Morte di un ambientalista

Dubbi sul ritrovamento del corpo senza vita  dell'avvocato di Sumatra Golfrid Siregar. Stava indagando sul controverso progetto di una diga di cui aveva scoperto irregolarità

di Emanuele Giordana

E’ del 6 ottobre la morte per “incidente” di Golfrid Siregar, avvocato indonesiano di 32 anni trovato con la testa fracassata in un sottopasso di Medan, capoluogo di Sumatra settentrionale. Golfrid, dato per scomparso il 2, viene trovato in fin di vita il 3 ottobre da un conduttore di risciò che lo porta in ospedale. E’ ancora vivo ma in condizioni critiche. Muore tre giorni dopo. La polizia liquida rapidamente il caso come incidente stradale ma, dopo i rilievi degli amici di Golfrid, cambia versione: furto. Mancano all’appello zaino, soldi, laptop e cellulare. Qualche giorni dopo le autorità spiccano mandati d’arresto per tre persone accusate di rapina. Caso chiuso? Non per gli amici di Siregar che non sono amici qualsiasi.

Golfrid è un avvocato che lavora nella sezione legale del Forum per l’ambiente (Walhi), organizzazione nazionale indonesiana con una sezione a Sumatra. La direzione di Walhi, che ha chiesto un’indagine indipendente, ha sollecitato la polizia a non giungere a conclusioni affrettate sulla causa della morte: “Lo stato fisico di Golfrid aveva poco a che vedere con un incidente. Il suo corpo – dicono – non aveva lesioni e la sua moto non era pesantemente rovinata”. “Sembrava che metà della sua testa fosse sparita. Aveva un livido sul lato destro del viso – dice ad Al Jazeera Khairul Bukhari, anche lui del Forum di Sumatra – e l’occhio destro era gonfio, ma il suo corpo non aveva altri segni”. Si muovono anche Amnesty International e Human Rights Watch.

Purtroppo le violenze contro gli ambientalisti non sono una novità nell’arcipelago: all’inizio dell’anno, il responsabile di Walhi della sezione Nusa Tenggara Ovest è sopravvissuto all’incendio doloso della sua casa. Secondo il sito ambientalista Mongabay, la morte di Golfrid è l’ultima di una serie di casi avvenuti in Indonesia in circostanze sospette come testimonia Ainul Yaqin dell’Indonesian Human Protection Foundation (Ypii): dal 2010 al 2018, ci sono stati 171 casi registrati di violenza contro attivisti e la maggior parte delle vittime erano attivisti ambientali. Ora la polizia sta procedendo all’autopsia sul corpo di Golfrid. Ma poiché il cadavere era stato inizialmente restituito alla famiglia, il risultato si annuncia già controverso perché Golfrid – dopo le pressioni esterne – è stato riportato alla Morgue: le autopsie vanno fatte entro poche ore altrimenti molti elementi probatori vanno persi.

Gli ultimi due casi di cui il giovane avvocato si era occupato riguardano il progetto di una diga idroelettrica a Batang Toru, nel Sud della reggenza di Tapanuli (Nord Sumatra), considerata una minaccia, secondo Greenpeace Indonesia, per l’habitat locale degli orangutan e delle tigri. Ma oltre alla salvaguardia dell’orango e della tigre, anche la valutazione di impatto ambientale era entrata nel mirino legale di Golfrid: era stata falsificata. Le sue indagini gli avevano fruttato minacce.

Il progetto idroelettrico da 1,6 miliardi di dollari gestito da una società con sede a Giacarta – PT North Sumatra Hydro Energy – è un progetto “protetto”. Considerato di interesse nazionale è addirittura un tassello del Paris Agreemnt del 2016 per mitigare il riscaldamento del pianeta. Secondo la società non è in contraddizione con la sopravvivenza degli oranghi e, una volta operativo nel 2020, potrà ridurre le emissioni di carbonio di circa 1,6 milioni di tonnellate l’anno. Dunque un progetto verde. Che però l’Asia Development Bank e la World Bank si sono rifiutate di finanziare proprio per le controversie ambientali. Lo ha fatto invece the Bank of China con la società costruttrice cinese Sinohydro. Sarà un pezzo della Nuova Via della Seta.

Nella foto di copertina (Walhi), Golfrid, a sinistra, durante una manifestazione

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