Un blindato Made in Italy per il Brasile

Iveco-Oto Melara vince un appalto per  98 mezzi  ma potrà venderne sino  a 220 per un ammontare di circa 2 miliardi di euro. Un "Made in Italy" molto particolare

di Luciano Bertozzi

Il Brasile ha scelto il veicolo blindato cacciacarri Centauro II prodotto dal consorzio Iveco – Oto Melara (CIO) per il proprio esercito. Il Consorzio ha avuto la meglio sugli altri due concorrenti: il LAV700AG dell’americana General Dynamics Land Systems e il veicolo ST1-BR della cinese Norinco. Così il programma Viatura Blindada de Cavalaria Média Sobre Rodas o VBV CAV MSR 8X8 per un velivolo blindato medio 8X8 di Cavalleria è stato aggiudicato al prodotto italiano.

Il contratto ha un valore di 900 milioni di euro per 98 mezzi, ma potrà essere ampliato fino a 220 blindati per un ammontare di circa 2 miliardi di euro. Il Centauro II (in copertina e nel testo  dal sito del produttore) è un sistema ruotato 8×8 dotato di un cannone da da 120 mm, in grado di resistere a ordigni esplosivi improvvisati (IED), con uno scafo in acciaio ad alta resistenza, con un peso di 30 tonnellate ed è in grado di raggiungere una velocità fuoristrada da 40 ad 80 kmh, a seconda del tipo di terreno. Tale mezzo è in dotazione all’esercito italiano. Alcuni media specializzati brasiliani lo avevano indicato come il concorrente con le prestazioni migliori e di più facile integrazione con gli altri blindati dell’esercito di Brasilia. A questa commessa potrebbero seguirne altre, in America latina, infatti, anche gli eserciti di Argentina, Perù, Colombia e Messico lo stanno valutando per un eventuale acquisto.

Il neo Ministro della Difesa Guido Crosetto si è complimentato con il Consorzio per il successo e ha così commentato: “Un risultato che dimostra l’eccellenza dell’industria italiana nel mondo e dell’ottimo lavoro di squadra. Un plauso al Segretariato Generale della Difesa e all’Ambasciata italiana in Brasile per aver saputo rappresentare al meglio la Nazione”. Ai complimenti del Ministro si è unito anche l’ambasciatore italiano in Brasile Francesco Azzarello: “Ancora una volta è confermata la straordinaria eccellenza della tecnologia italiana, riconosciuta a livello mondiale. Ed ancora una volta è confermata la qualità della cooperazione bilaterale nel settore militare, che dura da quarant’anni, con notevoli investimenti in Brasile”.

Va fatto presente tuttavia, che non siamo parlando, ad esempio delle Ferrari, gioiello del “Made in Italy” vera eccellenza nazionale, bensì di armi progettate per uccidere e distruggere. Le eccellenze per cui siamo conosciuti in tutto il mondo sono altre: il nostro artigianato, l ‘ enorme patrimonio artistico-culturale, l’enogastronomia, ecc.  Il Brasile, poi, ha enormi problemi di disuguaglianza sociale che potrebbero essere contrastati diminuendo la spesa militare e incrementando quella sociale, ma soprattutto andrebbe preservato il polmone verde del Mondo l’Amazzonia, contribuendo alla lotta al cambiamento climatico. E’ auspicabile che il neo Presidente Lula intraprenda questa strada. Va detto che il Paese sudamericano si colloca al 17° posto nella classifica di chi spende di più per la difesa, secondo il SIPRI prestigioso istituto di ricerca svedese, con oltre 19 miliardi di dollari circa l’1,2% del Prodotto nazionale Lordo, con una riduzione rispetto al 2020. Ad ogni modo, sempre secondo il SIPRI il Brasile è il Paese sudamericano spende maggiormente per le armi

 

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