La legge che accoglie i bimbi migranti

I bambini migranti soli non potranno essere ‘rimandati indietro’. La proposta di legge è stata approvata ieri dalla Camera dei Deputati e rappresenta una svolta per la politica migratoria italiana ed europea. Si tratta infatti della prima legge di questo genere in Europa.

La legge ha l’intento di definire un sistema nazionale organico di protezione e accoglienza dei Msna (minori stranieri non accompagnati).

Tra le misure previste i minori non saranno quindi soggetti a respingimento alla frontiera, si riduce il termine massimo di trattenimento dei minori nelle strutture di prima accoglienza (da 60 a 30 giorni) e le procedure per l’accertamento dell’età vengono migliorate e uniformate.

Fino ad oggi i minori non accompagnati erano seguiti in base alla legislazione vigente sui minori, che quindi delegava in buona parte ai Comuni. Con la nuova legge anche le famiglie hanno un ruolo cruciale. Si può procedere all’affidamento famigliare o diventare tutore volontario con il di essere la figura adulta di riferimento per i ragazzi.

Dai dati del ministero del’Interno nel 2016 sono sbarcati in Italia 25.846 minori stranieri non accompagnati, più del doppio dei 12.360 dell’anno precedente (+108%). I minori soli sono il 14% dei 181.436 migranti sbarcati sulle nostre coste.

Rispetto a qualche anno fa sta cambiando anche il genere di chi arriva nelle nostre coste. Non più solo ragazzi ma anche ragazze, spesso facili preda del mercato della prostituzione.

Soddisfazione per la nuova legge arriva dall’Unicef, che il 28 febbraio 2017 aveva lanciato un nuovo rapporto proprio sui bambini migranti.

Il rapporto della serie “Child Alert” intitolato “Un viaggio fatale per i bambini: la rotta migratoria del Mediterraneo centrale” forniva un quadro accurato dei terribili rischi che i bambini rifugiati e migranti affrontano durante i loro lunghi viaggi dall’Africa Subsahariana alla Libia e alla traversata via mare per raggiungere l’Italia.

Tre quarti dei bambini rifugiati e migranti contattati nell’indagine dell’Unicef hanno dichiarato di avere subito violenze, molestie o aggressioni per mano di adulti durante il tragitto, mentre circa metà delle donne e dei bambini hanno affermato di avere subito abusi sessuali durante la migrazione.

Il rapporto forniva poi vari dati: nel 2016 si stima che almeno 4.579 persone (fra cui 700 bambini) siano morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo partendo dalla Libia: 1 vittima ogni 40, fra coloro che hanno tentato la traversata.

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