraino a Berlino, ha accusato la Germania di “arroganza e megalomania”.: ”Con questo atteggiamento […] gli ucraini si sono sentiti riportati agli orrori dell’occupazione nazista, quando gli ucraini erano trattati come subumani”.

Mosca ha costantemente confutato le affermazioni dei media occidentali e degli alti funzionari, secondo i quali la Russia starebbe progettando di invadere il suo vicino da un giorno all’altro. Il Cremlino ha chiamato l’idea “fake news”, e punta l’attenzione  sul fatto che alcune nazioni occidentali stanno inviando armi all’Ucraina. Un tema controverso, che in questo caso vede la Germania non allineata con gli altri Paesi del patto atlantico.

“L’’Ucraina ha subito perdite e distruzioni immense nella seconda guerra mondiale.”  ha detto Dmytro Kuleba, il ministro degli esteri ucraino sabato  “Ora che stiamo soffrendo e siamo di nuovo minacciati, l’unica politica appropriata è quella di permetterci di difenderci”. “La Germania ha commesso degli errori nei confronti dell’Ucraina in passato. È sua responsabilità prendere le giuste decisioni oggi”.

“Saremmo ancora più delusi se la Germania non solo rifiutasse di fornirci armi difensive, ma impedisse anche ad altri di farlo“, ha detto Kuleba. Questo è un chiaro riferimento al fatto che Berlino stia rifiutando le esportazioni di armi all’Ukraina, in continuità con una politica di lunga data di non inviare armi alle zone di conflitto. Attualmente sta anche bloccando l’esportazione dall’Estonia all’Ucraina di obici di fabbricazione tedesca, in virtù di un veto che rappresentava una condizione della loro esportazione originale dalla Germania.

Secondo le informazioni di sabato, il ministero degli Esteri ucraino ha convocato l’ambasciatore tedesco in Ucraina, Anka Feldhusen per interrogarla  sulla “inaccettabilità delle dichiarazioni del comandante in capo della marina tedesca, Kay-Achim Schönbach”.

Le dimissioni dell’ammiraglio sono state accolte con favore in parlamento. Marie-Agnes Strack-Zimmermann, presidente della commissione di difesa, ha detto alla Süddeutsche Zeitung: “Il vice ammiraglio Schönbach mette apertamente in discussione la struttura di sicurezza europea e il diritto internazionale. Le sue dimissioni sono logiche”. Henning Otte, politico della difesa della CDU, ha detto: “Chi chiede rispetto per Putin in questa situazione drammatica (sta dando) una valutazione errata della situazione”.

Il conflitto tra Russia e Ucraina potrebbe avere conseguenze per il gasdotto Nord Stream 2: esperti di politica estera della CDU/CSU e dei Verdi vedono bloccarsi il controverso gasdotto Nord Stream 2 del Mar Baltico se la Russia attacca l’Ucraina. “Credo che Nord Stream 2 debba essere fermato se l’Ucraina viene attaccata. Questo potrebbe rivelarsi  un cattivo investimento [sul piano economico], ma sarebbe un investimento nella sicurezza dell’Europa”, ha detto l’esperto di affari esteri della CDU Roderich Kiesewetter alla radio Deutschlandfunk iì 23 gennaio.

Intanto, la  ministra degli esteri di Berlino,  Annalena Baerbock  dei Verdi, partiva per una visita  a Kiev e Mosca.Sulla Russia  la ministra ha più volte speso parole dure: “La Germania e l’Europa dovranno prendere una decisione su come affrontare la Russia“, disse dopo l’avvelenamento di Alexei Navalny, l’oppositore russo, poi trasportato e curato in Germania, anche grazie alla diplomazia di Kiesewetter.  E anche grazie a lui stanno andando avanti i negoziati sul Nord Stream 2, che Kiesewetter definisce “il più importante progetto economico bilaterale tedesco-russo”.

Kiesewetter sulla Russia ha più volte speso parole dure: “La Germania e l’Europa dovranno prendere una decisione su come affrontare la Russia“, disse dopo l’avvelenamento di Alexei Navalny, oppositore russo, poi trasportato e curato in Germania 

La liberazione e l’espatrio di Navalny furono rese possibili anche dall’opera di  Roderich Kiesewetter,  parlamentare del CDU  del Bundestag tedesco ed ex ufficiale di stato maggiore della Bundeswehr.  E  grande negoziatore del Nord Stream 2, che Kiesewetter definisce “il più importante progetto economico bilaterale tedesco-russo”. La sua marcia indietro rispetto alla politica di Mosca sull’Ucraina assume quindi un peso rilevante.

Per quanto riguarda il pericolo di un’escalation al confine ucraino, il politico della CDU ha detto che settimane fa aveva creduto che si stava preparando solo una minaccia. Ora, però, vede la situazione come esplosiva. Se l’Occidente mostra debolezza, la Russia potrebbe osare fare il passo successivo, come una completa secessione della Crimea o dell’Ucraina orientale. “Dobbiamo aspettarcelo”, ha detto Kiesewetter.

Ma c’è chi  dà una lettura diversa della crisi. Keir Giles, opinionista del Guardian di Londra titola che: “ Il panico é la risposta sbagliata a una improbabile invasione dell’Ukraina”. “L’occidente è stato fissato per più di due mesi sui preparativi russi per montare una nuova invasione terrestre dell’Ucraina. Solo che questo non è successo – e non è probabile che succeda, (…). La Russia ha usato lo specchietto per le allodole di un’ostentata  concentrazione di truppe per far sì che l’Occidente prenda sul serio le sue richieste per il ritiro della Nato dall’Ucraina. Ma concentrandosi sul problema sbagliato, e partecipando ai negoziati alle condizioni della Russia, gli Stati Uniti e la NATO sono caduti in una massiccia operazione di inganno strategico.”

La riluttanza della Germania a fornire armi ed uomini  non può essere letto, in questo scenario, solo come un calcolo economico fondato sugli affari, e sulla necessità del gas russo. Esso riflette la riluttanza a vedersi coinvolta in un conflitto armato, preoccupazione che traversa tutto lo schieramento politico. E pare autentica la determinazione tedesca a bloccare il progetto del gasdotto Nord Stream 2 nel caso fosse Mosca a scatenare un conflitto armato. 

Nel rifiutare la guerra come metodo di risoluzione dei contrasti internazionali, e nel privilegiare le vie della diplomazia, forse la Germania rappresenta, più che l’anello debole dell’alleanza atlantica, un esempio da seguire.

*In copertina Photo by Maheshkumar Painam on Unsplash

 

Tags:

Ads

You May Also Like

Siria, i numeri della catastrofe nel Rapporto dell’Unrwa

Numeri e dati per monitare l’impatto disastroso della guerra sulla societa’ e sull’economia della ...

«Fate tacere le donne»

di Tommaso Andreatta Nello Yemen un’attivista – impegnata in una campagna per l’emancipazione femminile ...

Cile, quell’11 settembre oscurato

Un golpe che cambiò la storia. Il ruolo della CIA e quello, appena documentato, dell'Australia

di Maurizio Sacchi L’ 11 settembre ignorato dai media da due decenni è quello ...